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10:32 venerdì 2 gennaio 2026
Secondo le prime ricostruzioni, il rogo di Crans-Montana sarebbe stato causato dalle stelle filanti infilate nelle bottiglie di champagne Una foto mostrerebbe il momento dell’innesco del rogo durante i festeggiamenti di Capodanno, costato la vita a quarantasette persone.
Martin Scorsese ha scritto un editoriale sul New York Times in cui spiega perché Misery è il miglior film di Rob Reiner In un commosso editoriale, Scorsese ha individuato nel thriller del 1990 l’apice della filmografia del collega, ricordando la loro amicizia.
Dopo il documentario su Diddy arriverà un documentario sui figli di Diddy che parlando di Diddy Justin e Christian Combs racconteranno il rapporto col padre in una docuserie che uscirà nel 2026 e di cui è già disponibile il trailer.
La crisi climatica sta portando alla velocissima formazione del primo deserto del Brasile La regione del Sertão sta passando da arida a desertica nell'arco di una generazione: un cambiamento potenzialmente irreversibile.
L’episodio di Stranger Things in cui Will fa coming out è diventato quello peggio recensito di tutta la serie E da solo ha abbassato la valutazione di tutta la quinta stagione, nettamente la meno apprezzata dal pubblico, almeno fino a questo punto.
Il progetto europeo di rilanciare i treni notturni sta andando malissimo Uno dei capisaldi del Green Deal europeo sulla mobilità, la rinascita dei treni notturni, si è arenato tra burocrazia infinita e alti costi.
Un’azienda in Svezia dà ai suoi lavoratori un bonus in busta paga da spendere in attività con gli amici per combattere la solitudine Il progetto, che per ora è solo un'iniziativa privata, prevede un’ora al mese di ferie e un bonus di 100 euro per incentivare la socialità.
Diverse celebrity hanno cancellato i loro tributi a Brigitte Bardot dopo aver scoperto che era di estrema destra Chapell Roan e altre star hanno omaggiato Bardot sui social per poi ritirare tutto una volta scoperte le sue idee su immigrazione, omosessuali e femminismo.

Roma postmoderna

Giardini di marijuana nei tunnel di una metropolitana dimenticata. La nostra Highline possibile?

23 Agosto 2012

Poi dice che a Roma non si fanno le grandi opere. Anzi, nella capitale si è sempre scavato moltissimo, come dimostra la recente scoperta di un tunnel di quattro chilometri, sconosciuto ai più, e adibito a serra per coltivazione di marijuana, dalle parti di Torpignattara, deep periferia occidentale. Arresti, sequestri, e soprattutto scoperta del manufatto che nei progetti del Duce avrebbe dovuto collegare il centro storico a Centocelle (dunque anticipando esattamente di sessant’anni il tracciato della famigerata linea C, che oggi arranca con ritardi ed extracosti e disagi). “Sulle strade la terza linea del metrò che avanza, e macchine parcheggiate in tripla fila, e la sera ritorno con la noia e la stanchezza” canta Battiato, e invece era già lì, tutto fatto (ma adibito a serra e anche sfasciacarrozze, e a “fungaia”, come si è appreso). Il progetto di quella metro primordiale risale al 1942 e avrebbe dovuto collegare il centro con Centocelle forse già Nightmare, passando sotto l’aeroporto oggi in disuso e il caveau della Banca d’Italia, intersecare la rete ferroviaria nei pressi della stazione Tuscolana e terminare a Porta Maggiore. Poi non se ne fece più niente, ma che fascino questa Roma sotterranea da epopea criminal-borgatara alla Walter Siti, da villa Ada sub-abitata come in Che la festa cominci di Niccolò Ammaniti. Oggi, zona di clan zingareschi e camorristi potenti. La nostra Gomorra possibile? Intanto il piano incrociava la grandeur edilizia mussoliniana, impegnata soprattutto in un’altra direzione: la prima metro romana fu infatti progettata e iniziata negli anni Trenta soprattutto per collegare il centro e la stazione Termini con la celebre “E42”, oggi Eur: dopo quella imperiale e quella cristiana, la “Terza Roma”, verso il mare, uno spazio vitale a palazzoni bianchi, poi fotografato nella Dolce Vita con accluso suicidio simbolico del nichilista Steiner. L’Esposizione Universale del 1942 mai si fece, naturalmente, e dell’ambizioso claim ducesco sul palazzo degli Uffici rimane lo sberleffo arbasiniano in Fratelli d’Italia: “La Terza Roma si dilaterà sopra altri colli lungo le rive del fiume sacro sino alle spiagge del Tirreno. Miao!”. Ma prima che tutto si fermasse, non per un Tar o per una infiltrazione come oggi ma più pragmaticamente per l’entrata in guerra dell’Italia nel 1940, si era già molto scavato: i suddetti tunnel verso Centocelle e il pezzo di quella che sarà la futura linea B (da Termini a Piramide, in direzione oggi Eataly e Italo, dunque anche qui con lungimiranza su futuri trend). Poi, con la scellerata guerra, tutto fermo, e poi dopo un riuso intelligente, da keynesismo in purezza: si utilizzarono i cantieri della metropolitana per dare lavoro agli sfollati che assediavano Roma – e nel giro di pochi anni il progetto venne abbandonato del tutto. Per aspettare l’apertura della prima linea del metrò si dovette attendere il 1955, e un Einaudi inaugurante, e le dizioni mutanti di “Termini-Esposizione”, poi “Termini-Laurentina”, oggi “Linea B  Rebibbia-Laurentina”, primigenia alla A (Anagnina-Ottaviano), aperta invece solo nel 1980. Oggi si combatte per la C, di cui si parla dal 1990, e che doveva essere pronta per il giubileo del 2000; e pensare che un pezzo era già lì pronto. Ma a Roma intanto si era già alla postmodernità, e al ready made: in tempi di giardinaggi virali e verticali, e sull’esempio della celebrata Highline newyorchese, ecco qui già giardini (di marijuana) nei tunnel preistorici. E anche sfasciacarrozze, e fungaie.

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