Hype ↓
21:13 venerdì 3 aprile 2026
Il primo problema che gli astronauti della missione Artemis II hanno dovuto risolvete è stato il bagno rotto Lo Universal Waste Management System della navicella Orion ha avuto un problema poco dopo aver raggiunto l'orbita terrestre. Per fortuna, l'astronauta Cristina Koch è riuscita a ripararlo, autonominandosi «idraulica dello spazio».
Trovatevi qualcuno che vi guardi come Kim Jong-un guarda le sue forze speciali che svolgono insensate e dolorosissime prove di forza Le prodezze dei soldati nordcoreani sono diventate ovviamente virali, tra pile di mattoni frantumate a panciate e grandi sorrisi rivolti al leader supremo.
La prima immagine del nuovo film di Bong Joon-ho non sembra per niente un film di Bong Joon-ho Il film si intitola Ally e ha una protagonista così carina e paciosa che molti non riescono a credere che venga dalla stessa mente che ha pensato Parasite.
Giuseppe Alfarano di Camini (RC) passerà alla storia come il primo sindaco italiano dimessosi perché nel suo Comune ci sono troppi cani randagi Il sindaco ha lasciato la carica dopo aver provato personalmente a risolvere la questione. Ma alla fine si è dovuto arrendere e ha parlato di «abbandono istituzionale».
Kristoffer Borgli, il regista di The Drama, è finito nei guai per un vecchio saggio in cui raccontava la sua relazione con una ragazza 17enne È riemerso su Reddit un testo del regista in cui raccontava in chiave positiva la sua relazione con un'adolescente, paragonandosi anche a Woody Allen.
Una ricerca ha dimostrato che le persone che più amano il gergo “aziendalese” sono anche quelle che sul lavoro prendono le decisioni più sbagliate L'università di Cornell ha dimostrato che chi si fa "sedurre" dall'iperbolico corporate speak non ha grandi capacità strategiche e di analisi.
Le correzioni di Jonathan Franzen diventerà una serie Netflix con protagonista Meryl Streep L'adattamento sarà a cura dello stesso Franzen, che della serie sarà anche produttore esecutivo assieme a Streep.
Durante la sua visita di Stato in Giappone, Macron ha ricevuto in regalo un disegno di Porco rosso autografato da Hayao Miyazaki (e ha fatto anche la Kamehameha di Goku assieme a Sanae Takaichi) Miyazaki, oltre alla sua firma, sul disegno ha lasciato anche un breve ma chiaro messaggio: «Insieme difendiamo la pace».

Tutti i film che vedremo a Venezia 2021

59 Paesi rappresentati e una grande presenza di titoli italiani nella sezione ufficiale della 78esima edizione della Mostra.

di Studio
26 Luglio 2021

I lavori per la versione di Dune di Denis Villeneuve che vedremo a Venezia e poi si spera anche in sala il 16 settembre – nonostante quelli di Indiewire, commentando la nuova serie di rimandi cinematografici in Europa a causa Covid, non ne siano proprio sicurissimi – sono iniziati nel 2016. Appena dopo l’esperienza del regista alla Mostra del cinema di Venezia con Arrival, lo stesso anno. Proprio in laguna il 3 settembre, il remake della storia tratta dall’omonimo romanzo di Frank Herbert avrà la sua anteprima mondiale dopo tutti i ritardi e le cancellazioni. Vedremo Dune, e anche Madres Paralelas, diretto da Pedro Almodóvar e interpretato da Penélope Cruz che, in concorso, aprirà la 78esima edizione della Mostra diretta ancora da Alberto Barbera, in programma dall’1 all’11 settembre 2021, e di cui sono stati annunciati tutti i film presenti nelle varie sezioni proprio questa mattina (in fondo, l’elenco completo).

«Film da tutto il mondo», come ha spiegato Barbera in conferenza stampa. Con 59 Paesi in lista, pochissime le assenze di rilievo e con la Cina presente almeno nei cortometraggi, per una Mostra che nonostante le restrizioni (la capienza su 8000 posti sarà di 4000 posti, e le norme identiche all’anno scorso), vuole fare più di quanto raggiunto nel 2020, con ancora una maggiore inclusività e rappresentazione a livello cinematografico. Notevole anche la presenza italiana nella sezione ufficiale in gara per il Leone d’oro, così tanto ridimensionata a Cannes (nel solo titolo di Nanni Moretti, Tre piani) e a Venezia presente con cinque titoli: dal thriller America Latina dei fratelli Damiano e Fabio D’Innocenzo a Il buco di Michelangelo Frammartino, poi Freaks out di Gabriele Mainetti, Qui rido io di Mario Martone, e infine È stata la mano di Dio di Paolo Sorrentino, in cui il regista racconta la propria passione per il Napoli di Maradona attingendo alla propria biografia con un riferimento anche sulla scomparsa dei suoi genitori, quando aveva 16 anni.

Nonostante sia difficile prevedere qualcosa e parlare già adesso di pellicole da tenere d’occhio (a differenza della Mostra, su molti dei film presenti nella lineup di Cannes per esempio si vociferava da tempo, come aveva ricordato Variety mesi prima dell’annuncio ufficiale), grande è sicuramente l’attesa per l’opera di apertura del regista spagnolo, in ambito internazionale: la storia di due donne, Janis e Ana, che condividono la stanza di ospedale (un riferimento ad Hable con ella del 2002?) nella quale stanno per partorire. Entrambe single, entrambe in una gravidanza non attesa, ma con età diverse, si ritroveranno a rincuorarsi a vicenda, tra i corridoi dell’ospedale, cambiando il corso delle loro vite. Sempre a livello internazionale, da notare in concorso The Lost Daughter, l’adattamento cinematografico di La figlia oscura di Elena Ferrante con Olivia Colman e diretto da Maggie Gyllenhaal; e The Card Counter, il nuovo film scritto e diretto da Paul Schrader, una delle figure più importanti del cinema hollywoodiano noto per la sua storica collaborazione con Martin Scorsese. Un thriller in piena regola (prodotto proprio da Scorsese) ambientato in un casinò, che arriva quasi cinque anni dopo First Reformed, e con Oscar Isaac nei panni di un giocatore d’azzardo coinvolto in un piano di vendetta.

Tornando all’Italia, sempre in concorso, oltre alla collaborazione tra i fratelli D’Innocenzo (qui la nostra intervista per il numero 46 di Rivista Studio) con Elio Germano, tante aspettative anche per Freaks out con Claudio Santamaria e Pietro Castellitto, il secondo film del regista di Lo chiamavano Jeeg Robot che dovrebbe uscire il 28 ottobre, ambientato nella Roma occupata del 1943, e incentrato su una famiglia di circensi. Poi ancora Qui rido io di Mario Martone con Toni Servillo nel ruolo di Eduardo Scarpetta, capostipite della famiglia teatrale degli Scarpetta-De Filippo e ovviamente, parlando di Napoli, Sorrentino, che torna con la propria storia nella sua città natale.

Ma tanto si è parlato anche di alcuni titoli non in gara (tra cui c’è appunto Dune): The Last Duel, l’opera di Ridley Scott basata su una storia vera raccontata nel romanzo di Eric Jager, ambientata in Francia nel 1386 e dedicata al conflitto tra due ex migliori amici, un cavaliere coraggioso, Matt Damon, e uno scudiero ammirato a corte, Adam Driver, che non può non far al primo e famosissimo film di Scott, I duellanti del 1979; segue La scuola cattolica, adattamento di Stefano Mordini con Valeria Golino, Riccardo Scamarcio e Benedetta Porcaroli della storia tratta dall’omonimo romanzo di Edoardo Albinati vincitore del Premio Strega 2016, incentrata sul delitto del Circeo. Infine Last night in Soho, di Edgar Wright: il thriller psicologico con Anya Taylor-Joy che secondo Variety promette benissimo sin dal trailer, e ora c’è soltanto da sperare che quelli di Indiewire, alla fine, si sbaglino.

IN CONCORSO
Sezione ufficiale

  • Madres Paralelas – Pedro Almodovar
  • Mona Lisa and the blood moon – Ana Lily Amirpour
  • Un autre monde – Stéphane Brizè
  • The power of the dog – Jane Campion
  • America Latina – Damiano e Fabio D’Innocenzo
  • L’événement – Audrey Diwan
  • Competencia oficial – Gastòn Duprat/Mariano Cohn
  • Il buco – Michelangelo Frammartino
  • Sundown – Michel Franco
  • Illusions perdues – Xavier Giannoli
  • The lost daughter – Maggie Gyllenhaal
  • Spencer – Pablo Larraìn
  • Freaks out – Gabriele Mainetti
  • Qui rido io – Mario Martone
  • On the job: the missing 8 – Erik Matti
  • Zeby nie bylo sladow (Leave no traces) – Jan P. Matuszynski
  • Captain Volkonogov escaped – Natasha Merkulova/Aleksey Chupov
  • The card counter – Paul Schrader
  • È stata la mano di Dio – Paolo Sorrentino
  • Vidblysk (Reflection) – Valentyn Vasyanovych
  • La caja – Lorenzo Vigas

Orizzonti

  • Les Promesses – Thomas Kruithof
  • Atlantide – Yuri Ancarani
  • Miracol (Miracle) – Bogdan-George Apetri
  • Pilgrimai (Pilgrims) – Laurynas Bareisa
  • Il paradiso del pavone – Laura Bispuri
  • Pu Bu (The Falls) – Chung Mong-Hong
  • El hoyo en la cerca  – Joaquin Del Paso
  • Amira – Mohamed Diab
  • A plein temps – Eric Gravel
  • Cenzorka (107 mothers) – Peter Kerekes
  • Vera Andrron Detin (Vera dreams of the sea) – Kaltrina Kransiqi
  • Bodeng Sar (White building) – Kavich Neang
  • Wela (Anatomy of time) – Jakrawal Nilthamrong
  • El otro Tom – Rodrigo Plà/Laura Santullo
  • El gran movimiento – Kiro Russo
  • Once upon a time in Calcutta – Aditya Vikram Sengupta
  • Nosorih (Rhino) – Oleg Sentsov
  • True things – Harry Wootuff
  • Inu-Oh – Yuasa Masaaki

FUORI CONCORSO
Orizzonti Extra

  • Land of dreams – Shirn Neshat/Shoja Azari
  • Costa Brava – Mounia Akl
  • Mama, Ya doma (Mama, I’m home) – Vladimir Bitokov
  • Ma nuit – Antoinette Boulot
  • La ragazza ha volato – Wilma Labate
  • 7 prisioneiros – Alexandre Moratto
  • Sokea mies, joka ei halunnut nahda Titanicia (The blind man who did not want to see Titanic) – Teemu Nikki
  • La macchina delle immagini di Alfredo C. – Roland Sejko

Cortometraggi

  • Plastic semiotic – Radu Jude
  • Lyang ye bu neng liu (The night) – Tsai Ming-Liang

Non fiction

  • Sad film – Vasil
  • Life of crime 1984-2000 – Jon Alpert
  • Tranchées – Loup Bureau
  • Viaggio nel crepuscolo – Augusto Contento
  • Republic of silence – Diana El Jeiroudi
  • Hallelujah: Leonard Cohen, a journey, a song – Daniel Geller/Dayna Goldfine
  • Deandré#Deandré storia di un impiegato – Roberta Lena
  • Django & Django – Luca Rea
  • Ezio Bosso, le cose che restano – Giorgio Verdelli

 Fiction

  • Il bambino nascosto – Roberto Andò
  • Les choses humaines – Yvan Attal
  • Ariaferma – Leonardo Di Costanzo
  • Halloween kills – David Gordon Green
  • La scuola cattolica – Stefano Mordini
  • Old Henry – Potsy Poncirolu
  • The last duel – Ridley Scott
  • Dune – Denis Villeneuve
  • Last night in Soho – Edgar Wright

Serie

  • Scenes from a marriage (Ep. 1-5) – Hagai Levi
Articoli Suggeriti
La prima immagine del nuovo film di Bong Joon-ho non sembra per niente un film di Bong Joon-ho

Il film si intitola Ally e ha una protagonista così carina e paciosa che molti non riescono a credere che venga dalla stessa mente che ha pensato Parasite.

Le correzioni di Jonathan Franzen diventerà una serie Netflix con protagonista Meryl Streep

L'adattamento sarà a cura dello stesso Franzen, che della serie sarà anche produttore esecutivo assieme a Streep.

Leggi anche ↓
La prima immagine del nuovo film di Bong Joon-ho non sembra per niente un film di Bong Joon-ho

Il film si intitola Ally e ha una protagonista così carina e paciosa che molti non riescono a credere che venga dalla stessa mente che ha pensato Parasite.

Le correzioni di Jonathan Franzen diventerà una serie Netflix con protagonista Meryl Streep

L'adattamento sarà a cura dello stesso Franzen, che della serie sarà anche produttore esecutivo assieme a Streep.

Nella seconda chiusura di The Face c’è molto di più (e di più grave) della solita storia di crisi del fashion journalism

Invece di celebrare per l'ennesima volta il funerale delle riviste indie, sarebbe più utile parlare di come gli algoritmi e la frammentazione del pubblico stiano trasformando il fare un giornale in un'impresa impossibile.

La nuova opera di Maurizio Cattelan è un numero telefonico da chiamare per confessargli i vostri peggiori peccati

Chi chiamerà e confesserà avrà una corsia preferenziale per acquistare una versione in miniatura della sua opera "The Ninth Hour", quella che ritrae Papa Giovanni Paolo II colpito da un meteorite.

Molte persone hanno scoperto le backrooms vedendo il trailer del film The Backrooms e non ci hanno capito niente

Prodotto da A24, il film è diretto dal 20enne Kane Parsons, che ha fatto diventare le backrooms un mito internettiano grazie a dei corti pubblicati su YouTube quando di anni ne aveva appena 16.

Il mondo sta scoprendo Stefano Rapone grazie a un’intervista ai doppiatori di Super Mario Galaxy in cui quello che doppia Luigi gli dice che il suo Luigi preferito della storia è Luigi Mangione

La puntata speciale di Tintoria con il cast del film è diventata viralissima, grazie alle domande di Rapone che hanno lasciato interdetto e divertito il cast.