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Alla Biennale d’Arte di Venezia che inaugurerà a maggio non ci saranno artisti italiani A parte l'artista scelta per rappresentare il nostro Paese nel Padiglione Italia, Chiara Camoni.
Dopo essere stato snobbato agli Oscar, Park Chan-wook si è consolato con la nomina a presidente della giuria del Festival di Cannes Il regista torna, stavolta con un ruolo "istituzionale", al Festival che lo ha fatto conoscere a tutto il mondo: fu qui che nel 2004 presentò Oldboy.
L’Isis sta invitando i suoi miliziani a imparare a usare l’AI per diventare «jihadisti migliori» E sta fornendo anche delle pratiche guide per capire quale delle numerose AI oggi disponibile si presta meglio a ogni jihadistico proposito.
Un’artista ha passato gli ultimi 12 anni a girare un remake di Titanic identico inquadratura per inquadratura a quello di James Cameron L'opera è dell'artista cilena Claudia Bitrán, si intitola Titanic, A Deep Emotion e verrà esposta alla Cristin Tierney Gallery di New York.
Dopo la giacca dedicata agli Oasis, Lidl ci riprova con una borsa a forma di carrello della spesa La trolley bag firmata dallo studio di design di Nik Bentel si può vincere iscrivendosi a un concorso sul profilo Ig della catena di supermercati
A Milano ha aperto BAOL, la prima biblioteca a offerta libera della città, pensata per i lettori in difficoltà economiche Si trova in viale Molise n. 47 e funziona così: chi vuole prendere in prestito, prende in prestito; chi vuole comprare, paga quel che può.
Un partito dell’estrema destra polacca che si chiama Nuova speranza, come un film di Star Wars, ha dovuto cambiare nome e ora si chiama L’impero colpisce ancora, come un film di Star Wars Il curioso cambio di nome è stato necessario per evitare la cancellazione, decisa da una sentenza di un tribunale di Varsavia per questioni finanziarie.
Aimee Lou Wood sarà Jane Eyre in una nuova serie che certifica come le sorelle Brontë siano tornate di moda Dopo il successo di "Cime tempestose" anche il classico di Charlotte Brontë avrà un nuovo adattamento, con protagonista la star di Sex Education.

Come sono oggi le strade di Atlantic City che hanno ispirato Monopoly

26 Aprile 2017

Il Monopoly (in Italia anche noto come Monopoli) è probabilmente il gioco da tavolo di maggior successo della storia, e la sua vicenda è legata a un ingegnere energetico della Pennsylvania che perse il lavoro per colpa della Grande Depressione, Charles Darrow. Nel presentare il suo gioco, Darrow prese spunto da uno già esistente, The Landlord’s Game, inventato dall’attrice e scrittrice Elizabeth Magie agli inizi del Novecento: l’intento della Magie era mostrare, sotto forma di intrattenimento, i rischi dell’accentramento economico e finanziario perseguito da personaggi come John D. Rockefeller.

Il Monopoly di Darrow, commercializzato per la prima volta nel 1935, tra le altre novità introduceva i nomi delle vie, tutti nomi realmente esistenti e provenienti dalla toponomastica di Atlantic City, New Jersey. Luke Spencer è stato su quelle stesse strade oggi, a distanza di quasi ottant’anni, e ne ha scritto su Atlas Obscura. Va precisato che al tempo in cui Charles Darrow ideava la sua plancia da gioco, Atlantic City era una meta privilegiata del turismo americano: mezzo milione di persone raggiungeva la città costiera ogni anno, e, come scritto in uno dei testi più celebri dedicati alla città, Boardwalk Empire, ben prima dei celebri casino l’indotto aveva generato un circuito di attività parallele molto frequentate: hotel, sale da ballo, teatri.

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Tra le vestigia di quella Atlantic City si conta il Claridge Hotel, una grossa costruzione Art Deco all’incrocio delle due proprietà più costose della versione originale del gioco (Park Place e Boardwalk): aperto nel 1930, nei suoi giorni migliori era conosciuto come “Il grattacielo sul mare”. Una delle vie circostanti l’hotel è Indiana Avenue, uno dei “rossi” più desiderabili di Monopoly, come ricorda Atlas Obscura, dove un tempo sorgeva il Sands Casino, uno dei luoghi del gioco d’azzardo più famosi dell’epoca (oggi non esiste più, e il terreno doveva essere riconvertito in un progetto artistico per valorizzare la zona dopo l’uragano Sandy, ma non se n’è fatto nulla).

Visitare oggi Atlantic City significa osservare una sorta di città fantasma, dove i vecchi casino sono abbandonati, vuoti o in rovina. Eppure il passato era molto diverso: nel 1976, il Resort Hotel su Pennsylvania Avenue (verde sulla plancia del Monopoli) fu la prima struttura a ottenere il permesso legale di ospitare il gioco d’azzardo al di fuori del Nevada. L’acme dell’hotellerie locale è stato però il Taj Mahal, l’ultimo dei grandi casino a fallire, che oggi continua a stagliarsi su S. Virginia Avenue (proprietà rosa nel gioco) ma è disabitato: al suo costruttore, Donald Trump, al tempo, nel 1990, era costato la bellezza di 1 miliardo di dollari.

Nelle immagini: in testata il Trump Taj Mahal (Getty Images); nel testo il Claridge Hotel, riflesso e in una cartolina d’epoca (Luke J. Spencer)
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