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05:43 domenica 15 febbraio 2026
Sull’isola di Epstein c’era un Pokestop di Pokemon Go ma non si sa chi è stato a metterlo lì E probabilmente non lo sapremo mai, visto che lo sviluppatore del gioco Niantic nel frattempo lo ha rimosso.
Alla Berlinale, il Presidente della giuria Wim Wenders è stato criticatissimo per aver detto che «il cinema deve stare lontano dalla politica» Lo ha detto durante la conferenza stampa di presentazione del festival, rispondendo a una domanda su Israele e Palestina.
È scoppiato un grosso scandalo attorno al più famoso e lussuoso ristorante del mondo, il Noma di Copenaghen Un ex dipendente sta raccogliendo e pubblicando decine di accuse nei confronti dello chef René Redzepi: si va dagli abusi psicologici alla violenza fisica.
Per il suo centenario, E/O ripubblicherà tutta l’opera di Christa Wolf con le copertine degli anni Ottanta Si comincia il 9 aprile con la riedizione di Cassandra.
James Blake presenterà il suo nuovo disco con una listening session gratuita in Triennale Milano Trying Times, questo il titolo del disco, esce il 13 marzo. Con questo evento in Triennale, Blake lo presenta per la prima volta al pubblico.
Gisele Pelicot ha scritto un memoir in cui racconta tutto quello che ha passato dal giorno in cui ha scoperto le violenze del suo ex marito Il libro uscirà in contemporanea in 22 Paesi il 19 febbraio. In Italia sarà edito da Rizzoli e tradotto da Bérénice Capatti.
Le cure per il cancro sono costate così tanto che la famiglia di James Van Der Beek è rimasta senza risparmi ed è stata costretta a lanciare una raccolta fondi In nemmeno due giorni, 42 mila persone hanno fatto una donazione e sono stati raccolti più di 2 milioni di dollari.
Anna Wintour e Chloe Malle hanno fatto la loro prima intervista insieme ed è talmente strana che non si capisce se fossero serie o scherzassero L'ha pubblicata il New York Times, per discutere del futuro di Vogue. Si è finiti a parlare di microespressioni e linguaggio del corpo.

La Bbc ha recensito il restyling del Guardian

16 Gennaio 2018

 leggermente più grande in altezza e larghezza rispetto ai formati tabloid e compact, ma più piccolo rispetto al formato broadsheet. Sul sito della Bbc si trova anche un’interessante intervista in cui la editor Katharine Viner spiega i motivi della trasformazione da berliner a tabloid.

I milioni di persone che comprano un quotidiano in Gran Bretagna sono creature abitudinarie. Adorano il tonfo sullo zerbino, il fruscio e la carta stropicciata», ha scritto. «Quindi chiunque intraprende una ri-progettazione di un giornale è o pazzo o coraggioso o disperato – oppure una combinazione di tutti e tre». Di sicuro, come si evince dalle parole di Viner, è un gesto importante: non solto costringe a riflettere sul ruolo della stampa in un mondo ormai dominato dal digitale, ma a quanto pare permetterà al Guardian di salvare milioni di sterline.

Secondo Rajan tutto sommato si tratta di un ottima trasformazione, a parte un piccolo dettaglio: la prima pagina. L’unico punto debole di una metamorfosi altrimenti encomiabile. Il cambiamento dal berliner alla forma compatta ha causato una perdita di altezza: tutto appare un po’ schiacciato, angusto, soffocato, “spinto verso il basso”. Archiviata la testata nel caratteristico “blu Guardian”, adesso il titolo è nero e disposto su due linee, “The” e, a capo, “Guardian”. Questo, secondo lui, spinge le storie in prima pagina ancora più in basso,  togliendo inevitabilmente importanza al titolo della notizia principale. Un’altra cosa contestata da Rajan è la povertà di informazioni sulle notizie che il giornale contiene: i piccoli box che presentano al lettore le storie che troverà tra le pagine successive dovrebbero essere di più.

A parte questo, il resto va più che bene: il nuovo font è chiaro e semplice, «serio e arguto» allo stesso tempo. L’organizzazione delle sezioni è ben risolta, l’equilibrio tra le immagini e testo è gradevole e la sensazione che il Guardian trasmette al lettore, quella, in un certo senso, di fare parte di un “club”, è mantenuta intatta. E poi, ultimo dettaglio importante, il nuovo Guardian occupa meno spazio e quindi è molto più comodo da leggere, soprattutto sui mezzi.

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