Almeno nove medici sarebbero stati arrestati come ritorsione per aver curato persone ferite. Uno rischierebbe addirittura la pena di morte.
Nel sottosuolo di Niscemi c’è un sistema di rilevamento delle frane di cui tutti si sarebbero “dimenticati” per 20 anni
Lo si è scoperto grazie a un'inchiesta della Stampa, secondo la quale gli strumenti di rilevamento sarebbero stati installati e poi abbandonati.
Sotto il centro storico di Niscemi esisteva un sistema di monitoraggio delle frane che avrebbe potuto segnalare con anticipo i movimenti della collina d’argilla su cui sorge il paese, dando a cittadini e istituzioni il tempo di organizzare meglio l’eventuale evacuazione. È La Stampa a ricostruire la storia di questa incredibile “dimenticanza” con una lunga inchiesta su come sia stato abbandonato il sistema di controllo installato dopo il precedente crollo del 1997, con un’opera di scavo e inserimento di strumenti nel sottosuolo per controllare i movimenti della frana in profondità. Un intervento seguito all’abbattimento di cinquanta palazzine e allo sfollamento di quattrocento persone dovuto a un primo crollo del terreno. Dopo quanto successo negli anni ’90, erano stati dunque installati gli strumenti che servono a rilevare gli spostamenti del terreno e il livello dell’acqua di falda. I dati raccolti avrebbero dovuto essere verificati ogni mese da appositi tecnici. Dopo i primi due anni di rilievi svolti dalla ditta incaricata dal Comune, il sistema di monitoraggio sarebbe finito nel dimenticatoio, lasciato nei tunnel scavati fino a cinquanta metri di profondità intorno all’abitato.
Tanto che per farne emerge l’esistenza si è dovuto interpellare un anziano geologo in pensione. Roberto Prisco ha raccontato al quotidiano torinese cosa successe: «Fu un progetto abbastanza impegnativo. Venivamo a Niscemi ogni mese, io e il mio collega ingegnere, a verificare che cosa dicessero gli strumenti. […] Di sicuro ricordo che nel 2007 ci fu detto che sarebbe partita una gara d’appalto per il consolidamento del fronte franoso. Noi avremmo voluto candidarci, ma – per dirla così – ci consigliarono caldamente di non partecipare». Dopo le pressioni ricevute, in un Comune che già nel 2004 è stato sciolto per infiltrazioni mafiose, Prisco e il collega abbandonano l’incarico. Si smette di monitorare la situazione, in attesa di una gara che però non parte mai: a Niscemi nessuno subentra e i dati non vengono più raccolti. I dati precedenti e le segnalazioni sul rischio idrogeologico, anche da rilevazioni superficiali, confluiscono nell’aggiornamento del Piano stralcio di Bacino per l’Assetto idrogeologico redatto nel 2022. Il documento è redatto da un dipartimento della Regione quando l’attuale ministro della Protezione civile Nello Musumeci era presidente della Sicilia. Musumeci ha però dichiarato di non aver ricevuto segnalazioni specifiche su Niscemi durante il suo mandato.