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01:44 sabato 14 febbraio 2026
Sull’isola di Epstein c’era un Pokestop di Pokemon Go ma non si sa chi è stato a metterlo lì E probabilmente non lo sapremo mai, visto che lo sviluppatore del gioco Niantic nel frattempo lo ha rimosso.
Alla Berlinale, il Presidente della giuria Wim Wenders è stato criticatissimo per aver detto che «il cinema deve stare lontano dalla politica» Lo ha detto durante la conferenza stampa di presentazione del festival, rispondendo a una domanda su Israele e Palestina.
È scoppiato un grosso scandalo attorno al più famoso e lussuoso ristorante del mondo, il Noma di Copenaghen Un ex dipendente sta raccogliendo e pubblicando decine di accuse nei confronti dello chef René Redzepi: si va dagli abusi psicologici alla violenza fisica.
Per il suo centenario, E/O ripubblicherà tutta l’opera di Christa Wolf con le copertine degli anni Ottanta Si comincia il 9 aprile con la riedizione di Cassandra.
James Blake presenterà il suo nuovo disco con una listening session gratuita in Triennale Milano Trying Times, questo il titolo del disco, esce il 13 marzo. Con questo evento in Triennale, Blake lo presenta per la prima volta al pubblico.
Gisele Pelicot ha scritto un memoir in cui racconta tutto quello che ha passato dal giorno in cui ha scoperto le violenze del suo ex marito Il libro uscirà in contemporanea in 22 Paesi il 19 febbraio. In Italia sarà edito da Rizzoli e tradotto da Bérénice Capatti.
Le cure per il cancro sono costate così tanto che la famiglia di James Van Der Beek è rimasta senza risparmi ed è stata costretta a lanciare una raccolta fondi In nemmeno due giorni, 42 mila persone hanno fatto una donazione e sono stati raccolti più di 2 milioni di dollari.
Anna Wintour e Chloe Malle hanno fatto la loro prima intervista insieme ed è talmente strana che non si capisce se fossero serie o scherzassero L'ha pubblicata il New York Times, per discutere del futuro di Vogue. Si è finiti a parlare di microespressioni e linguaggio del corpo.

Marina Abramović si è messa in testa di vendere cosmetici

16 Gennaio 2024

Si chiama Marina Abramović Longevity Method e, secondo quanto spiegato nel bizzarro video pubblicitario con cui viene presentato sul sito, sfrutta gli «antichi segreti della longevità». Il metodo comprende una linea di skin care composta da una crema idratante per il viso che costa 199 dollari (tra gli ingredienti pane bianco, vitamine C e vino bianco) e delle “gocce di benessere” in tre versioni: Energy, Immune, e Anti-Allergy (99 dollari l’una). Secondo quanto riportato da Emma Beddington sul Guardian, l’idea nasce nel 2017, quando Abramović viene curata per la malattia di Lyme. A somministrarle una serie di cure miracolose è la dottoressa e operatrice olistica Nonna Brenner, con cui l’artista instaura un fortissimo sodalizio umano, artistico e professionale. E infatti l’inventrice dei prodotti del Marina Abramović Longevity Method è proprio la dottoressa Brenner, mentre Abramović, 77 anni, è l’imprenditrice e la testimonial che sfrutta il suo volto (e le sue impronte digitali, impresse sulle confezioni) per la promozione del progetto. L’accoglienza è stata abbastanza tiepida, per ora: tra chi l’ha giudicata una trovata abbastanza in linea con l’ossessione dell’artista per i rituali curativi, e chi invece la considera un’idea buffa, la prevedibile evoluzione delle uova vaginali e altre fortunate invenzioni dell’impero wellness alla Goop. Chi invece è ancora convinto che Abramović sia l’artista performativa più influente della nostra epoca (come l’autrice dell’articolo del Guardian) è rimasto un po’ deluso. Sembra strano, scrive infatti Beddington, che un’artista che si è impegnata a esplorare il potere e la vulnerabilità del suo corpo, sfidandone i limiti, si preoccupi di cose come «rughe e macchie dell’età». Secondo Beddington, infatti, si tratta molto probabilmente di un progetto artistico, il cui senso verrà svelato più avanti.

«Il dolore è la mia specialità», dice Marina Abramović, ora rinominata “longevity guru”, nel lungo approfondimento pubblicato qualche giorno fa dal Financial Times, corredato dalle foto dell’artista insieme alla dottoressa Brenner. «Ho trascorso la mia carriera esponendomi di fronte al mio pubblico. Mostro che se riesco a sopportare il mio dolore, allora potranno sopportare anche il loro. Sono il loro specchio». Anche il testo che si legge sul sito del progetto sembra suggerire che si tratti di un’operazione artistica destinata ad ampliarsi: «Con il rapido sviluppo della tecnologia, se noi esseri umani non abbracciamo la semplicità nella nostra vita, saremo perduti. Il nostro cervello non può competere o seguire gli algoritmi di potenti computer e intelligenza artificiale. Queste tecnologie sono state originariamente sviluppate per aiutarci ad avere più tempo per vivere nel presente. Ciò che realmente è accaduto, a causa della nostra tendenza alla dipendenza, è che ci siamo persi nelle nuove possibilità tecnologiche. Il nostro bisogno di consumo ha fatto sì che fossimo noi a essere consumati e ora siamo sempre affamati di nuovi gadget da acquistare. Il risultato di tutto ciò è che abbiamo perso il nostro centro spirituale. Nel corso di tutta la mia carriera ho sviluppato il Metodo Abramović per aiutare me e gli altri a ricentrarsi e concentrarsi su ciò che è più importante: vivere nel presente, a lungo e in modo sano. La mia idea per il Longevity Concept è quella di riscoprire rituali dimenticati e conoscenze del passato».

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