Non è chiaro perché è successo, però. A quanto pare, McCartney non ha violato nessuna linea guida della piattaforma. Ma è stato bannato lo stesso.
Il crollo del ponte di Baltimora è stato trasmesso in diretta su YouTube
Viene abbastanza spontaneo chiedersi cosa spinga una persona a seguire una livestream di Youtube che da sette mesi a questa parte mostra, con un’inquadratura statica e senza audio, un ponte del porto di Baltimora. Ma soprattutto viene da domandarsi cosa si prova quando, dopo ore di regolare e noioso traffico marittimo, ci si ritrova ad assistere in presa diretta al crollo di quel ponte. Dovremmo chiederlo a chi era connesso alla diretta di StreamTeam Live, che dal 13 luglio 2023 riprende ininterrottamente il Francis Scott Key Bridge di Baltimora e che, nelle prime ore del mattino di oggi, ha trasmesso il momento in cui una nave portacontainer si è scontrata contro uno dei pilastri del ponte facendolo sprofondare nelle acque del sottostante Patapso River.
Il video del crollo si è rapidamente diffuso su X, dove nelle ore successive sono comparsi, come si legge su Gizmodo, numerosi altri video che mostrano il crollo da angolazioni diverse e, puntualissime con essi, anche le prime teorie del complotto secondo cui la nave avrebbe intenzionalmente colpito il ponte per farlo crollare. Le autorità non hanno ancora definito i dettagli dell’accaduto e al momento non è possibile sapere se ci siano vittime tra i presenti sul ponte o sulla nave. Stando agli ultimi aggiornamenti, raccolti in un articolo in costante aggiornamento del New York Times, «il comandate dei vigili del fuoco di Baltimora, James Wallace, ha dichiarato in una conferenza che gli ufficiali stanno cercano almeno sette persone e che due sono state sono state recuperate dall’acqua. Una di loro è in condizioni gravi».
La chiusura dell'app di generazione di video tramite AI è una notizia improvvisa ma non così imprevista: i problemi legali erano molti e grossi, tutti relativi al diritto d'autore.
In molti hanno sottolineato una differenza sostanziale tra Zuckerberg e i dipendenti di Meta, però: lui non può essere licenziato e rimpiazzato dall'AI.
La foto del Ministro degli Esteri che esercita il diritto di voto è diventata, suo malgrado, il simbolo di tutto ciò che è andato storto nella campagna per il Sì, tra citazioni sbagliate e foto imbarazzate.