Si trovano a Hackney e Camden, li gestisce l'associazione The Loop, assieme al Comune e alla polizia locale.
C’è una petizione per fare della Hoepli una bottega storica di Milano e provare così a salvarla dalla chiusura
Petizione che ha già raccolto più di 48 mila firme, tra cui quelle di Eleonora Marangoni, Mario Calabresi, Alessandro Cattelan e Vinicio Capossela.
Dopo 156 anni di storia, la libreria Hoepli ha ufficialmente avviato la procedura di liquidazione. La chiusura di un’istituzione culturale così cara e così rappresentativa di Milano è finita al centro del dibattito nazionale, discussa come sempre vengono discusse queste notizie nel dibattito nazionale: la crisi dell’industria editoriale e la desertificazione commerciale, l’insostenibile economia delle librerie e la mancanza di un “rete di salvataggio” per le attività culturali in crisi. Va detto però che, a differenza di quanto successo in altre occasioni simili, in cui la chiusura di una storica attività culturale veniva accolta con un misto di amarezza, rassegnazione e indifferenza, la chiusura di Hoepli ha sinceramente addolorato molti cittadini di Milano, che da giorni chiedono di trovare un’alternativa, qualsiasi alternativa alla liquidazione. Alcuni di questi cittadini hanno lanciato una petizione su change.org che punta proprio a «proteggere la storica libreria Hoepli di Milano».
La petizione ha superato le 48 mila firme verificate, tra cui quelle di Eleonora Marangoni, Luca Bianchini, Luca Doninelli, Mario Calabresi, Giulia Salvi, Rosario Pellecchia, Alessandro Cattelan, Riccardo Bocca, Vinicio Capossela, Alessandro Roja, Caterina Zanzi e Victoria Cabello. La petizione chiede che il Comune di Milano riconosca a Hoepli lo status di “bottega storica”. «Chiediamo con urgenza al Comune di Milano di riconoscere il valore storico culturale della libreria Hoepli concedendole lo status di ‘bottega storica’. Questo riconoscimento potrebbe non solo evitare la sua chiusura, ma anche attrarre supporto sia economico che comunitario per garantirne la sostenibilità nel lungo periodo. Per proteggere Hoepli, il Comune potrebbe considerare incentivi fiscali, supporto governativo o collaborazioni con istituzioni culturali o aprire un dialogo con i proprietari per valutare come tenerla viva. Alla luce della crisi economica attuale, tali misure non solo conserveranno uno spazio di cultura ma rafforzeranno il tessuto sociale e culturale della nostra città», si legge nel testo della petizione. Ovviamente, è una proposta tanto nobile quanto di difficile realizzazione, sia dal punto di vista legale che economico.
Sabato 14 marzo, dipendenti (sono 89 le persone che si ritrovano disoccupate a causa della chiusura), clienti, sindacati e perfino un socio di minoranza si sono riuniti davanti alla libreria per un flash mob di protesta. A non volere la liquidazione della società è anche Giovanni Nava, socio al 33 per cento della stessa e nipote di Bianca Hoepli, secondo il quale distruggere un patrimonio culturale simile costituirebbe un danno enorme per tutta la città e la cultura italiana. Nava ha fatto sapere che si opporrà alla liquidazione decisa dai soci di maggioranza.
Degenerata nel vero senso della parola: due agenti sono finiti al pronto soccorso e la polizia sta dando la caccia a due degli "aggressori".