La Conferenza generale dei pesi e delle misure (esiste davvero) ha deciso che l’ora ufficiale potrà discostarsi dalla rotazione terrestre fino a un’ora. Il motivo è che la Terra ha cominciato ad andare più veloce.
Le banche stanno iniziando a rinegoziare i mutui concessi alle persone che vivono nelle zone più a rischio a causa del Super El Niño
Con il super El Niño che si sta formando nel Pacifico, i grandi istituti di credito stanno rivedendo i prestiti esposti a siccità e alluvioni, soprattutto in agricoltura.
La banca spagnola BBVA, che oltre che in Spagna ha molti clienti in Perù, Argentina e Colombia, ha chiesto ai suoi uffici locali di gestione del rischio di riesaminare i prestiti in portafoglio, per capire quanto potrebbe costarle il super El Niño che si sta formando nel Pacifico. Tra le misure che valuta per i clienti più vulnerabili c’è la rinegoziazione dei debiti, ha spiegato la banca. El Niño, il riscaldamento periodico delle acque del Pacifico equatoriale, sta già alimentando siccità e alluvioni che danneggiano i raccolti, e questa volta si somma agli effetti del riscaldamento globale, con il rischio di diventare un fenomeno senza precedenti. Secondo l’Organizzazione meteorologica mondiale, come scrive Business Mirror, le zone più a rischio sono l’Africa meridionale e il Sud-est asiatico, mentre alcune aree dell’America Latina potrebbero subire sia la siccità sia le inondazioni. I gestori di fondi avvertono che gli investitori non avranno dove ripararsi, perché il fenomeno rallenta le forniture di materie prime, spinge l’inflazione e allarga i deficit commerciali.
Le banche più esposte sono quelle che prestano soldi ad agricoltori, allevatori e pescatori. La peruviana Credicorp ha stimato ad agosto che circa il 9 per cento dei suoi prestiti va a clienti direttamente minacciati da El Niño. Un’altra grande società finanziaria peruviana, Intercorp, ha già introdotto per i clienti della pesca e dell’agricoltura clausole speciali che prevedono la sospensione delle rate e la rinegoziazione dei debiti. In Europa la pressione arriva anche dalle regole comunitarie sulla trasparenza, che obbligano le banche a dichiarare questi rischi. Secondo un’analisi di Bloomberg Intelligence citata da Business Mirror, oltre a BBVA anche CaixaBank e Santander hanno portafogli agricoli molto esposti. Santander, per esempio, ha 1,7 miliardi di euro di prestiti all’agricoltura, alla silvicoltura e alla pesca a rischio, più della metà del totale. E siccome l’agricoltura europea è poco assicurata, l’analista Grace Osborne prevede che dopo gli eventi più gravi le banche potrebbero dover sospendere le rate, con effetti sulla qualità del credito più rapidi di quelli dei mutui per la casa.
Il rischio però va oltre i campi e la pesca. Danske Bank avverte che anche aziende con sede lontano dalle zone colpite possono subire danni attraverso le catene di fornitura, a partire dal trasporto marittimo e dalla logistica, e gli analisti di JPMorgan e Citigroup collegano El Niño a effetti sull’economia in generale. Prevederli resta complicato: secondo Citi l’indice più usato per misurarne l’intensità, l’Oceanic Niño Index, non coglie tutti gli aspetti del fenomeno. BBVA intende confrontare gli episodi di El Niño più intensi mai registrati con scenari climatici neutri, e poi usare modelli meteorologici stagionali aggiornati ogni mese per costruire un sistema di allerta che aiuti i clienti a prepararsi. Secondo la banca, è la prima volta che si tenta qualcosa del genere.