È un genere esploso negli ultimi dieci anni ma che forse è stato già superato dai fatti: la crisi climatica ormai è parte della nostra quotidianità e la narrativa non può che adattarsi di conseguenza.
C’è un libro che mostra tutte le situazioni di mansplaining nell’arte
Quando Nicole Tersigni ha digitato su Google immagini “donna circondata da uomini”, ha trovato un dipinto del XVII secolo di Jobst Harrich. Era perfetto per il messaggio che voleva lanciare, e cioè “smettetela uomini di volermi spiegare le cose solo perché pensate che io non le capisca in quanto donna”. Così ha iniziato con un tweet, con una didascalia scritta postando l’immagine del dipinto, e ne è nato un thread diventato virale. Non ci è voluto molto prima che Tersigni trovasse altre situazioni simili nei quadri, accorgendosi di quanto l’arte sia piena di scene di mansplaining. Adesso ne ha fatto anche un libro: Men to Avoid in Art and Life, letteralmente “uomini da evitare nell’arte e nella vita”.
“maybe
if I take my tit out
they will stop explaining my own joke back to me” pic.twitter.com/WhJ7j21kgk
— nicole tersigni (@nicsigni) May 6, 2019
Il libro è diviso in capitoli che prendono il nome da alcuni tipi di mansplainer, utilizzando le scene dei dipinti per far riflettere e divertire sull’atteggiamento paternalistico degli uomini che intendono fornire spiegazioni non richieste a donne che non ne hanno bisogno. Come il “comico”, che ti spiega le battute anche se molto probabilmente le hai già capite, il “padre”, che vuole illustrarti pedissequamente dove hai sbagliato in una certa situazione. Come racconta il Guardian, Tersigni ha passato settimane a setacciare i database dei musei online e a selezionare le opere d’arte. Poi ha inventato delle battute che evidenziassero con brutale onestà quanto capita alle donne quotidianamente, «come fossero versioni umoristiche di situazioni imbarazzanti o strane o frustranti che ci sono sicuramente accadute», ha spiegato. Ma questa «non è una critica alle opere d’arte che uso», ha detto. «Più che altro, è una critica alla vita».

La band hip hop irlandese viene da anni di provocazioni ed esagerazioni alle quali nessuno aveva fatto troppo caso, fin qui. Ma è bastata una frase su Gaza, Israele e Stati Uniti al Coachella per farli diventare nemici pubblici numero 1.

Ancora più dei suoi romanzi precedenti, Vanishing World , appena uscito per Edizioni E/O, sembra scritto da una macchina senza sentimenti che ci mostra tutte le variabili possibili e immaginabili della stupidità umana.