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17:32 martedì 10 febbraio 2026
Maison Margiela ha reso disponibile il suo intero archivio, per tutti, gratuitamente, su Dropbox L'iniziativa fa parte del progetto MaisonMargiela/folders, che porterà il brand in Cina con 4 mostre, e una sfilata programmata ad aprile.
Su Vanity Fair è uscita la prima intervista mai fatta a Bianca Censori Per la prima volta ha parlato di sé, in occasione della mostra che sta presentando a Seoul (anche se, ovviamente, Ye si è messo in mezzo).
Il governo francese invierà una lettera a tutti i 29enni del Paese per invitarli a fare figli prima che sia troppo tardi È parte di una campagna per contrastare la denatalità e informare su salute riproduttiva e sessuale. Ma in molti l'hanno accolta abbastanza male.
Le compagnie aeree stanno cancellando i voli verso Cuba perché sull’isola non c’è abbastanza carburante per fare rifornimento e ripartire C'entra l'embargo degli Stati Uniti e la crisi in Venezuela, la situazione è talmente grave che già a marzo Cuba potrebbe non avere più benzina.
All’Halftime Show alternativo dei trumpiani c’erano a malapena 200 spettatori Nel frattempo, lo spettacolo di Bad Bunny è diventato il più visto nella storia del Super Bowl, con 135 milioni di spettatori.
A gennaio 2026 in tutta la Norvegia sono state acquistate soltanto sette auto a benzina E 29 auto ibride, 98 diesel, mentre le elettriche sono più di 2000: queste ultime costituiscono il 96 per cento delle auto acquistate in tutto il 2025.
Per i brand di moda, farsi pubblicità durante il Super Bowl non è mai stato così importante Spot che sembrano corti cinematografici, collaborazioni e persino sfilate: il pubblico del Super Bowl sta cambiando – anche grazie a Taylor Swift – e la moda prende nota.
Emerald Fennell ha consigliato 13 film stilosi da vedere per prepararsi alla visione del suo Cime Tempestose Film memorabili per l'estetica audace, i costumi bellissimi e anche per "l'infedeltà" rispetto ai romanzi da cui erano tratti.

La copertina di Le Monde sulla destra che si è presa la Rai

11 Luglio 2024

«Sulla copertina di M Le magazine du Monde, disponibile da domani: In Italia l’estrema destra prende l’antenna. Gli italiani la chiamano “Mamma Rai”. Vera e propria istituzione della Repubblica, la “Radiotelevisione italiana” ha accompagnato l’evoluzione del Paese fin dalla sua creazione nel 1954. Nonostante le alternanze politiche, il gruppo audiovisivo pubblico è rimasto una roccaforte della sinistra. Una fortezza che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, eletta nel 2022, ha deciso di conquistare. Trasmissioni cancellate, nomine strategiche, ridefinizione dei palinsesti… Sotto la copertura del ritorno al pluralismo, il governo ha intrapreso una guerra culturale»: così la redazione di Le Monde ha lanciato su Instagram la nuova copertina del suo settimanale M, con una storia firmata dal giornalista Allan Kaval accompagnata dalle fotografie di Gianni Cipriano. Il numero della rivista sarà disponibile da domani, venerdì 12 luglio.

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Ad aprile, sempre Allan Kaval aveva coperto per Le Monde il caso Scurati-Rai, spiegando come lo scrittore, noto anche in Francia per la serie di romanzi su Mussolini, «avrebbe dovuto leggere, per commemorare la liberazione dell’Italia il 25 aprile 1945, un testo che denunciava l’incapacità della destra al potere di riconoscersi nell’antifascismo», «Censura. Nel giro di ventiquattro ore, il termine è entrato a far parte del dibattito pubblico italiano», scriveva Kaval, aggiungendo che «il movimento da cui proviene Giorgia Meloni vede la memoria della Resistenza come parte di una egemonia culturale di sinistra che l’ha tenuta ai margini del mondo politico e nei confronti della quale esprime, attraverso i suoi discorsi, un certo desiderio di rivalsa». E continuava: «una voglia di rivalsa che si riflette nella nomina di sostenitori a posizioni chiave nelle principali istituzioni culturali e nell’acquisizione della Rai». Poco prima, a fine marzo, sempre su Le Monde, Michel Guerrin aveva scritto una column che, per usare le parole di Dagospia, «spernacchiava» il governo in carica già a partire dal titolo: “Giorgia Meloni e il suo entourage non hanno un’agenda né una visione per la cultura”.

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