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21:30 giovedì 8 gennaio 2026
X è diventato il sito che produce e pubblica più deepfake pornografici di tutta internet Grazie soprattutto all'AI Grok, che ogni ora sforna circa 7 mila immagini porno, usando anche foto di persone vere, senza il loro consenso.
Su Disney+ arriveranno brevi video in formato verticale per gli spettatori che non vogliono vedere film né serie ma solo fare doomscrolling L'obiettivo dichiarato è quello di conquistare il pubblico il cui unico intrattenimento sono i contenuti che trovano a caso sui social.
I fan di Stranger Things si sono convinti che sarebbe uscito un altro episodio della serie e l’hanno cercato su Netflix fino a far crashare la piattaforma Episodio che ovviamente non è mai esistito, nonostante un teoria nata tra Reddit e TikTok abbia convinto migliaia di persone del contrario.
Al funerale di Brigitte Bardot c’era anche Marine Le Pen La leader del Rassemblement National era tra i pochissimi politici invitati alla cerimonia, tenutasi mercoledì 7 gennaio a Saint-Tropez.
Durante un raid a Minneapolis gli agenti dell’Ice hanno ucciso una donna che stava scappando e il sindaco ha detto che è meglio per loro se ora «si tolgono dalle palle» «Sparite. Non vi vogliamo qui», ha detto Jacob Frey dopo l'omicidio della 37enne Renee Nicole Macklin Good.
I manifestanti iraniani hanno inventato un nuovo coro per augurare la morte all’Ayatollah Khamenei Un coro abbastanza esplicito, anche: si parla dell'anno nuovo, di sangue e di cosa si meriterebbe il capo della Repubblica islamica.
La tuta indossata da Maduro mentre veniva sequestrato dagli americani è diventata uno dei capi più desiderati del momento Lo certificano i meme, ma anche Google Trend, che nel weekend ha riscontrato un’impennata di ricerche collegate al completo di Nike Tech.
Un collettivo di registi indipendenti ha fatto un film su Mark Fisher che verrà presentato anche a Milano S'intitola We Are Making a Film About Mark Fisher, mescola documentario, performance e finzione per provare a spiegare chi è stato Mark Fisher.

Adesso Google Maps permette di esplorare pianeti e lune

18 Ottobre 2017

Google ha raccolto l’eredità di Cassini. Venti anni fa la sonda era stata lanciata da Cape Canaveral alla scoperta dei segreti di Saturno e delle sue lune. Il mese scorso, invece, dopo aver raccolto circa mezzo milione di fotografie, Cassini ha terminato il suo corso (e questo articolo del New Yorker ha raccolto le testimonianze degli scienziati che hanno lavorato al progetto, ne è venuto fuori una specie di obituary). Grazie a una partnership con la Nasa e l’Agenzia spaziale europea, e al lavoro dell’artista astronomico Björn Jónsson, che ha assemblato le fotografie in mappe planetarie, Google ha lanciato Planets. Per accedervi basta entrare in Google Maps e cliccare sul comando “satellite”, in basso a sinistra dello schermo. A questo punto ci si ritrova a guardare la Terra dallo spazio. Zoomando indietro, finché la Terra non si oscura, appare sulla sinistra un pannello con una lista di pianeti e satelliti. Leggiamo Venere, Plutone e molte delle lune di Saturno. Inoltre c’è la possibilità di esplorare la Stazione spaziale internazionale tramite una serie di ricostruzioni in 3D degli ambienti: dalla cupola, che offre una splendida vista del nostro pianeta, alle zone più interne, dove si può osservare, tra le altre cose, il Pmm (Permanent Multipurpose Module) modulo di produzione italiana per trasportare i carichi a bordo della stazione. Nello spazio, si possono sorvolare le piane di Encedalus, dove potrebbe esserci la vita per la presenza di acqua sotto la superficie, i laghi di metano di Titan, o i profondi crateri di Mimas.

Non è la prima volta che Google ci porta nel Sistema solare. Già prima di adesso, dice un responsabile della compagnia a Inverse, era possibile entrare nella stazione spaziale, o osservare Mercurio o Marte. Inoltre con Google Earth è possibile visitare nel dettaglio la Luna e il Pianeta Rosso (oltre che osservare una mappa del cielo di notte).

Foto Google Maps
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