Inventata negli Usa, la definizione identifica crimini commessi da giovani e giovanissimi in cui la violenza non è un mezzo per raggiungere nulla ma il fine stesso dell'azione.
Un bambino di sette anni ha disegnato la mascotte che gli astronauti di Artemis II stanno portando con loro verso la Luna
Si chiama Rise (la mascotte, non il bambino) ed è stata selezionata in un concorso a cui hanno partecipato 2600 bambini da 50 Paesi del mondo.
L’uomo tornerà sulla Luna ma oltre ai quattro astronauti che compiranno il viaggio, ci sarà anche Rise, la mascotte della missione disegnata da Lucas Ye, uno studente di seconda elementare di Mountain View, in California. Il pupazzo, che ricorda un indicatore di assenza di gravità, è stato selezionato tra oltre 2600 proposte inviate da bambini di oltre 50 Paesi nell’ambito di un concorso a cui hanno partecipato bambini di tutto il mondo. Il design di Rise ricorda Earthrises, l’immagine scattata durante il volo dell’Apollo 8 (la prima missione Nasa a raggiungere l’orbita lunare) il 24 dicembre 1968. La scelta finale della mascotte è spettata allo stesso equipaggio di Artemis II.
La tradizione di portare con sé piccole mascotte nelle missioni spaziali risale a decenni fa. Dalla bambola a bordo del volo di Yuri Gagarin nel 1961 fino alle aggiunte recenti di Snoopy su Artemis I e Grogu sulla Crew-1 di SpaceX, questi oggetti fungono sia da indicatori funzionali (essendo morbidi e non “ancorati” a nulla, sono le prime cose che si sollevano in assenza di gravità) che da punti di riferimento culturali. In più, aggiungono quel tocco umano a missioni che altrimenti sarebbero definite solo come traguardi ingegneristici. La missione è destinata a diventare il primo volo con equipaggio del programma Artemis (partito nel 2017) a raggiungere la luna. Il viaggio è partito dal Kennedy Space Center, in Florida e durerà dieci giorni. Artemis II diventerà la prima missione con equipaggio della navicella spaziale Orion e la prima missione con equipaggio oltre l’orbita terrestre bassa dall’Apollo 17 nel 1972.
Come scrive anche BBC, l’aspirazione dell’uomo verso la luna va oltre il semplice desiderio di conquista. Dietro a tutto c’è, ovviamente, il capitalismo. Nonostante il terreno lunare possa sembrare arido, polveroso e piuttosto sterile, «la luna contiene gli stessi elementi che abbiamo qui sulla Terra» spiega la docente Sara Russell, planetologa presso il Museo di Storia Naturale di Londra. «Un esempio, – continua Russel – sono gli elementi delle terre rare, che sono molto scarsi sulla Terra, e potrebbero esserci parti della Luna in cui questi sono abbastanza concentrati da poter essere estratti». Tra le materie presenti sul o sotto il suolo lunare ci sono anche metalli, come ferro e titanio. Tra i gas c’è anche l’elio, che oltre ad essere utilizzato per gonfiare i palloncini, viene utilizzato in tutto, dai superconduttori alle apparecchiature mediche.