Hype ↓
18:31 mercoledì 7 gennaio 2026
I manifestanti iraniani hanno inventato un nuovo coro per augurare la morte all’Ayatollah Khamenei Un coro abbastanza esplicito, anche: si parla dell'anno nuovo, di sangue e di cosa si meriterebbe il capo della Repubblica islamica.
La tuta indossata da Maduro mentre veniva sequestrato dagli americani è diventata uno dei capi più desiderati del momento Lo certificano i meme, ma anche Google Trend, che nel weekend ha riscontrato un’impennata di ricerche collegate al completo di Nike Tech.
Un collettivo di registi indipendenti ha fatto un film su Mark Fisher che verrà presentato anche a Milano S'intitola We Are Making a Film About Mark Fisher, mescola documentario, performance e finzione per provare a spiegare chi è stato Mark Fisher.
Il carcere di New York in cui è rinchiuso Maduro è lo stesso in cui si trovano tutti i detenuti più famosi del mondo Il Metropolitan Detention Center di Brooklyn è noto per aver accolto politici, boss e celebrità, ma anche per il pessimo stato in cui versa.
Stephen Miller, il più fidato e potente consigliere di Trump, ha detto che gli Usa possono prendersi la Groenlandia con la forza «Il mondo è governato dalla forza, dal potere e dalla capacità di imporli», ha spiegato Miller, minacciando per l'ennesima volta la Groenlandia.
Mickey Rourke è indietro con l’affitto della sua villa di Los Angeles e la sua agente ha lanciato una colletta per evitare che venga sfrattato A quanto pare, l'attore deve al suo padrone di casa ben 59 mila dollari di affitti arretrati. Per sua fortuna, la raccolta fondi sta andando bene.
Uscirà una nuovo giocattolo simile al Tamagotchi ma “potenziato” dall’intelligenza artificiale Si chiama Sweekar, può diventare immortale (più o meno), ricordare la voce del padrone e anche rievocare momenti vissuti insieme.
Il Cern ha annunciato che il Large Hadron Collider, il più grande acceleratore di particelle del mondo, resterà spento per cinque anni a causa di lavori di manutenzione Lo stop durerà almeno fino al 2030 e servirà a potenziare il LHC, in modo da usarlo in futuro per esperimenti ancora più ambiziosi.

Tyler, The Creator, parliamone

Il suo ultimo disco, IGOR, che ha raggiunto il numero 1 in classifica, potrebbe rappresentare la fine della sua immagine di provocatore.

03 Giugno 2019

Il primo primo posto in Billboard non si scorda mai. Il problema è che a volte, quel primo posto può essere al contempo conferma e distruzione di tutto ciò che hai costruito. Da qualche settimana nel fantastico mondo di internet, anzi, per registrare ulteriormente il campo si potrebbe e dovrebbe dire nel fantastico mondo dell’urban internet, è successo un fatto che si immaginava avrebbe in qualche modo catalizzato l’attenzione: Tyler, The Creator ha pubblicato il suo ennesimo album.

Se non sapete chi sia Tyler, di base, è il motivo principale per cui:
1. L’armadio di Fedez oggi contiene praticamente solo capi Supreme (e così quelli dei vostri figli/cugini/nipoti e/o chiunque venga infilato in un video “Quanto costa il tuo Outfit?”).
2. Oggi il rap è decisamente colorato
3. Oggi il rap è per il 99% merchandising
4. Oggi un rapper non ha più paura di dedicarsi “ad altro”, o di avere pieno controllo della propria voce, come ha scritto Vulture proprio di Tyler in questi giorni.

Ci sarebbero sicuramente altre caratteristiche fondamentali da analizzare – il personaggio italiano che più si è ispirato a lui è stato Salmo, in Italia, sia per il concetto di crew che per quello di “provocatore” – ma queste potrebbero essere delle basi di partenza.

Giovanni Ansaldo su Internazionale, parlando di IGOR, che per l’appunto è “l’ennesimo album di Tyler” (il quinto), ha scritto «È passata una settimana dall’uscita di Igor e non ho ancora capito se è un capolavoro o solo un buon disco. In entrambi i casi, ovviamente, mi sento di consigliarlo», che è probabilmente il modo migliore per presentare qualsiasi cosa abbia a che fare con Tyler.

Ma quindi: perché questo primo posto nella classifica di Billboard può essere altro, oltre a un risultato positivo per il buon Tyler, The Creator? Tyler esce dall’Odd Future, una crew che ha fatto dell’essere “disturbante” un marchio di fabbrica. Così tanto, che nel 2011 Pitchfork si chiedeva come fosse possibile che qualcosa di così disturbante fosse anche di successo.

Un’altra scena del concerto del 31 maggio, Randall’s Island, New York (foto di Nicholas Hunt/Getty Images)

Ma se Tyler è stato paragonato all’acne giovanile in termini di disturbo – perché l’impatto visivo è sempre stato per lui importantissimo – ovviamente anche nei testi c’era una componente ai limiti dell’accettabile. In diversi pezzi rappava disinibito di quanto suo padre fosse morto, di come non l’avrebbe visto mai più, mentre al contempo era felice di avere la sua mail per potergli descrivere l’odio in detail (per tenere la rima). Il tutto arricchito dall’immagine di una ragazza bianca che fa sesso orale a un grosso uomo nero con le orecchie a sventola.

Tyler dunque, è stato disturbante come quel nostro amico al liceo che si sbronzava tutte le sere e tutte le sere doveva accollarsi a qualcuno di più lucido di lui perché arrivasse sano e salvo a casa. Ma che di base si teneva anche le ragazze migliori del giro, perché più carismatico (quando non sbronzo). Di base Tyler era un freak, poi a 25 anni ha capito che forse quel percorso non era così conveniente per rimanere icona e continuare a campare di musica. Ma un personaggio che sembra uscito da un cartoon e che gode nell’accentuare i propri tratti da maschera teatrale con un abbigliamento da wannabe teenager e che basa parte del suo personaggio sull’aver in passato dato fuoco a svariati locali di Frisco, tra una rissa e l’altra, può diventare icona istituzionale senza fare casini?

Quando un ragazzino diventa grande e smette di perdere interesse per il rotolarsi nel fango e picchiarsi con gli amici, solitamente è perché inizia a pensare alle relazioni sentimentali. Le prime cotte, i primi baci e via dicendo. Visto che Tyler è un ragazzino, per maturare è dovuto passare dall’amore – che è diverso dal goffo tentativo di auto-ironia tipo “Drunk white girls the only way I’ll get my dick sucked” – ma non poteva che far casini anche lì.

Igor, l’ultimo album di Tyler, The creator, è uscito il 17 maggio 2019 (foto di Nicholas Hunt/Getty Image)

In occasione del vecchio album, parte della promo – e ci tengo a sottolineare questo concetto per quanto possa risultare malizioso – si è giocata su un presunto coming out di Tyler. In un ambiente maschilista come il rap, ovviamente, i più retrogradi à la Eminem non hanno perso l’occasione per indicare e deridere Tyler che, se possibile, è stato ancora più goffo di chi lo ha insultato.

Per esempio nell’agosto di due anni fa Complex titolava: “Tyler, The Creator sostiene che il suo dire di aver avuto un ragazzo a quindici anni era una figura retorica”, in conclusione a mesi in cui Tyler andava in radio a dire di aver «baciato ragazzi bianchi», salvo poi smentire e/o chiedere riservatezza. Quella dell’omosessualità, difatti, almeno agli occhi di chi scrive, sembrava l’ennesimo tentativo di “trollare” un pubblico anche fin troppo bigotto, fare casino, come quando all’inizio chiamava “faggot” Frank Ocean o saltava sulle casse per romperle. Ecco, a 25 anni, dopo una vita sregolata, saltare sulle casse può iniziare ad essere faticoso: la dialettica molto meno.

La forza di Tyler, dunque, è tutt’altro che musicale – nonostante sia riuscito a conquistare una fetta di pubblico così ampio perché nero con un repertorio di musica bianca (visto la sua attitude di “fare musica per gli amici” aka degli skater bianchi) – ma di personaggio. Tyler è colui che non veniva fatto entrare alle feste, ma poi entrava dalla finestra e vomitava in salotto. Oggi che è numero 1 di Billboard, con un disco maturo ma non eccezionale, nonostante sia la sintesi nonché l’evoluzione dei 10 anni di OFGTWA, come farà a essere ancora controverso? Può la special guest della festa vomitare sul tappeto e risultare ancora punk o fuoriluogo?

Articoli Suggeriti
Un collettivo di registi indipendenti ha fatto un film su Mark Fisher che verrà presentato anche a Milano

S'intitola We Are Making a Film About Mark Fisher, mescola documentario, performance e finzione per provare a spiegare chi è stato Mark Fisher.

Béla Tarr era talmente diverso che si è inventato un cinema che solo lui poteva fare e nessuno potrà mai imitare

A 70 anni è morto una leggenda del cinema europeo e dell'arte del Novecento, un uomo che con la macchina da presa ha cercato di compiere due missioni: dire la verità e fare la rivoluzione.

Leggi anche ↓
Un collettivo di registi indipendenti ha fatto un film su Mark Fisher che verrà presentato anche a Milano

S'intitola We Are Making a Film About Mark Fisher, mescola documentario, performance e finzione per provare a spiegare chi è stato Mark Fisher.

Béla Tarr era talmente diverso che si è inventato un cinema che solo lui poteva fare e nessuno potrà mai imitare

A 70 anni è morto una leggenda del cinema europeo e dell'arte del Novecento, un uomo che con la macchina da presa ha cercato di compiere due missioni: dire la verità e fare la rivoluzione.

Le azioni di Warner Bros. sono salite del 170 per cento da quando è iniziato il triangolo con Netflix e Paramount

L'offerta d'acquisizione di Netflix e la battaglia con Paramount hanno trasformato Warner nel titolo più desiderato del 2025.

Con il suo finale, Stranger Things si è dimostrato all’altezza di tutti i classici che lo hanno ispirato

Dopo dieci anni, e con un'ultima, grande sorpresa, è giunta al termine quella che è senza dubbio la serie Netflix più rilevante e amata di sempre.

Xavier Dolan ha confermato che non è più in pensione e che quest’anno girerà un nuovo film

Dopo aver annunciato l’addio al cinema nel 2023, il regista ha deciso di tornare a lavoro e ha mostrato una nuova sceneggiatura su Instagram.

Anche quest’anno lo Studio Ghibli ha festeggiato il Capodanno pubblicando un nuovo disegno di Hayao Miyazaki

Sui social dello studio è apparso il disegno di Miyazaki che celebra nel 2026 l'anno del cavallo, secondo lo zodiaco cinese.