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15:28 domenica 19 luglio 2026
Sta per arrivare You Never Did Anything Wrong, Part II (2026), il nuovo film di Nan Goldin Lo presenterà a novembre a Londra, alla Hayward Gallery del Southbank Centre, la sua prima grande mostra inglese in 24 anni.
Lana Del Rey ha rimandato per l’ennesima volta l’uscita del suo nuovo disco, ma per farsi perdonare ha detto che nel frattempo ha quasi finito anche quello successivo Bisogna aspettare ancora un mese, come minimo, per ascoltare Stove e, forse, anche Spyda, i due album che l'artista definisce «tra i più belli che abbia realizzato».
Einaudi sta per pubblicare un nuovo libro di David Foster Wallace Esce il 25 agosto con il titolo Contro il fatalismo: è la tesi con la quale si laureò in metafisica, un saggio breve che affronta criticamente l’idea del fatalismo.
Le matite Ikea sono diventate uno degli strumenti più usati nelle sale operatorie perché sono gratis, sono piccole e scrivono benissimo sulle ossa A quanto pare, i chirurghi di mezzo mondo adorano questa matita e vorrebbero che Ikea ne producesse una linea pensata appositamente per loro.
Una ricerca ha scoperto che il cromosoma Y, quello che determina il sesso biologico maschile, sta letteralmente perdendo pezzi e potrebbe scomparire Quando i primi mammiferi sono comparsi sulla Terra, il cromosoma Y conteneva 900 geni. Oggi ne contiene appena 55 e continua a perderne.
Questo fine settimana, tra le colline toscane, si tiene la prima edizione di Metallic Memories, un nuovo festival dedicato a musica, cibo e cultura palestinese Due giorni di festa nell'azienda agricola Terrafranta, vicino Firenze, organizzati da Palestinian Sound Archive/Majazz Project.
Per impedire alle AI di rubare i testi altrui, un designer ha inventato un font che le AI non riescono a leggere Si chiama Ghost Font ed è basato su un'illusione ottica, un "trucco" nel quale le intelligenze artificiali cascano il 100 per cento delle volte.
Cicciolina è la protagonista della nuova campagna di Vivienne Westwood Scattata da Juergen Teller nello showroom di Belloni, tra salotti, studi e boudoir, Ilona Staller posa insieme a «un mix di amici e persone selezionate per strada».

Con Riken Yamamoto, il Giappone è diventato il Paese più premiato nella storia del Pritzker Prize

06 Marzo 2024

Nessun Paese può vantare tanti architetti vincitori del Pritzker Prize quanti ne può vantare il Giappone: Riken Yamamoto è il nono giapponese – considerato che nel 2010 il premio era stato diviso tra Kazuyo Sejima e Ryūe Nishizawa – a vincere il “Nobel per l’architettura” in 45 anni di esistenza del premio. Come racconta Oscar Holland su Cnn (nell’articolo trovate anche diverse foto dei più noti edifici disegnati dall’architetto giapponese), quella di Yamamoto è una scelta a sorpresa rispetto alle previsioni. La giuria del Pritzker ha spiegato la sua scelta in un comunicato stampa in cui definisce Yamamoto un «architetto rassicurante capace di dare dignità alla vita quotidiana». Alejandro Aravena, Premio Pritzker nel 2016 e presidente della giuria dell’edizione di quest’anno, ha aggiunto che nei suoi edifici «la normalità diventa straordinaria. La calma porta allo splendore». Da un certo punto di vista, la decisione della giuria del Pritzker conferma che questo è l’anno dell’edilizia pubblica giapponese: prima c’è stata la meraviglia davanti alla bellezza dei bagni pubblici del Paese, parte fondamentale di Perfect Days di Wenders; adesso il Pritzker a Yamamoto.

Le case popolari di Kumamoto

In una carriera lunga cinquant’anni – ha fondato il suo studio, lo Riken Yamamoto & Field Shop, nel 1973, subito dopo la laurea alla Nichidai e il master all’Università delle arti di Tokyo – Yamamoto si è dedicato soprattutto a disegnare edifici che contribuissero alla costruzione di nuove comunità all’interno delle neonate megalopoli giapponesi. Mentre grandi architetti suoi contemporanei – su tutti Kenzo Tange, anche lui vincitore del Pritzke nel 1987 – immaginavano le cosiddette “megastrutture”, lui si concentrava sull’edilizia pubblica, disegnando case popolari le cui strutture incoraggiano le interazioni tra persone (l’esempio più noto è anche il suo primo lavoro nell’edilizia sociale, il complesso di case popolari realizzato nel 1991 nella città di Kumamoto) e caserme dei pompieri (quella di Hiroshima) fatte di vetro in modo da spingere i passanti a fermarsi per sbirciare all’interno. «Assottigliare il confine tra lo spazio pubblico e quello privato», così la giuria del Pritzker ha riassunto l’obiettivo del lavoro di Yamamoto.

La caserma dei pompieri di Hiroshima

Prima dell’annuncio della sua vittoria, Yamamoto ha fatto delle dichiarazioni a Cnn in cui racconta l’inizio della sua carriera. È diventato architetto, ha spiegato, negli anni passati a girovagare per il mondo, a conoscere e studiare i modi in cui le persone vivevano nei villaggi. Soprattutto nei suoi viaggi in nord Africa e America centrale, ha capito che la maggior parte degli esseri umani passa la vita camminando lungo un confine sottilissimo tra pubblico e privato, tra la piazza al centro di ogni villaggio, appunto, e le case tutte attorno a essa. Tornato in Giappone dopo questo lungo periodo di viaggi, ha deciso di dedicare la sua carriera a combattere la cancellazione delle comunità che l’espansione metropolitana stava favorendo. Attraverso un utilizzo della trasparenza e in particolare del vetro, Yamamoto ha costruito edifici che riportassero nella moderna città quello spazio al confine tra pubblico e privato che caratterizzava i suoi periodi storici preferiti: l’Europa medievale e il Giappone dell’epoca Edo.

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