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Mitski ha organizzato un listening party del suo nuovo disco solo per gatti in un cat café Sul suo canale YouTube c'è anche un video ASMR in cui fa l'unboxing del vinile circondata da gatti incuriositi.
Una ricerca ha dimostrato che i maschi della Gen Z credono che le mogli debbano obbedire ai mariti molto di più dei maschi Boomer E si tratta di una delle più grandi ricerche di questo tipo mai fatte: sono state intervistate 23 mila persone in 29 Paesi in tutto il mondo.
L’Iran ha dovuto rimandare a data da destinarsi i funerali dell’ayatollah Khamenei perché nessuno ha tempo di organizzarli Le ragioni sono principalmente due: i bombardamenti di Usa e Israele continuano e il regime è tutto impegnato nella controffensiva.
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A Parigi aprirà il primo museo al mondo interamente dedicato ad Alberto Giacometti Sarà inaugurato a fine 2028 e nella sua collezione permanente ci saranno 10 mila tra opere, oggetti e documenti dello scultore.
Siccome non sono già abbastanza impegnati militarmente, gli Stati Uniti sono intervenuti anche contro i narcotrafficanti in Ecuador Le operazioni sono iniziate il 3 marzo e rientrano in quella che gli Usa definiscono «offensiva contro il narcoterrorismo in America Latina».
Per festeggiare i loro compleanni, è uscito un disco da collezione in cui Lucio Dalla e Lucio Battisti cantano per la prima volta “assieme” Sarà disponibile in pre ordine solo per due giorni: il 4 e il 5 marzo, data di nascita rispettivamente di Dalla e di Battisti.
Il centrodestra ha affossato la proposta di legge sulla settimana lavorativa corta La proposta di Avs, M5S e Pd prevedeva quattro giorni di lavoro a parità di stipendio. La maggioranza ha deciso che non se ne farà nulla.

Martin Scorsese ha voluto spiegare perché i film della Marvel non sono cinema

05 Novembre 2019

La prima critica di Martin Scorsese all’universo Marvel risale allo scorso 4 ottobre, durante un’intervista per Empire: «Non vedo i film della Marvel, ci ho provato. Ma non sono cinema». Ora, a distanza di un mese, dopo il botta e risposta tra il regista di The Goodfellas e Samuel L. Jackson, (seguito da quello con Taika Waititi, che ha difeso la categoria) e le voci dei grandi del cinema come Francis Ford Coppola che si sono unite a quella di Scorsese contro i cinecomics Marvel, è lo stesso regista a voler ribadire e chiarire il proprio pensiero, attraverso un editoriale pubblicato per il New York Times.

«So bene come molti di questi film siano realizzati da persone di notevole talento. Il fatto che non mi interessino è soltanto una questione di gusto personale», ha spiegato. «Sono certo che se fossi più giovane, forse avrei persino voluto dirigerne uno. Ma i film su cui mi sono formato sono stati altri», per questo ora non riesce ad apprezzarli. Perché allora il cinema riguardava la complessità dei personaggi e la loro natura contraddittoria. Senza effetti speciali ma con tanta introspezione, i film assumevano il significato di opera d’arte «come Persona di Ingmar Bergman, The Steel Helmet di Sam Fuller». Per Scorsese è questo ciò che differenzia completamente i film Marvel dal “vero cinema”. «Non c’è rivelazione, mistero o autentico pericolo emotivo. Niente è a rischio. Le immagini sono realizzate per soddisfare una serie specifica di esigenze e sono progettate come variazioni su un numero finito di temi».

È a questo punto che giunge al nodo della questione, quello di carattere economico. «Ora abbiamo due campi separati: c’è l’intrattenimento audiovisivo e c’è il cinema. Di tanto in tanto si sovrappongono, ma raramente. E temo che il dominio finanziario dell’uno venga utilizzato per emarginare e sminuire l’esistenza dell’altro», ha scritto, riportando la polemica al cambiamento che il mercato dell’audiovisivo ha subito negli ultimi anni, sempre più incline alla logica della domanda-offerta. «Per chi sogna di fare film o ha appena iniziato, la situazione in questo momento è brutale e inospitale per l’arte. È semplicemente una questione di dare alla gente quello che vuole? No, non sono d’accordo. Se alla gente viene dato un solo tipo di cosa e viene venduto all’infinito solo quello, ovviamente vorrà sempre di più di quell’unica cosa».

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