Le riprese sono appena iniziate ma già si parla di una possibile prima alla Mostra del cinema di Venezia.
È uscito il secondo trailer di Tenet ed è ancora più misterioso
Ha debuttato su Fortnite, insolita piattaforma ma particolarmente adatta al film in questione, il nuovo trailer di Tenet, il prossimo film di Christopher Nolan che sarebbe dovuto uscire nelle sale cinematografiche nel luglio del 2020. La nuova clip è ancora più misteriosa della prima ma anche più estesa, quindi regala qualche spunto in più sulla trama del film di cui, in pieno stile Nolan, non si sa ancora nulla di preciso.
John David Washington (figlio di Denzel) e Robert Pattinson sono due agenti segreti alle prese con la missione di salvare il mondo dallo scoppio della Terza guerra mondiale. Nei dialoghi si accenna anche alla necessità di «salvare la gente del futuro» e alla possibilità di modificare il corso del tempo. Nel cast ci sono anche Michael Caine, Kenneth Branagh, Elizabeth Debicki, Dimple Kapadia, Aaron Taylor-Johnson e Clemence Poesy tra gli altri.
Come riporta Variety, nel trailer non si fa cenno alla data di uscita, che sarebbe dovuta essere il 17 luglio, ma recentemente Nolan ha dichiarato di voler far uscire il suo film nelle sale proprio per aiutarle dopo il periodo difficile che hanno attraversato a causa dell’emergenza Coronavirus. Non sappiamo ancora come e se sarà possibile, intanto è interessante il fatto che il regista abbia scelto proprio Fortnite per l’uscita della clip: come nel campo musicale, basti pensare al recente esperimento di Travis Scott, la piattaforma sta diventando sempre di più un punto di riferimento nell’intrattenimento del futuro.
È l'ultima piattaforma streaming ad arrivare nel nostro Paese, forte però di una fama senza pari nel panorama televisivo. Li abbiamo incontrati e con loro abbiamo parlato di Harry Potter e Portobello, della competizione con YouTube e delle (notevoli) difficoltà del mercato italiano.
Diretto dalla regista premio Oscar Laura Poitras e da Mark Obenhaus, il documentario racconta una leggenda del giornalismo americano ma è anche un viaggio nei cambiamenti del mestiere, tra redazioni vecchio stile, litigi con editori e nuove piattaforme.