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08:16 sabato 7 marzo 2026
Ars Technica ha cancellato un articolo che condannava l’uso dell’AI dopo che si è scoperto che conteneva citazioni inventate dall’AI L'autore del pezzo si è scusato e ha detto che da ora in poi non si fiderà più delle citazioni suggerite da ChatGPT.
A distanza di due giorni l’una dall’altra sono spuntate due nuove opere attribuite a Michelangelo Una è un dipinto intitolato "Pietà Spirituali", l'altra un busto marmoreo del Cristo Salvatore. La storia della loro attribuzione al Buonarroti è piuttosto avventurosa.
L’agenzia meteorologica giapponese fa delle previsioni esclusivamente dedicate alla fioritura dei ciliegi Quelle di quest'anno dicono che i fiori sbocceranno con un certo anticipo rispetto al solito: i primi arriveranno tra meno di due settimane.
C’è una proposta di legge per inserire la gentilezza tra i parametri con cui l’Istat misura la qualità della vita Proposta che è arrivata in Parlamento e che sostiene che una società più gentile sia non solo moralmente migliore ma anche più ricca economicamente.
L’invito per la sfilata di Dior alla settimana della moda di Parigi è una sedia In miniatura ma pur sempre una sedia che rimanda alle Sénat, quelle utilizzate all'interno del Jardin de Tuilleries, location della sfilata.
In Artificial, il prossimo film di Luca Guadagnino, ci sarà la prima colonna sonora composta da Damon Albarn E ha spiegato che lavorare a questo film gli ha fatto capire che le intelligenze artificiali non saranno mai capaci di fare musica vera.
Il favorito per diventare il prossimo Presidente del Consiglio del Nepal è un ex rapper che non si toglie mai gli occhiali da sole Si chiama Balen Shah e la sua immagine è così legata a quel modello di occhiali da sole che nei negozi hanno preso a chiamarli "occhiali Balen Shah".
Il bene più a rischio a causa della guerra in Medio Oriente non è né il petrolio né il gas ma il fertilizzante Nella regione se ne produce moltissimo, la guerra ha già causato problemi logistici e aumenti dei prezzi che rischiano di stravolgere l'agricoltura mondiale.

Il 1925 è stato l’anno migliore di sempre per la letteratura?

05 Gennaio 2021

Era il 10 aprile 1925 quando Francis Scott Fitzgerald, a New York, pubblicava per la prima volta Il grande Gatsby.  Nello stesso periodo, sempre a New York, veniva data alle stampe la prima raccolta di racconti di Ernest Hemingway, In Our Time, per Boni & Liveright. E poi La signora Dalloway di Virginia Woolf, Il processo di Kafka, Foglie secche di Huxley, Manhattan Transfer di John Dos Passos, Il velo dipinto di W. Somerset Maugham: opere di narrativa tra le più note di sempre, che resero il 1925 probabilmente l’anno migliore per la letteratura di tutti i tempi, come ha scritto nel 2015 Jane Ciabattari sulla Bbc. «Fu l’anno di una cultura vibrante, che più che per il contenuto cambiò per sempre il paradigma della prosa». Proprio simili titoli da quest’anno in America diventeranno opere libere dal copyright, diventando di conseguenza di pubblico dominio mondiale (essendo gli Stati Uniti il Paese in cui il diritto d’autore si estende per maggior tempo).

«Il lavoro letterario di quell’anno rifletteva un mondo all’indomani di un tremendo sconvolgimento. La brutalità della prima guerra mondiale, con circa 16 milioni di morti e 70 milioni di uomini chiamati a combattere, aveva generato una generazione perduta, di cui questi libri sono frutto», continua Ciabattari. Quindici titoli (elencati da Literary Hub) che perderanno quindi le protezioni legali che li avevano legati ad alcune specifiche case editrici ed eredi con royalties da diritti d’autore e controllo creativo. Tra le opere: Una tragedia americana di Theodore Dreiser, I signori preferiscono le bionde di Anita Loos e Il velo dipinto di W. Somerset Maugham.

Se in Europa, infatti, generalmente, le opere sono tutelate fino a 70 anni dalla morte dell’autore (motivo per cui il corpus di Fitzgerald è libero per noi dal 2011, essendo lui scomparso nel 1940), negli Stati Uniti il punto di riferimento preso è la data di pubblicazione dell’opera, e la durata della tutela è maggiore: 95 anni (in altri Paesi, come il Canada, la Cina e la Nuova Zelanda, il copyright si estende per 50 anni dalla morte dell’autore, il che rende oggi libero per loro anche Giuseppe Ungaretti). A diventare liberi dal copyright in Europa dal 2021 saranno invece le opere di Cesare Pavese, del poeta romano Trilussa e di George Orwell, di cui in questo periodo sono state già annunciate le ripubblicazioni (Einaudi, Sellerio).

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