Vita e morte del Maggiolino

Il 10 luglio Volkswagen ha prodotto l'ultimo esemplare: una selezione di letture sull'automobile che ha segnato la storia del Novecento.

13 Luglio 2019

Il 10 luglio, più di 80 anni dopo la nascita del primo modello, nella fabbrica messicana di Puebla, Volkswagen ha prodotto l’ultimo esemplare dell’automobile disegnata dall’ingegnere austriaco Ferdinand Porsche. Simbolo della rinascita industriale e primo modello Volkswagen in assoluto, il Maggiolino è sicuramente l’automobile tedesca più conosciuta al mondo. Presentata da Adolf Hitler come la «vettura del popolo», diventò immediatamente l’utilitaria della classe media. Nonostante sia nato nel pieno del Terzo Reich, con le sue forme arrotondate e “simpatiche” negli anni Sessanta, in America, il Maggiolino si trasforma in un emblema della cultura hippie. Nel 1968 arriva la famosa saga Walt Disney: iniziata con Un Maggiolino tutto matto, termina nel 2005 con Herbie – Il super Maggiolino (con Lindsay Lohan). Da simbolo delle controculture all’unica automobile posseduta e guidata da Dylan Dog, il Maggiolino ha segnato la storia del Novecento. È arrivato il momento di dirgli addio. Abbiamo raccolto un po’ di articoli per provare a farcene una ragione.

The Enduring Legacy of Volkswagen’s Iconic Beetle DesignArchitectural Digest
Il designer di Volkswagen Klaus Bischoff discute con Brett Berk di Architectural Digest dei motivi che hanno reso la silhouette del Maggiolino una delle auto più riconoscibili e amate al mondo. «Questa macchina è nata per diventare un prodotto di massa. È simile a quello che ha fatto il Bauhaus per gli spazi abitativi, ma mentre quest’ultimo è rimasto elitario, il Maggiolino è diventato sin da subito mainstream», ha spiegato Bischoff. Merito di un design dalle «forme morbide e simpatiche», frutto di un design semplicistico e grazioso che lo rende simile «a un animale domestico, a un membro di famiglia seduto in garage».

Herbie the Toxic Bug? How the fun went out of the VW BeetleGuardian
Il Maggiolino ha attraversato molte crisi nei suoi ottant’anni di storia, ma ha sempre dimostrato di sapersela cavare. D’altronde, ha saputo passare dai nazisti agli hippie degli anni Sessanta fino all’estetica plasticosa dei primi anni Duemila, ma oggi, scrive Stephen Morris sul Guardian, ha definitivamente fatto il suo tempo. Non è colpa sua, ma piuttosto è indice di come è cambiato il nostro rapporto con le automobili. Herbie, ahimè, è tossico, mentre «il futuro è elettrico, fatto di piccole scatole non inquinanti che si guideranno con un minimo supporto umano (macchine senzienti!) che ci porteranno dal punto A al punto B». L’era delle macchine che rappresentavano le nazioni, infine, con buona pace dei sovranisti, è passata: oggi vogliamo solo arrivare a destinazione senza emettere troppi gas nocivi.

The Volkswagen Beetle Has Come to an End. The Original Was a Gateway Drug for Weird CarsJalopnik
Jason Torchinsky ha deciso di salutare il Maggiolino esaltandone una dote in particolare, il suo essere “weird”, e parlando del modo in cui ha aperto la strada alle macchine strane. «Il successo del Maggiolino è stato un’anomalia. Razionalmente, non sarebbe dovuto accadere. Quando il Maggiolino iniziò ad essere importato in America negli anni ’50, era il rappresentante solitario di una filosofia del design quasi morta».

All The Times You Wanted This Car in the ’00sBustle
8 volte in cui il Maggiolino ha definito la cultura pop negli anni 2000. Tra il 1998 e il 2004, per moltissime persone la nuova Volkswagen Beetle era l’automobile più cool del pianeta. In questo articolo Arielle Dachille ci ricorda perché: la sua analisi ha a che fare con il marketing e prende il via dal video “Candy” di Mandy Moore, che spiega in parte perché, nelle fantasie della classe media, il nuovo Maggiolino era l’automobile guidata dalle giovani attraenti e alla moda (non dimentichiamolo: veniva venduto con un vaso di fiori integrato).

See the evolution of the iconic Volkswagen BeetleCnn
Una serie di immagini che testimoniano l’evoluzione e le trasformazioni del Maggiolino: dal battesimo di Hitler alle gare di velocità nei film Disney, dalle automobiline elettriche per bambini alle rielaborazioni artistiche, dalle macchine della polizia ai modellini da collezione, una delle tanti doti della “macchina della gente” è stata proprio la capacità di adattarsi ai tempi, alle situazioni e alle interpretazioni più diverse.

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