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00:29 giovedì 2 luglio 2026
Per puro caso è stato ritrovato il diario di un sopravvissuto a Hiroshima, che adesso diventerà un libro e un film Scritto da Kiyoshi Tanimoto, rimasto per decenni negli archivi dell'università di Yale, adesso il diario diventa un libro e un film intitolati Hiroshima, 8:15.
In Messico c’è un vigilantes che dà la caccia ai ladri di biciclette, li cattura e li attacca con lo scotch ai pali stradali È successo a Lagos de Moreno, nello Stato di Jalisco. Il vigilantes è stato ribattezzato da media e cittadini "il Batman messicano".
Al movimento contro i data center si è unita anche Erin Brockovich, quella vera «Combattiamo contro chi possiede tutti i soldi del mondo», ha detto, annunciando la sua discesa in campo contro i data center.
I lefebvriani hanno il vizio di farsi scomunicare dalla Chiesa Cattolica per l’ordinazione di vescovi senza il permesso del Papa Era già successa la stessa identica cosa nel 1988, quando Marcel Lefebvre in persona fu scomunicato da Giovanni Paolo II. Ora, Leone XIV è stato costretto alla stessa decisione.
Tom Verlaine dei Television aveva una collezione di 4 mila vinili e adesso quella collezione è in vendita I vinili del frontman dei Television si potranno acquistare sulla piattaforma Discogs oppure nel negozio di dischi Academy Recors, a Brooklyn.
Quest’anno il Glastonbury non ci sarà perché gli organizzatori vogliono far “riposare” il terreno sul quale si tiene il festival Lo chiamano anno di maggese, ce n'è uno ogni cinque edizioni del festival, serve a far ricrescere l'erba e a far brucare tranquille le mucche.
In Francia hanno approvato una legge che equipara l’ultra fast fashion a sigarette e alcolici Una legge che va a limitare fortemente le attività di colossi come Shein, Temu e AliExpress, imponendo una nuova tassa e il divieto di pubblicità.
L’ondata di caldo è stata una catastrofe per i festival musicali indipendenti, che già se la passavano piuttosto male Solo nello scorso fine settimana ci sono state una mezza dozzina di cancellazioni di concerti e festival annullati. Alcuni rischiano di non tornare più.

Le memorie del primo designer di Apple

13 Settembre 2013

Il prossimo 9 ottobre Hartmut Esslinger, il primo storico designer di Apple e stretto collaboratore di Steve Jobs, presenterà alla Fiera di Francoforte un libro contenente le sue memorie. L’opera autobiografica si intitola, eloquentemente, Keep it simple. Esslinger arrivò ad Apple nel 1982 – prima aveva curato l’immagine di oltre 100 prodotti per la Sony – mettendo la firma su un contratto di un milione di dollari l’anno e dando la stura all’innovazione che ha portato la Mela a dov’è oggi.

Nel suo libro, il designer tedesco-americano racconta che l’azienda di Cupertino in origine non era niente di simile a quella odierna: i designer della società riportavano agli ingegneri del software e c’era una diffusa insofferenza nei confronti del fondatore, Steve Jobs (che nel 1985 era stato costretto a lasciare il suo posto, ripreso soltanto un decennio dopo).

Le memorie di Esslinger contengono anche rivelazioni che raccontano la genesi dell’odierno brand della mela morsa: all’inizio della sua partnership col teutonico, Jobs intuì che la ricercatezza del design poteva contribuire a rafforzare Apple più di qualunque strategia di marketing o promozione. Dalla presentazione del Macintosh SE, nel 1987, il design Snow White di Esslinger diventò il marchio di fabbrica di un brand capace di stabilire un legame forte tra i software e l’aspetto degli hardware che produceva.

Già nel 1982 Steve Jobs aveva pensato a un «computer simile a un libro», un antesignano degli odierni tablet, in un progetto che non venne mai discusso approfonditamente per i limiti tecnologici dell’epoca e, ciononostante, fu la prima pietra del sentiero che ha portato al successo planetario di prodotti come iPhone e iPad.

Oggi, tuttavia, Esslinger non sembra altrettanto entusiasta degli affari di Cupertino. In un’intervista rilasciata a Quartz ha dichiarato che la Apple di oggi gli ricorda la Sony degli anni Ottanta: il visionario fondatore è stato sostituito da dei leader che non sanno andare oltre la rifinitura e l’incremento del profitto. Con le parole del designer: «Quando puoi copiare qualcosa, non è più abbastanza smart. Penso che Apple abbia raggiunto una sorta di saturazione. la curva [dell’innovazione] era molto ripida sette-otto anni fa […] ma ora il mio iPhone è così pieno che sto cancellando applicazioni.» Perché? «Because I want to keep it simple», ovviamente.
 

Nella foto: Un prototipo di palmare di Apple. Nel 1982 la tecnologia non permise di realizzare il «computer-libro» che aveva in mente Jobs.

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