Ruby d’altri tempi
Dove si ispirò – pur inconsciamente – Berlusconi per creare il mito di Ruby, nipote di Mubarak? Forse a un film del ’71, con una starlette ciociara.
La rete globale di potere e di influenza dello sceicco è la dimostrazione che i petroldollari contano di più se si ha una strategia, dalla Francia a Milano.
Dove si ispirò – pur inconsciamente – Berlusconi per creare il mito di Ruby, nipote di Mubarak? Forse a un film del ’71, con una starlette ciociara.
Lettura strutturalista e barthesiana dell’applicazione che ha cambiato per sempre la relazione fra Soggetto Chiamante e Oggetto Desiderato.
Televisione, libri, caricature, pubblicità: la fisicità e il potere di Giulio Andreotti (1919-2013) tra realtà e rappresentazione.
Luigi Ghirri, ma anche Tondelli, Prodi e gli altri. Dissertazioni sull’Emilia e i suoi figli, da una mostra del grande fotografo.
È stato presentato il documentario su Carlo Emilio Gadda per il quarantennale della sua scomparsa. Di Mario Sesti, con Sergio Rubini, ecco cosa racconta.
Abusiva, palazzinara, ricca di acronimi e centri commerciali e onomastica stradale dedicata a papi e attori morti: un libro mette a nudo la peggio Roma.
Il ministro, film in uscita il 18 aprile, parla del decadimento della classe politica francese. È arrivato (pure) il film dell’era grillina.
È uscito il saggio definitivo sul Cinepanettone, scritto dallo studioso inglese O’Leary che racconta, con approccio strutturalista, il generone italiano.
Lo show business in Parlamento: qui non è mai andata bene come altrove. Da Reagan a Gerry Scotti, passando per Montesano e Orson Welles.
La “piccola” Scalfaro non è fra le papabili. Eppure sarebbe il non-presidente ideale per i Cittadini grillini, fra slanci bio e neopauperismi.
Lo Stato Pontificio, al centro delle cronache mondiali, e il mestiere di raccontarlo. Incontro con Benny Lai, decano dei vaticanisti.
Cibo, case, sesso, salotti: consigli non richiesti ai grillini duri e puri per rallentare il loro inevitabile approdo fra le braccia di Mamma Roma.
A dieci anni dalla scomparsa dell’attore la città ricorda il suo simbolo con una sgangherata mostra tra copioni, costumi e un significativo striscione.
Roma senza Papa di Guido Morselli, che raccontò di un papa modernizzatore in un’Italia futuribile di prostituzione e governi diretti dall’Europa.
L’importanza, per l’uomo di potere, di una donna al proprio fianco, come raccontano le storie di Lincoln e Roosevelt. Ma la Pascale, che fine ha fatto?