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LuisaViaRoma, una delle storiche mete dello shopping italiano, è in grave crisi L'azienda ha chiesto al Tribunale 60 giorni di tempo per presentare un piano di risanamento e ripagare i debiti. Nel frattempo i dipendenti hanno scioperato e i sindacati parlano di «scelte manageriali non adeguate».
A Seoul c’è un club del libro in cui si leggono i libri mentre si ascolta la techno «Ritmi ripetitivi e suoni minimali aiutano a immergersi più a fondo nella lettura», dicono gli organizzatori di questo curioso club del libro.
Sui profili social della Casa Bianca sono apparsi degli inquietanti post di cui nessuno sta capendo né il senso né lo scopo Foto sgranatissime, video incomprensibili, una musica che se ascoltata al contrario riproduce il messaggio «exciting announcement tomorrow».
Sta per arrivare un musical di Trainspotting con canzoni scritte da Irvine Welsh La prima è prevista per luglio al Theatre Royal Haymarket di Londra, giusto il tempo di far finire a Welsh tutte le canzoni a cui sta lavorando.
Nella guerra in Iran, per la prima volta nella storia i data center privati sono stati attaccati in quanto obiettivi militari legittimi I Pasdaran hanno iniziato a colpire i data center di Amazon negli Emirati Arabi Uniti e in Bahrein, sostenendo che gli attacchi di Usa e Israele passano anche da quelle strutture.
Per la sorpresa di nessuno, la persona più contenta della decisione del CIO di escludere le donne trans dalle gare olimpiche femminili è J.K. Rowling La decisione del Cio l'ha talmente entusiasmata che si è persino dimenticata di commentare il trailer della nuova serie di Harry Potter.
Gregory Bovino, il famigerato capo dell’operazione anti immigrazione di Minneapolis, è andato in pensione e ha detto che il suo unico rimpianto è non aver espulso più immigrati Dopo la disastrosa operazione nelle Twin Cities, Bovino era stato declassato e rinnegato dall'amministrazione Trump. Ora va in pensione, rivendicando tutto.
In Giappone c’è un nuovo problema di ordine pubblico: il butsukari, cioè persone che all’improvviso e senza motivo spingono a terra il prossimo Le vittime predilette sono donne e bambini. Le cause, al momento, sconosciute. I video sui social che ritraggono le aggressioni, moltissimi.

Dopo l’incriminazione di Trump, tutti stanno cercando Stormy Daniels su Pornhub

06 Aprile 2023

Martedì 4 aprile Donald Trump è diventato il primo Presidente degli Stati Uniti a essere arrestato. In realtà, a essere precisi, il primo sarebbe Ulysses S. Grant, commander in chief più di 150 anni fa. Grant, però, fu arrestato per poco più di una violazione dell’allora codice della strada, si limitò a pagare una multa e fu immediatamente liberato. Pare che il 18esimo Presidente degli Stati Uniti, infatti, fosse solito sfrecciare per le strade di Washington a bordo della sua carrozza trainata da cavalli, mettendo in pericolo i pedoni e gli altri mezzi di trasporto. Dopo aver chiuso un occhio in diverse occasioni, i poliziotti della capitale furono costretti ad arrestarlo e a portarlo in commissariato per prendere le sue generalità e fargli pagare l’adeguata sanzione. Nulla a che vedere, in ogni caso, con l’usare fondi destinati al finanziamento della campagna elettorale per comprare il silenzio di una persona, che è quello che secondo gli inquirenti avrebbe fatto Trump con l’ex pornostar Stormy Daniels. A giudicare dal nuovo successo che sta riscuotendo su Pornhub proprio grazie all’incriminazione di Trump, però, Daniels potrebbe anche pensare a un futuro ritorno dell’industria: secondo Jezebel, la chiave di ricerca Stormy+Daniels nelle ultime 48 ore ha registrato un aumento del 32,400 percento rispetto al primo trimestre del 2023. Mai nella sua carriera Daniels era stata così cercata.

Secondo quanto rivelato dalla stessa piattaforma, martedì ci sono state 662,319 ricerche di “Stormy Daniels”. Anche la chiave di ricerca “Stormy” ha registrato un significativo aumento: il 500 percento, un picco, curiosamente, registrato proprio tra le una e le due e mezza del pomeriggio (Eastern Standard Time), orario in cui Trump si è presentato a Manhattan per costituirsi. Quello che non è chiaro è se Daniels – all’anagrafe Stephanie Clifford – guadagnerà dei soldi da questa rinnovata e improvvisa popolarità. Dipende tutto da se alla ricerca su Pornhub segue poi un’iscrizione al canale di Daniels presente sulla piattaforma. Se così non fosse, l’attrice e regista si dovrà accontentare di circa quattrocento dollari (cifra calcolata in base a dati forniti da Pornhub: ogni milione di visualizzazioni, attrici e attori guadagnano intorno ai 700 dollari, lordi o netti non lo sappiamo).

Di sicuro, a Daniels un po’ di soldi farebbero comodo, considerando che la 9ª Corte d’Appello degli Stati Uniti d’America l’ha condannata a pagare le spese legali sostenute da Trump – in tutto 120 mila dollari – in un’altra causa, questa volta in sede civile, intentata da Daniels contro Trump dopo che quest’ultimo aveva definito «una truffa totale» la ricostruzione che la donna aveva fatto del loro rapporto. Secondo il giudice, questo commento di Trump era coperto dal Primo emendamento e, quindi, non punibile per legge.

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