Un ex dipendente sta raccogliendo e pubblicando decine di accuse nei confronti dello chef René Redzepi: si va dagli abusi psicologici alla violenza fisica.
Dei ricercatori in Inghilterra hanno scoperto che si possono usare le zanzare per diffondere i vaccini
In uno studio pubblicato su The New England Journal of Medicine, un gruppo di ricercatori ha dimostrato che è possibile distribuire vaccini tramite punture di zanzare. Secondo quanto riportato nello studio, effettuato su 43 volontari umani, la somministrazione del vaccino per la malaria per mezzo delle zanzare ha dimostrato un’efficacia dell’89% nel prevenire la malattia. I ricercatori sono partiti da un cambio di prospettiva interessante: invece di considerare le zanzare come dei parassiti succhiasangue, hanno visto uno sciame di sosfisticati sistemi di somministrazione di vaccini.
Il team di ricerca della London School of Hygiene and Tropical Medicine ha esaminato il parassita Plasmodium falciparum, considerato il più letale per gli esseri umani. Quando una persona viene punta e contagiata con la malaria, fino a 200 Plasmodium falciparum entrano nel flusso sanguigno e si mettono alla ricerca di cellule epatiche in cui nascondersi, moltiplicarsi e trasformarsi. Entro una settimana, ciascuna di queste singole unità rigurgiterà circa 100.000 nuovi parassiti nel flusso sanguigno, dove inizieranno a invadere e uccidere i globuli rossi mentre si moltiplicano in ondate cicliche che iniziano a manifestarsi come sintomi di malaria.
Il team di Londra ha creato due nuovi tipi di parassita geneticamente modificati: uno chiamato Ga1 che smette di svilupparsi 24 ore dopo essere entrato nel corpo umano, un altro, Ga2, il cui sviluppo si ferma sei giorni dopo l’infezione. Questo permette alle punture che infettano con questi nuovi parassiti di agire come un vaccini invece che come vettori di malattie. Nel corso dello studio non si sono verificati effetti collaterali, se non prurito e dolori muscolari. Si tratta ovviamente di risultati che andranno confermati da ulteriori e più ampie ricerche, ma è un punto di partenza molto interessante per pensare a nuove modalità per diffondere i vaccini.
Secondo il nuovo testo del Ddl non è più l’assenza di un sì chiaro a essere decisiva, ma la dimostrabilità di un no: è una differenza importantissima, nonostante si cerchi in ogni modo di deridere e minimizzare la questione.
Inventato al Nord, lo stereotipo del maranza si sta diffondendo adesso anche al Sud ma con differenze piuttosto marcate, generando ulteriore confusione attorno a un termine già discriminatorio e strumentale.