Hype ↓
11:53 giovedì 1 ottobre 2026
La crisi climatica è talmente grave che siamo in autunno e sul Cervino non c’è ancora nessuna traccia di neve Con l'Europa sotto una cupola di calore le Alpi perdono ghiaccio e pezzi di roccia, e sul Monte Bianco quest'anno si attendono quattrocentocinquanta cadute di massi.
Dei coloni israeliani hanno bloccato l’esercito israeliano mentre stava facendo rientrare in casa una famiglia palestinese eseguendo l’ordine di un tribunale israeliano Nella stessa notte i coloni hanno bruciato anche altre case palestinesi e ferito tre agenti della polizia di frontiera israeliana.
C’è una sacrosanta polemica attorno allo sgombero di una via di Milano usata come rifugio dai senza tetto per far posto a una sfilata della Fashion Week The Attico ha chiuso e rimbiancato il tunnel di via Sammartini per la sua sfilata, privando di un rifugio le persone senzatetto e causando notevoli disagi ai residenti.
Il movimento per la casa ha ottenuto una vittoria storica, ed è tutto merito di una 87enne spagnola che ha rifiutato di farsi sfrattare dalla casa in cui viveva da 70 anni Il 23 settembre Maricarmen Abascal è stata portata fuori in barella dalla sua casa di Madrid, sfrattata dal fondo di investimento che ne è proprietario. Ne è nata una protesta che ha costretto il governo Sanchez a intervenire.
L’ultima iniziativa di Mamdani è regalare 70 mila biglietti per l’opera ai newyorkesi che non si sono mai potuti permettere di andarci L'iniziativa si chiama Opera for All: i biglietti saranno distribuiti via lotteria, 10 mila al mese per tutta la stagione del Metropolitan Opera.
Dopo quasi trent’anni uscirà un nuovo romanzo di Donald Antrim, il più tragico, spassoso, originale, misterioso e fenomenale degli scrittori americani Arriverà il 12 gennaio 2027 negli Usa, si intitolerà My Eliot ed è già considerato il romanzo più antrimiano di tutti.
Una stilista inglese ha realizzato un’intera collezione usando soltanto le tende abbandonate ai festival musicali Lei si chiama Tilly Lawless e ha personalmente recuperato tutte le tende che ha poi trasformato in vestiti, girando i festival di tutta l'Inghilterra.
L’agente Cooper di Twin Peaks ha scritto un’autobiografia in cui però parla più di David Lynch che di se stesso Si intitola Fictional Selves, è uscita il 29 settembre e in realtà è l'autobiografia di Kyle MacLachlan. Ma la parte su Lynch resta vera.

Mattarella non potrà salvare gli italiani da loro stessi in eterno

O del perché la volontà popolare, ogni tanto, comporta un prezzo da pagare.

29 Maggio 2018

In queste ore siamo tutti a discutere di volontà popolare. E mentre la discussione si sta facendo sempre più animata, forse ci siamo persi un pezzo: la volontà del popolo implica, talvolta, delle conseguenze. Le decisioni sbagliate comportano un prezzo da pagare. Un dettaglio che sarebbe il caso di tenere a mente in questi giorni, mentre siamo occupati a litigare su Lega e Cinque Stelle, su governi tecnici e sulle competenze del presidente della Repubblica, e da tenere a mente ancora di più alle prossime elezioni.

Proviamo a inquadrare il problema. Lo scorso marzo, la quasi-maggioranza degli italiani (sommati Lega e Cinque Stelle arrivano quasi al 50%) ha votato due partiti euroscettici, che però in campagna elettorale erano stati piuttosto vaghi sull’euro. Dopo lunghe consultazioni, questi due partiti avevano trovato un accordo, prima sul nome del presidente del Consiglio (Giuseppe Conte), poi sulla squadra di governo (formalmente presentata da Conte, in pratica decisa da Di Maio e Salvini). Questa squadra includeva, all’Economia, Paolo Savona, noto per le sue posizioni anti-euro. Quando Conte gli ha sottoposto la lista dei nomi, Mattarella li ha accettati tutti tranne uno: Savona. Conte ha rinunciato all’incarico. Il giorno dopo Mattarella ha dato l’incarico esplorativo a Carlo Cottarelli, un economista del Fondo monetario internazionale che sembra destinato a guidare un governo tecnico che avrà vita breve, nonché scarsissime possibilità di ottenere la fiducia in Parlamento, e che incarna l’idea stessa di tecnocrazia.

Il presidente della Repubblica, dicono Lega e Cinque Stelle, ha agito contro la volontà popolare. Di Maio l’ha accusato di avere «scavalcato le sue prerogative costituzionali», ignorando il voto degli italiani e mettendo al governo «dei tecnici che non hanno preso un voto». In realtà le «prerogative costituzionali» del presidente contemplano eccome la possibilità di bloccare la nomina di un ministro. Proprio per questo, lo scontro tra il capo dello Stato e l’alleanza grillino-leghista incarna una tensione più ampia: da un lato, appunto, la volontà popolare, che si manifesta nelle elezioni e che sempre più spesso esprime preferenze scellerate e illiberali; dall’altro le istituzioni, non elette o elette indirettamente, che difendono i princìpi liberali. È quello che il politologo tedesco Yascha Mounk vede come uno scontro tra «democrazia illiberale» e «liberalismo antidemocratico», un cortocircuito che si nutre di se stesso: più la volontà popolare si fa illiberale, più le istituzioni si allontanano da essa; il loro lavoro, per carità, è anche quello, evitare che la democrazia si trasformi in una dittatura della maggioranza; però il risultato è che, sentendosi scavalcate dalle istituzioni, le volontà popolari diventano ancora più illiberali.

È un discorso che avrete già sentito in tutte le salse: il popolo non può decidere su tutto, è la democrazia. Per esempio gli italiani non possono, da Costituzione, tenere referendum sui trattati internazionali. I greci non hanno potuto decidere, alla fine, della ristrutturazione del loro debito pubblico: loro un referendum l’hanno fatto, ma i risultati sono stati ignorati dai Paesi creditori perché un popolo è libero di decidere cosa fare con i propri soldi ma non può decidere cosa fare con i soldi degli altri. L’esempio della Grecia è utile anche per un altro aspetto della questione: il popolo, si diceva, non può decidere di tutto; ma, quando prende una decisione, ne è responsabile. Esistono delle conseguenze. Restando ad Atene: i greci hanno respinto l’offerta europea di ristrutturare il debito; l’Europa ha risposto ritirando l’offerta e chiedendo un piano di rientro più rigido; i greci non hanno potuto che accettare.

Tornando all’Italia, Mattarella è stato esplicito sul perché della sua decisione: «È mio dovere, nello svolgere il compito di nomina dei ministri – che mi affida la Costituzione – essere attento alla tutela dei risparmi degli italiani». E ancora: «Quella dell’adesione all’Euro è una scelta di importanza fondamentale per le prospettive del nostro Paese e dei nostri giovani: se si vuole discuterne lo si deve fare apertamente e con un serio approfondimento. Anche perché si tratta di un tema che non è stato in primo piano durante la recente campagna elettorale». Tradotto: uno, se il governo dovesse fare cazzate, ci andrebbero di mezzo il risparmio degli italiani e, due, se proprio volete fare cazzate, cari Lega e Cinque Stelle, almeno abbiate la coerenza di parlarne in campagna, che gli italiani le votino apertamente queste cazzate. L’ora della verità scoccherà con le prossime elezioni: questa volta Lega e Cinque Stelle chiederanno esplicitamente l’uscita dall’euro? E gli italiani li voteranno? Se così sarà, è importante essere pronti a pagarne le conseguenze. Mattarella ha salvato gli italiani da loro stessi una volta, non potrà salvarli da loro stessi in eterno.

Foto Getty
Articoli Suggeriti
Tutto casita e chiesa: l’improbabile ma non impossibile crossover tra Bad Bunny e Papa Leone a Madrid

In questo fine settimana il Pontefice e la popstar più famosa del mondo saranno entrambi a Madrid. E le rispettive "diplomazie" stanno facendo di tutto per favorire un incontro.

Dua Lipa ha pubblicato gratuitamente su YouTube il film concerto di Radical Optimism nonostante avesse ricevuto offerte milionarie dalle piattaforme streaming

Si intitola Dua Lipa - Live From Mexico, dura due ore e in nemmeno una settimana ha già superato i due milioni di visualizzazioni.