Si intitola Oasis Live ‘25 Opus, uscirà a maggio e verrà venduto in diverse versioni, la più "ricca" delle quali costerà quasi 1500 euro.
Anche quest’anno, dal 5 al 7 luglio, il parco di Villa Arconati a Bollate ospita Terraforma, il festival internazionale di musica elettronica, giunto ormai alla sesta edizione. Prodotto da Threes in collaborazione con Fondazione Augusto Rancilio, Terraforma è un evento che unisce la sperimentazione artistica e musicale alla sostenibilità ambientale, proponendo 3 giorni di performance musicali dal vivo, laboratori, incontri con gli artisti e installazioni sonore e luminose. Un’esperienza immersiva che invita i partecipanti a perdere la cognizione del tempo e dello spazio.
L’edizione di quest’anno è incentrata sul tema del linguaggio. Lo spettacolo più atteso è quello di Laurie Anderson, artista visiva, compositrice, musicista d’avanguardia, regista, poetessa urbana, femminista e moglie di Lou Reed. Fresca di Grammy Award nella categoria “Musica da camera/ Small Ensemble” per l’album Landfall – ispirato all’uragano Sandy che nel 2012 devastò anche il suo studio di Canal Street a New York, distruggendo il suo intero archivio personale di opere d’arte, strumenti musicali, documenti ed effetti personali – Anderson presenta per la prima volta in Italia The Language of the Future, una performance che mescola narrazione (spoken word), musica (violino elettrico e orchestra digitale) e proiezione di video interattivi.

Plaid & Felix’s Machines, foto Delfino Sisto Legnani
Dopo il successo riscosso nella precedente edizione del festival con la sua installazione sonora in un planetario temporaneo, per la performance inaugurale è stata scelta l’acclamata produttrice e compositrice di musica elettroacustica Caterina Barbieri (classe 1990) di ritorno in Italia da Berlino. Le sue composizioni sono escursioni analogiche che sondano temi legati all’intelligenza artificiale, al tempo e allo spazio, dando nuovo significato al linguaggio minimalista. La timeline di quest’anno è una raffinata collezione di modalità di sperimentare con il suono e i codici visivi: si va dal linguaggio industriale a cielo aperto di Dj Stingray, al discorso mistico di Daniel Higgs – omelie che, come portali, possono trasportare il pubblico verso nuove dimensioni – fino a Algorave di Renick Bell, una performance di musica ballabile generata da algoritmi che unisce live coding e mapping, con la proiezione in tempo reale dei codici sugli alberi che circondano il soundsystem.

Il nuovo film di Anders Thomas Jensen è un oggetto stranissimo che riesce allo stesso tempo a far ridere e essere inquietante, trattando con leggerezza temi come identità e memoria. Ne abbiamo parlato con lui e con la sua musa, Mads Mikkelsen.
This Music May Contain Hope è l'album con cui l'artista compie il suo coming of age parlando di dolore, crescita, guarigione, della salvezza che ognuno ha il dovere di perseguire. Appena uscito, ha già suscitato l'entusiasmo della critica.
Perché ogni volta che annunciano un nuovo adattamento di uno dei sei romanzi dell’autrice inglese è certo che lo guarderemo, anche se sarà molto simile ai precedenti e racconterà una storia letta e riletta.
Lo scopo dell'iniziativa è quello di mantenere visibile l'opera per i due anni necessari al restauro, facendo scoprire al pubblico come funziona questo delicatissimo processo.
