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23:22 lunedì 16 marzo 2026
Il creatore di Fortnite sta usando i miliardi guadagnati con il videogioco per comprare foreste e salvarle dall’abbattimento Tim Sweeney sta usando il suo patrimonio personale per salvare milioni di chilometri quadrati di foresta, sottraendoli alla speculazione immobiliare.
Agli Oscar due film hanno vinto lo stesso premio e così molte persone hanno scoperto che agli Oscar si può pareggiare e che è già successo sette volte in passato È avvenuto nella categoria Miglior cortometraggio live action, dove il premio lo hanno vinto sia The Singers che Two People Exchanging Saliva.
In Voce Triennale arriva Equinozio, tre giorni e tre notti di concerti, performance e talk per festeggiare l’inizio della primavera Da venerdì 20 a domenica 22 marzo «una lunga e leggera progressione di danze», come l'ha definita il curatore Carlo Antonelli.
Macron ha usato una canzone dei Justice come colonna sonora del video in cui presenta il nuovo arsenale nucleare francese Il post è stato successivamente modificato per rimuovere la canzone, lasciando solo le parole nette del Presidente sull’invincibilità delle armi nucleari francesi.
Il siparietto tra Anna Wintour e Anne Hathaway sul palco degli Oscar è la miglior trovata della campagna promozionale del Diavolo veste Prada 2 Non c'è ancora la certezza matematica della sua partecipazione al sequel, ma sul palco degli Oscar di ieri si è molto immedesimata nel ruolo di Miranda Priestly.
A Sean Penn importa così poco di aver vinto l’Oscar che non si è presentato alla cerimonia e non ha mandato nessuno a ritirare il premio al posto suo «Non ha potuto essere qui questa sera, o non ha voluto, quindi ritirerò il premio a suo nome», ha detto Kieran Culkin, che ha ritirato il premio per lui.
Il “No to War and Free Palestine” di Javier Bardem è diventato il momento più rivisto e commentato di questi Oscar L'attore è salito sul palco del Dolby Theatre di Los Angeles per presentare il premio al Miglior film internazionale. Ma prima ha voluto lanciare un messaggio.
Due episodi di Doctor Who degli anni ’60 che si pensava fossero andati perduti sono stati ritrovati in uno scatolone nella casa di un collezionista Si tratta, tra l'altro, di due puntate molto importanti perché raccontano la storia dei Dalek, i villain più famosi dell'universo di Doctor Who.

Il presente nero e il futuro ignoto di Airbnb

La piattaforma per gli affitti brevi sta affrontando per l'emergenza Coronavirus un momento difficilissimo.

di Studio
24 Aprile 2020

Gli host l’hanno chiamata “L’Apocalisse di Airbnb”. Per alcuni di loro, il rischio che il Coronavirus potesse causare inestimabili danni alla piattaforma degli affitti brevi, era nell’aria da fine gennaio, quando, numerosi, hanno iniziato a confrontarsi sul forum della community del servizio, circa le modalità per correre ai ripari. «L’azienda dovrebbe immediatamente trovare soluzioni per darci una mano. Sento che la situazione potrebbe peggiorare», si legge in un messaggio che risale al 30 gennaio. E si avverte un senso sinistro, profetico nel rileggerlo adesso che, come ha scritto  Wired, il Coronavirus potrebbe decretare la fine di Airbnb perché «i numeri sono devastanti».

Secondo AirDNA, una società di analisi degli affitti online, le prenotazioni su Airbnb sarebbero in calo dell’85 per cento, e le cancellazioni vicine al 90 per cento: tanto che le entrate generate dalla piattaforma, nel solo mese di marzo, sono diminuite del 25 per cento (su base annua). Si dirà che ora il mondo si è fermato, ma «è improbabile che i numeri possano risalire presto», fase 2 o fase 3 che sia. Basti pensare che nel caso specifico italiano, come ha spiegato in un’intervista alla Stampa Rocco Lomazzi, Founder & Chairman di Sweetguest, primo partner italiano di Airnbnb, «il nostro settore è indubbiamente tra i più colpiti. Dopo due settimane di Coronavirus in Italia abbiamo registrato cancellazioni che ci fanno prevedere una perdita del 40 per cento su tutto il 2020». Proprio nell’anno del debutto in borsa di Airbnb, con una valutazione tra i 50 e i 70 miliardi di dollari, e che adesso sarebbe già precipitata a 26 miliardi secondo il Financial Times.

«Gli effetti negativi dell’emergenza Covid-19 non potevano che ricadere sulla più utilizzata piattaforma per l’affitto di appartamenti privati per le vacanze», continua Temperton su Wired. In un periodo in cui il turismo è stato obbligatoriamente azzerato, e in un momento in cui il solo provare a immaginare le nostre future mete estive è diventato motivo di dolorosa nostalgia – anche se secondo l’Atlantic pianificare un viaggio post pandemia potrebbe confortarci – il problema di Airbnb è anche un altro e riguarda pulizia e sanificazione degli ambienti che fino a questo momento non erano garantiti.

In seguito a un iniziale momento di disordine, come ha scritto il Wall Street Journal, a causa soprattutto della confusione circa le politiche di cancellazione nelle proprietà sparse per tutto il mondo che ha logorato i rapporti tra padroni di casa e ospiti (dopo che questi si sono lamentati per la mancanza di un rimborso completo a causa delle cancellazioni avvenute per la quarantena), il Ceo di Airbnb, Brian Chesky, attraverso un finanziamento di 1 miliardo di dollari, ha approvato un piano per rimborsare i soggiorni degli ospiti che avevano già prenotato entro il 14 marzo 2020. Con un’azione che ha fatto infuriare notevolmente numerosi padroni di casa, essendo questi in larga parte investitori a cui ora è venuta meno la prima e (spesso) unica fonte di reddito.

E intanto, nuove soluzioni hanno iniziato a essere adottate. Legali, e meno. Come in Australia, dove alcuni host starebbero convertendo i propri appartamenti in luoghi in cui passare una serena quarantena a prezzi convenienti – basta scorrere sul sito per accorgersi che il costo medio di una notte, in generale, si è praticamente dimezzato. In Italia, poi, su base chiaramente volontaria, Airbnb ha deciso di mettere a disposizione gli appartamenti per ospitare medici e infermieri, così da evitare possibili contagi tra i propri familiari. E tutto mentre la società ha modificato la propria offerta, promuovendo in homepage solo ipotesi di soggiorni più lunghi, aggiungendo al proprio sito una sezione dedicata alla cura degli alloggi durante la pandemia, “Come i soggiorni più lunghi aiutano la tua attività di host”, “Come infondere tranquillità agli ospiti”, “Non tralasciare le tende durante la pulizia dell’appartamento”.  È l’Apocalisse, si fa quel che si può, ma ricordati che “Vanno lavati sempre anche i tappeti”.

Chesky, in un video messaggio per i proprietari, ha provato a tranquillizzare tutti: «Quando questo finirà, la gente continuerà a viaggiare, e lo farà ancora di più». Ma, certo, il futuro della piattaforma, come di una buona parte della sharing economy, traballa.

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