Hype ↓
15:53 venerdì 18 settembre 2026
Una ricerca dice che gli investimenti in energie rinnovabili sono arrivati al punto di svolta positivo: producono effetti molto migliori del previsto a un costo molto inferiore delle aspettative Ma i problemi rimangono, perché ancora oggi per ogni euro investito per proteggere la natura se ne spendono 30 per distruggerla, si legge nella stessa ricerca.
L’UE vuole che il Canada diventi un “membro associato” dell’Unione, ma nemmeno l’Unione sa cosa vuol dire diventare un membro associato dell’UE Ursula von der Leyen ha avanzato la proposta, il Canada si è detto interessato, resta solo da capire che cosa comporti questa proposta.
La prima ricerca sul disastro in Nepal ha confermato quello che tutti sospettavano: la crisi climatica c’entra eccome in quello che è successo Lo ha realizzato la climatologa Friederike Otto dell'Imperial College di Londra: per lei, i nepalesi stanno pagando una crisi provocata dalle emissioni di combustibili fossili.
Una città in Belgio ha affidato la cura dei suoi prati a un gregge di pecore e le pecore sono state così brave a curare i prati che ora il Comune assumerà altre pecore per curare i prati Si chiamano Lactose, Rayban, Pils, Domino, Katimini, Maria, Juliette e Puyu. E il Comune di Ixelles non può più fare a meno di loro nella cura del verde pubblico.
Stati Uniti e Israele hanno concluso una delle più grosse compravendite di una delle più grosse bombe di tutti i tempi Bombe che pesano tutte almeno una tonnellata, pensate per distruggere edifici interi e che quando esplodono lasciano crateri profondi 15 metri.
Prima di vincere la Coppa Volpi a Venezia, Mathilde Arcel è dovuta tornare a Copenaghen per presentarsi al centro per l’impiego perché è iscritta alle liste di collocamento e prende il sussidio di disoccupazione È successo subito dopo la prima di Woman Unknown, il film di May el-Toukhy che le è valso il premio per la Migliore interpretazione femminile.
Macklemore ha donato tutti i soldi guadagnati nel tour di Ed Sheeran a organizzazioni umanitarie che aiutano i palestinesi Un milione di dollari a sei diverse organizzazioni umanitarie. «Una vita palestinese non vale meno di qualsiasi altra vita sulla Terra», ha detto.
JD Vance si è lanciato in un incredibile spiegone per dimostrare che Emily in Paris è la miglior serie di sempre e lo «Shakespeare della nostra epoca» Secondo il Vicepresidente la serie è «una grande critica culturale al processo decisionale dei Millennial».

Le memorie del primo designer di Apple

13 Settembre 2013

Il prossimo 9 ottobre Hartmut Esslinger, il primo storico designer di Apple e stretto collaboratore di Steve Jobs, presenterà alla Fiera di Francoforte un libro contenente le sue memorie. L’opera autobiografica si intitola, eloquentemente, Keep it simple. Esslinger arrivò ad Apple nel 1982 – prima aveva curato l’immagine di oltre 100 prodotti per la Sony – mettendo la firma su un contratto di un milione di dollari l’anno e dando la stura all’innovazione che ha portato la Mela a dov’è oggi.

Nel suo libro, il designer tedesco-americano racconta che l’azienda di Cupertino in origine non era niente di simile a quella odierna: i designer della società riportavano agli ingegneri del software e c’era una diffusa insofferenza nei confronti del fondatore, Steve Jobs (che nel 1985 era stato costretto a lasciare il suo posto, ripreso soltanto un decennio dopo).

Le memorie di Esslinger contengono anche rivelazioni che raccontano la genesi dell’odierno brand della mela morsa: all’inizio della sua partnership col teutonico, Jobs intuì che la ricercatezza del design poteva contribuire a rafforzare Apple più di qualunque strategia di marketing o promozione. Dalla presentazione del Macintosh SE, nel 1987, il design Snow White di Esslinger diventò il marchio di fabbrica di un brand capace di stabilire un legame forte tra i software e l’aspetto degli hardware che produceva.

Già nel 1982 Steve Jobs aveva pensato a un «computer simile a un libro», un antesignano degli odierni tablet, in un progetto che non venne mai discusso approfonditamente per i limiti tecnologici dell’epoca e, ciononostante, fu la prima pietra del sentiero che ha portato al successo planetario di prodotti come iPhone e iPad.

Oggi, tuttavia, Esslinger non sembra altrettanto entusiasta degli affari di Cupertino. In un’intervista rilasciata a Quartz ha dichiarato che la Apple di oggi gli ricorda la Sony degli anni Ottanta: il visionario fondatore è stato sostituito da dei leader che non sanno andare oltre la rifinitura e l’incremento del profitto. Con le parole del designer: «Quando puoi copiare qualcosa, non è più abbastanza smart. Penso che Apple abbia raggiunto una sorta di saturazione. la curva [dell’innovazione] era molto ripida sette-otto anni fa […] ma ora il mio iPhone è così pieno che sto cancellando applicazioni.» Perché? «Because I want to keep it simple», ovviamente.
 

Nella foto: Un prototipo di palmare di Apple. Nel 1982 la tecnologia non permise di realizzare il «computer-libro» che aveva in mente Jobs.

Articoli Suggeriti
C’è un videogioco in cui vivi le poche gioie e i tanti dolori di un dipendente di una piccola casa editrice indipendente

Si chiama Small Press Tycoon, tutte le cose che si dicono e si vedono nel gioco fanno molto ridere perché, chi lavora nell'editoria indipendente può confermare, sono molto vere.

Secondo uno dei capi della sicurezza di Anthropic, «c’è il 10 per centro di probabilità che l’AI ci uccida tutti entro questo decennio»

L'ennesimo dirigente di un'azienda AI che dice che le aziende AI stanno per far succedere qualcosa di grave. Senza che nessuno intervenga per fermarle.