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13:27 venerdì 16 ottobre 2026
L’Agenzia meteorologica giapponese ha avvisato i cittadini dell’imminente arrivo del terremoto più forte di sempre, poi ha cancellato l’avviso e ha detto di essersi sbagliata A quanto pare, si è trattato di un gigantesco errore del sistema di allerta precoce, di solito affidabilissimo e precisissimo.
La Giornata nazionale della meraviglia e la Giornata nazionale del riciclo della carta hanno messo a dura prova la pazienza di Sergio Mattarella Dopo aver firmato una legge che istituisce l'una e l'altra, il Presidente della Repubblica ha invitato la politica a darsi una regolata perché queste giornate stanno «vertiginosamente aumentando».
I matematici di tutto il mondo sono disperati dopo che ChatGPT ha risolto 372 problemi a cui loro lavoravano da anni in tre ore Ora i matematici stanno ancora cercando di capire quanto ci sia di giusto, e cosa voglia dire adesso fare il loro mestiere.
Di tutte le cose incredibili che succedono continuamente sul Monte Bianco, il fatto che la sua altezza aumenti (o diminuisca) ogni anno è la meno incredibile di tutte In questo periodo misura 4.807,47 metri: la sua crescita dipende da fenomeni «estremamente variabili».
Del possibile allarme sanitario in Siberia si sono preoccupati tutti tranne gli abitanti della cittadina siberiana da cui l’allarme è partito L'OMS chiede spiegazioni, Trump ne parla, i giornali di mezzo mondo scrivono di peste. A Irkutsk e a Shelekhov nessuno porta la mascherina e la frase che ripetono tutti è «va tutto bene, è tutto normale»
Nel centenario di Winnie the Pooh, l’Inghilterra sta litigando con l’America perché vuole che le siano restituiti gli orsacchiotti fatti dal creatore di Winnie the Pooh Il libro di A. A. Milne compie cent’anni, ma il pupazzo che lo ha ispirato vive a New York. E una parte dei fan britannici lo rivuole indietro.
La storica sede del Partito Comunista Italiano in via Botteghe Oscure a Roma diventerà un hotel di lusso Gli uffici dei dirigenti sono diventati camere, e al balcone di Berlinguer adesso ci si affaccia dalla 207.
Grian Chatten dei Fontaines D.C. ha detto che Mina è stata una delle più importanti ispirazioni per Dopamine Chamber «Sono davvero innamorato della sua musica. Mi ha aiutato a trovare quel senso di umanità che volevo infondere in questo disco».

Honoré de Balzac

Volontà e genio. I segreti di un "classico" che ha ancora molto da dire. Specie in questi tempi

25 Ottobre 2011

Di Chi/Cosa si tratta: Honoré de Balzac è un romanziere francese considerato il padre del romanzo realista. Nato a Tours (Francia) il 20 maggio 1799, muore a Parigi il 18 agosto 1850 lasciando un corpus letterario tra i più imponenti della storia: 91 opere tra romanzi e racconti finiti (a cui vanno aggiunti 46 incompiuti per un totale di 137).

Chi/Cos’era Ieri: Come se il conto degli scritti non fosse già abbastanza notevole, bisogna aggiungere che essi videro la luce in un tempo piuttosto breve, ovvero tra il 1831 e il 1850. Meno di un ventennio. Questo significa che Balzac concepiva in media quasi 7 progetti all’anno e ne terminava più di 4.  Cifre che evidenziano le caratteristiche fondamentali di Balzac: meticolosità e ambizione, volontà e genio. La meticolosità e la volontà in lui si traducevano in una serrata organizzazione del tempo dedicato al lavoro, che andava dalle 4 del mattino fino all’ora di pranzo dopo il quale si recava a fare visite o a passeggio per le vie di Parigi, a osservare l’evoluzione della società francese in cui trovava modelli viventi per i propri personaggi. Affascinato dalle scienze, dalla filosofia naturale e dalla biologia, Balzac nutriva la convinzione che queste discipline fornissero, anche allo scrittore, strumenti e metodi applicabili all’indagine della realtà sociale. Indagine che, nel “romanzo moderno”, aveva il veicolo ideale per la propria diffusione. Ampiamente consapevole di vivere in un tempo “di crisi” in cui – in nome del fantasma di Napoleone – si giocava apertamente il “Finale di partita” tra le spinte alla conservazione di aristocratici e latifondisti – tardi residui della Restaurazione – e l’inarrestabile avanzata di una borghesia sempre meno artigiana e sempre più imprenditoriale e innovatrice, Balzac fu egli stesso un innovatore nel proprio campo: oltre ad aver segnato la storia e la genesi del romanzo moderno, ideò un metodo di promozione seriale dei propri scritti iniziando ad anticipare alcuni estratti ai giornali parigini, dando così decisivo impulso alla nascita del romanzo d’appendice e del feuiletton. Ma più di tutto Balzac creò – con il vasto affresco della società francese dipinto ne La Comédie Humaine (il nome che egli stesso diede all’insieme delle sue opere), in cui oltre 2000 personaggi e centinaia di trame e sottotrame si intersecano e rimandano da un romanzo all’altro – un modello inarrivabile di narrativa ipertestuale e di ambizione letteraria (meticolosità e ambizione, si diceva prima) la cui influenza resiste ancora oggi. Anzi, oggi più che mai.

Chi/Cos’è Oggi: Se oggi si chiede a chi non ha mai letto Balzac di citare qualche suo romanzo, nove volte su dieci si otterranno queste risposte: Eugenie Grandet o, più raramente, Papà Goriot. La forza universale e tragicomica dei personaggi – il troppo avaro Grandet e il troppo prodigo Goriot – modelli opposti e speculari di figure paterne ha imposto questi due titoli come opere balzacchiane per eccellenza quando in realtà, se non il cuore quantomeno la vetta de La Comédie Humaine si trova altrove, ovvero nel dittico formato da Le illusioni perdute e Splendori e miserie delle cortigiane. Due romanzi legati insieme dal racconto delle vicende di Lucien Chardon (poi De Rubempré), un giovane poeta di periferia di (in)dubbio talento ma di scarsi sacrifici che giunge a Parigi per scoprire tra alterne vicende una città e una società persino più complessa, multisfaccettata e infine inespugnabile delle attese. Tramite lo sguardo sempre meno incantato di Lucien – una sorta di via di mezzo tra il Candido di Voltaire e Barry Lyndon – nelle oltre 1300 pagine che compongono il dittico, Balzac introduce il lettore a un’intera società attraversata da mutamenti di portata storica quali la nascita dell’opinione pubblica e delle masse popolari con la conseguente affermazione del numero sull’auctoritas. Dall’aristocratico di provincia all’editore di città, dal flaneur urbano al prefetto di campagna, dalla cortigiana all’alto prelato, dal giornalista monarchico a quello repubblicano, dall’inventore di brevetti fino all’imprenditore che li sfrutta, dove il romanziere posa la penna ecco che i personaggi, i luoghi e gli ambienti sociali prendono vita e con essi la circolazione dei beni e delle merci di scambio che li sottendono. In questo è l’infinita attualità di Balzac, nell’aver saputo raccontare per primo e tuttora meglio di chiunque altro – scientificamente e senza pregiudizi aprioristici – la complessità di un sistema sociale di tipo aperto e – ben prima di qualunque Manuel Castells – il funzionamento di un network in cui circolano beni di varia natura e valore: informazioni riservate, favori politici, prestazioni carnali, pareri letterari, titoli nobilitanti o – merce di tutte le merci – il denaro. La cui scarsità o abbondanza è il primo motore immobile di quasi tutte le trame del romanziere.

Non è un caso se – dopo un periodo di relativo oblio coinciso con gli anni, connotati ideologicamente ma tutto sommato spensierati, del secondo ‘900 – nell’ultimo decennio il nome di Balzac ha ripreso a circolare come canone di numerose opere che si sono confrontate con la complessità di un orizzonte “di crisi” per l’occidente. L’esempio più classico in questo senso è The Wire, il cui creatore ha sempre citato apertamente Balzac (insieme a Dickens) tra i suoi riferimenti. Forse oggi più che mai ci è necessaria l’intelligenza analitica di un uomo che – citando una bella e lunga trattazione della sua opera reperibile in rete – ha saputo «descrivere per comprendere (…) Comprendere che il mondo muta, che emergono nuovi soggetti, che la storia sconvolge le condizioni e le mentalità».

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