È raddoppiato rispetto a un anno fa, raggiungendo una media al chilo di circa 4 euro. I cittadini russi non la stanno prendendo affatto bene.
In Brasile, il tiktok di un lavoratore arrabbiato ha dato inizio a un movimento per la riduzione della settimana lavorativa
Rick Azevedo voleva soltanto sfogarsi sui social per l'ennesima richiesta assurda del suo capo. Ha dato il via a una protesta nazionale e a un processo di riforma.
Per tanti dei 103 lavoratori brasiliani, la settimana lavorativa dura sei giorni e sfiora le 60 ore settimanali. È vero che la legge prevede una settimana lavorativa da 5 giorni e mezzo, otto ore al giorno dal lunedì al venerdì, più quattro ore di sabato e al massimo due ore al giorno di straordinari, ma è anche vero che molti datori di lavoro spingono la legge fino al suo estremo limite, talvolta questi limiti li superano, altre li ignorano del tutto. Insomma, è facile trovare in Brasile persone che lavorano sei giorni su sette, per dieci ore al giorno. Una di queste persone si chiama Rick Azevedo.
Una domenica sera del 2023, uno di questi lavoratori, Azevedo, è stato chiamato dal capo. Prevedibilmente, quest’ultimo aveva una richiesta da fargli. O meglio, un ordine da impartire: domani dovresti iniziare il turno un po’ prima di quello che il tuo orario lavorativo prevede. Esasperato, Azevedo ha preso il telefono, ha aperto TikTok e ha iniziato a sfogarsi. «Quand’è che noi, la classe operaia, inizieremo una rivoluzione in questo Paese contro il 6×1? È una forma di schiavitù che dovrebbe essere considerata inaccettabile» diceva nel video. Quel tiktok è stato visto in poco tempo da centinaia di migliaia di persone in tutto il Paese, dando vita a una enorme protesta online dei lavoratori brasiliani, che hanno condiviso lo sfogo di Azevedo e raccontato tantissime storie simili alla sua. I politici se ne sono presto accorti.
@rickazzevedo Até quando essa escravidão?? 😡 #clt #escala6x1 #fy ♬ som original – Rick Azevedo
Poco più di due anni dopo, la riduzione della settimana lavorativa e la rivendicazione del diritto dei lavoratori al tempo libero sono sempre più centrali nel dibattito pubblico in Brasile. Il Presidente Lula, nel suo discorso alla nazione tenuto il giorno di Natale, come riporta il quotidiano El Paìs, ha dichiarato che: «Nessun diritto è oggi così fondamentale come il diritto al tempo. Non è giusto lavorare duramente per sei giorni e averne solo uno per prendersi cura del proprio corpo e della propria mente, per trascorrere del tempo con la propria famiglia, divertirsi e crescere i propri figli». Nello stesso discorso, il Presidente ha anche ricordato al Paese che lui e il suo partito da 45 anni sostengono la riduzione dell’orario di lavoro (come a dire, date ai tiktoker quel che è dei tiktoker ma non di più, non troppo, e lasciate ai politici quel che è dei politici). Il suo governo sostiene una riduzione a un massimo di 40 ore settimanali, con due giorni di riposo, ed è convinto che una misura del genere aumenterebbe anche la produttività, uno dei principali punti deboli dell’economia brasiliana.
Da quando il video è diventato virale, Rick Azevedo ha iniziato a cercare alleati sui social media e insieme hanno formato il movimento Vida Além do Trabalho (Vita oltre il lavoro, in portoghese). Ben presto, il Partito Socialismo e Libertà – che rappresenta la sinistra radicale brasiliana ed è stato fondato nel 2004 da fuoriusciti del Partito dei Lavoratori – ha riconosciuto il potenziale del gruppo e ha reclutato Azevedo, che si è candidato ed è stato eletto consigliere comunale alle amministrative di Rio de Janeiro nel 2024. Almeno lui è riuscito a lasciare il suo vecchio lavoro e a smettere di lavorare sei giorni su sette.
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La vittoria è stata così larga che a un certo punto si sono accorti che non avevano più deputati da mandare alla Camera.