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04:16 giovedì 10 settembre 2026
Mamdani ha reso pubbliche 170 mila pagine di report, dichiarazioni e indagini sulla qualità dell’aria dopo l’attentato alle Torri Gemelle Quattro amministrazioni comunali diverse hanno tenuto quelle carte fuori dalla portata del pubblico, del Congresso e del consiglio comunale, mentre i funzionari continuavano a definire l'aria sicura e accettabile. Ora sono consultabili online.
Per la prima volta un’AI ha progettato virus mai esistiti in natura e perfettamente replicabili in laboratorio Una scoperta potenzialmente molto utile per la medicina ma con dei lati inquietanti, per via delle possibili applicazioni dei virus come armi biologiche.
Presto potremo ascoltare l’ultimo brano inedito di Gino Paoli: l’avrebbe dovuto cantare con Ornella Vanoni Si chiama "Quando ti rivedrò", farà parte della nuova edizione di Appunti di un lungo viaggio, nel catalogo Sugar, e uscirà il 23 settembre nella notte tra i compleanni di Ornella Vanoni e Gino Paoli.
Il documentario di Paul Thomas Anderson sul concerto di Cameron Winter alla Carnegie Hall arriverà in streaming su Mubi Per il momento non c'è ancora una data d'uscita ufficiale, però. Sappiamo solo che il film lo potremo vedere nel 2027.
Siccome a Sandra Huller piacciono solo i ruoli difficili, nel suo prossimo film interpreterà un maschio, scrittore, morto di cancro al cervello Il film si chiama Arbeit und Struktur ed è ispirato al diario di Wolfgang Herrndorf, morto prematuramente a causa di un tumore al cervello.
In Polonia c’è stato un certo panico per una violazione dello spazio aereo da parte della Russia, ma poi si è scoperto che la colpa era di uno stormo di uccelli Un grosso stormo di uccelli, come hanno confermato gli stessi militari inviati sul luogo per accertarsi del fatti. Non è escluso che fossero uccelli russi.
Sarà un caso, ma le nuove uniformi della Space Force presentate da Trump somigliano molto a quelle di un certo regime di estrema destra che governò la Germania dal ’33 al ’45… La Casa Bianca, in un comunicato ufficiale, ha detto che l'ispirazione sono le divise di Starship Troopers. Ma le divise di Starship Troopers erano ispirate proprio a quelle delle SS.
Jeff Bezos continua a investire miliardi nella moda nella speranza che prima o poi qualcuno lo trovi simpatico Lauren Sánchez e Jeff Bezos continuano a investire milioni in tessuti ecologici e giovani designer. Ma di simpatia, per il momento, ancora nessuna traccia.

Una rivoluzione francese?

Matthieu Pigasse intervistato e fotografato in esclusiva per Studio: le banche, i giornali, il rock 'n' roll

15 Marzo 2012

“La mattina faccio du banking, il pomeriggio la presse, la notte il rock” è una frase celebre attribuita a Matthieu Pigasse, l’uomo che abbiamo deciso di mettere sulla copertina del numero di Studio che esce fra oggi e domani.
Chi è Pigasse?
Inizia a descriverlo così Michele Masneri che l’ha lungamente intervistato in esclusiva per il numero di Studio in edicola (mentre Chiara Santarelli l’ha fotografato sempre in esclusiva per noi nel suo ufficio parigino):

Pigasse ha 43 anni, è alto 1,86 metri, pesa 67 chili, mangia pochissimo – “odio la sensazione di sazietà dopo i pasti” -, ha tre figli, non si è mai sposato ma ha una ex che si è vendicata con un romanzetto a chiave (anche qui exception francaise, la macchina del fango funziona via romanzo); è un enarca, cioè uno studente della storica Ecole Nationale d’Haute Administration, la fucina della classe dirigente francese. Studi brillantissimi, ne esce nel 1994 per andare direttamente alla direzione generale del Tesoro e poi “riconosciuto come il migliore” nel gabinetto di Dominique Strauss-Kahn, ministro delle Finanze, di cui diventa consigliere tecnico. Prima, un veloce stage al Crédit Lyonnais, a New York, dove si impratichisce di finanza. Rifiuta, invece, un posto di trader a Tokyo (paese che “ama molto”; e i suoi “j’aime beaucoup” nei confronti di tutti i paesi che si nominano – la Spagna l’Italia il Giappone l’Argentina – tradiscono un po’ lo stile da politico).

Uomo poliedrico, banchiere d’affari a Lazard, è a tutti gli effetti considerato uno dei personaggi più influenti a livello francese ed europeo, politicamente, economicamente e mediaticamente parlando.
Vista la grande passione per i giornali e l’editoria, Pigasse si è comprato un paio d’anni e mezzo fa Les Inrockutibles, il settimanale per cui impazziva da teenager, quando la sua vita era votata al punk e al rock. E’ inoltre uno dei tre facoltosi che hanno salvato Le Monde dalla bancarotta, rilanciando il celebre quotidiano francese.

Dice a proposito Pigasse a Michele Masneri: «Perché ci sembrava la cosa giusta da fare, per il pluralismo, per la democrazia; perché Le Monde stava fallendo e non ci sembrava giusto permetterlo».

I giornali quindi, ma anche la politica. Matthieu Pigasse è legato a doppio filo coi vertici del Partito Socialista francese, che sta notoriamente sostenendo in questa lunga campagna elettorale in corso. «Sono forse io l’amico di Pierre Bergé (suo socio a Le Monde) e Matthieu Pigasse?» ha detto non più di dieci giorni fa Sarkozy, alludendo all’amicizia fra i facoltosi editori e il candidato socialista Hollande.

Insomma un personaggio molto ambizioso, molto di successo, con un libro in uscita in Francia che farà molto discutere.
Ci piaceva l’idea di confrontarci con un uomo che, ancora nei suoi quaranta, si trova ai vertici economici e politici del suo paese e del continente, determinato a coltivare e a portare avanti passioni e ambizioni. In molti giurano che le mire di Pigasse nei prossimi anni non si fermeranno alla maggiore banca d’affari e al maggior quotidiano francesi. Il teorema secondo cui, non ci fosse stata la vicenda del Sofitel, sarebbe stato il centro nevralgico della campagna elettorale di Strauss Khan – e successivamente suo Ministro dell’Economia – è molto più che una voce. E c’è chi è pronto a scommettere che un pensierino all’Eliseo per il 2017 lo stia facendo…

Cosa ne pensa il diretto interessato? Lo leggete su Studio in edicola.


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