Di cosa si è parlato questa settimana

Lo studente legga il testo del Manifesto di Ventotene, ne faccia analisi logica e grammaticale, infine risponda alla domanda: è questa la mia Europa?

di Studio
22 Marzo 2025

Politica – Ventomeme
Per quanto possa sembrare assurdo nel marzo del 2025, l’argomento della settimana è stato un manifesto scritto nel ’41 da due confinati politici antifascisti (Rossi e Spinelli). Un manifesto importante come patrimonio storico-culturale, ma che pochi hanno letto e su cui tutti si sono sentiti di esprimere un parere, come social comanda. Meloni lo ha disconosciuto, qualcuno in Parlamento ha pianto, ed ecco l’intervento di un redivivo Benigni, poi qualcun altro ha proposto  “Tutti a Ventotene”. Ed è subito film di Virzì, perché pure quando si tratta di cause giuste, il Pd finisce in commedia.

Polemiche – EUphoria
A Cesare quel che è di Cesare: la manifestazione pro Europa di Roma, la chiamata a raccolta degli europeisti d’Italia fatta da Michele Serra, ha orientato il dibattito pubblico di tutta la settimana, fino alla stizzita e indiretta risposta di Meloni in Parlamento. Molta gente ci è andata, certo, ma anche molte critiche sono arrivate: in tanti e un po’ dappertutto hanno sottolineato che il messaggio venuto fuori dalla piazza non fosse proprio chiarissimo. Tolto quello di Roberto Vecchioni, avvelenato sia con Trump che con Putin. Dal suo discorso, almeno, si potrebbe trarre un buono slogan per il neonato movimento: il Rinascimento ce lo abbiamo solo noi.

Esteri – La tregua appena cominciata è già finita
Dalla Russia al Medioriente sta avanzando uno strano modo di intendere le tregue. Questa settimana siamo così venuti a conoscenza della tregua con bombardamento, quello dell’esercito israeliano a Gaza (400 morti secondo il ministero della Salute della Striscia). La colpa che Israele imputa ad Hamas è il rifiuto della trattativa per la liberazione degli ostaggi, circostanza che nel solito gioco delle parti Hamas nega. Ma intanto Netanyahu ha anche licenziato il capo dello Shin Bet (l’agenzia di sicurezza interna), atto successivamente congelato dall’Alta Corte. A dimostrazione che il groviglio sia interno che esterno è ben lontano dall’essere sciolto.

Ancora esteri – Tu chiamami sul Trump phone
Un lungo e proficuo colloquio, come si dice nel gergo diplomatico. Sono stati tre ore al telefono, Trump e Putin, hanno discusso di tutto e deciso tanto: un cessate il fuoco di trenta giorni, lo scambio di 175 prigionieri di guerra russi e ucraini, la pace perpetua. Visto che di tempo ne avanzava e che la conversazione era stata così piacevole, alla fine i due hanno trovato pure il modo di mettersi a organizzare attività ricreative: quando tutto questo sarà finito, si sono detti, vediamoci per una partitella di hockey. Chi vince si prende l’Ucraina.

Tech – Face to Facebook
C’è un libro che si aggira per gli Usa e che Meta (leggi Zuckerberg) ha cercato di bloccare. Lo ha scritto l’ex dirigente di Meta Sarah Wynn-Williams e lo ha intitolato Careless People. Parla di molestie e condotte illegali dell’azienda. La casa editrice che lo ha pubblicato non ha voluto sottostare alla richiesta di Meta di bloccarne la diffusione. Il libro intanto ha velocemente scalato le classifiche negli Usa e in UK.

Più dell’hantavirus dovrebbe preoccuparci il disturbo da stress post-pandemico da cui siamo tutti affetti

Nel modo con cui stiamo reagendo alle notizie sull'hantavirus si vedono le conseguenze sociali e culturali della pandemia, di un trauma che non abbiamo mai davvero elaborato e che non riusciamo a superare.

La comunità scientifica continua a dire che sta arrivando un evento climatico catastrofico ma nessuno le dà ascolto né fa niente

Si chiama El Niño, è un innalzamento della temperatura dell'oceano e potrebbe avere conseguenze apocalittiche in tutto il mondo.

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Un festival cinematografico in Canada ha iniziato a proiettare film a velocità 1.5x per attirare la Gen Z

L'esperimento è iniziato con Amour Apocalypse di Anne Émond, che a velocità x1.5 dura 66 minuti invece di 100. Ben 34 minuti risparmiati.

Alla donna francese ricoverata in condizioni gravissime a causa dell’hantavirus era stato detto che i suoi sintomi erano dovuti all’ansia

Nonostante i sintomi e il fatto che fosse letteralmente appena scesa dalla MV Hondius, la diagnosi dei medici è stata questa: stress misto ad ansia.

Secondo una ricerca scientifica dovremmo andare in ferie ogni due mesi per “guarire” davvero dalla stanchezza e dallo stress del lavoro

Anche per pochi giorni, in un posto vicino, spendendo il minimo indispensabile. L'importante è allontanarsi dal lavoro più spesso di quanto facciamo adesso.

Non esistono più i fit check di una volta

Palestre, laboratori, bagni, uffici: ciò che era nato come un formato spontaneo, è diventato oggi un esercizio performativo che invade qualsiasi spazio.