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I curatori di una mostra su Picasso a Granada hanno perso un quadro durante l’allestimento e non riescono a ritrovarlo

È intervenuta la polizia perché potrebbe trattarsi di furto. Ma forse il quadro non si trova perché è molto piccolo: 12,7 per 9,8 centimetri.

17 Ottobre 2025

Non stanno passando ore serene i curatori della mostra dedicata a Pablo Picasso Still Life: the Eternity of the Inert, in corso di allestimento a Granada. Nelle scorse ore, infatti, mentre si davano gli ultimi ritocchi alle sale d’esposizione, i responsabili si sono accorti che uno dei quadri ricevuti in prestito da un collezionista di Madrid era sparito nel nulla. L’introvabile tela è un piccolo dipinto a olio firmato da Picasso: si tratta di una natura morta con una chitarra (“Naturaleza muerta con guitarra”), delle dimensioni di appena 12,7 per 9,8 centimetri. Piccolo formato, grande prezzo: il quadro, parte della collezione di un privato madrileno, è valutato mezzo milione di euro. 

La polizia sta indagando e tentando di capire quando il quadro sia stato visto l’ultima volta. Il Guardian riporta come alla consegna dei dipinti arrivati da Madrid per l’esposizione di Granada sia emerso un errore nella numerazione delle casse che li contenevano. I responsabili avrebbero comunque firmato la ricevuta di consegna dopo aver controllato il contenuto e riposto i dipinti in un magazzino videosorvegliato per il fine settimana. Non è chiaro se il quadro scomparso sia stato visto durante questo primo controllo.

Dopo qualche giorno, quando è arrivato il momento di appendere i quadri nelle sale dell’esposizione, ci si è accorti del pezzo mancante ed è scattato l’allarme. La polizia è stata subito allertata, ma i timori che si tratti di un furto sono forti: Picasso è tra gli artisti del Novecento più amati dai ladri e trafficanti di opere d’arte, data la riconoscibilità delle sue opere e le alte quotazioni che i suoi dipinti hanno sia sul mercato legale sia su quello illegale. Rimane però il mistero sul momento in cui i presunti ladri potrebbero aver sottratto l’opera, dato che dalle prime ricostruzioni il controllo sui dipinti da parte di chi li trasportava e del museo che li ha ricevuti non è mai venuto meno, né sono emersi segni di effrazione al deposito dove sono rimasti sempre sotto videosorveglianza. 

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