Il romanzo di David Foster Wallace non ha avuto ricadute solo sui critici e i lettori. Se ne trovano tracce in ogni ambito della cultura e, anche a 30 anni dall'uscita, è difficile distinguere tra ammirazione e ossessione.
Una delle opere più famose di Vermeer non è sua
Alla National Gallery of Art di Washington è esposto “Girl with a Flute“, uno dei dipinti più famosi di Johannes Vermeer. Ritrae una giovane donna che, da sotto il suo cappello, punta gli occhi direttamente sullo spettatore. Come è stato scoperto recentemente, il quadro, appartenente alla mostra I segreti di Vermeer, nasconde un vero segreto: un team di curatori e ricercatori del museo ha dichiarato che l’opera non è stata dipinta dall’artista olandese in persona, ma da un suo collaboratore, probabilmente un assistente o uno studente.

Sembra, quindi, che Vermeer non fosse un genio solitario: «La scoperta cambia radicalmente la nostra comprensione di Vermeer» ha affermato Kaywin Feldman, direttore della National Gallery of Art, in un comunicato stampa. Per molto tempo infatti si è pensato che l’artista, conosciuto soprattutto per “La ragazza con l’orecchino di perla”, lavorasse da solo. Questa conclusione era dovuta al fatto che non erano stati mai ritrovati né nomi di studenti registrati dalla corporazione dei pittori nella città natale di Vermeer, né menzioni di assistenti da parte dei visitatori del suo studio. Ma negli ultimi anni di pandemia, quando la galleria è rimasta chiusa, i ricercatori del museo hanno approfittato del lockdown per osservare più da vicino i Vermeer: è così che hanno scoperto che “Girl with a Flute” (finora ritenuta una delle 35 opere di Vermeer esistenti) è troppo imprecisa per essere realizzato dall’artista olandese in persona, anche perché manca delle tecniche di applicazione di vernice tipiche dell’artista.
Il nuovo libro dell'autrice di Bluets racconta un omicidio, un processo e un trauma familiare. Ma, soprattutto, è un'accusa contro una cultura che trasforma in spettacolo persino la morte di una donna.