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18:42 martedì 7 luglio 2026
A un’anteprima di Odissey ieri sera Zendaya ha indossato un vestito di Schiaparelli che aveva sfilato la mattina stessa La velocità della moda ha raggiunto nuovi livelli: ma se persino gli abiti couture passano immediatamente dalla passerella alle celebrity, dov'è finito il sogno?
Il luddismo è talmente tornato di moda che a New York gli hanno dedicato anche un nuovo festival, il Summer of Ludd Ovviamente il festival non aveva né sito né social, quindi per sapere cosa succedeva bisognava chiamare un numero telefonico pubblicato su un volantino.
C’è una lista di tutte le organizzazioni, iniziative e progetti musicali che devolvono i loro incassi in beneficenza a Gaza L'ha fatta Crack Magazine e si intitola "In solidarity with Gaza: A guide to the music and resources that support the humanitarian effort".
Si è sciolto A23, il più grande iceberg del mondo, ed è una buona notizia (anche se non sembra) Era grande quasi 4 mila km quadrati e pesava mille miliardi di tonnellate. Il suo scioglimento farà bene all'oceano, dicono gli scienziati.
Un pantalone di Zara è diventato famosissimo per la sua capacità di far inciampare e cadere le persone Soprannominato "The deadly Zara trousers", a causa della sua fattura ha causato migliaia di infortuni diventando il trend più divertente degli ultimi tempi.
Ford aveva licenziato centinaia di ingegneri per sostituirli con l’AI, ma poi ha scoperto che l’AI non è capace di fare il loro lavoro ed è stata costretta a riassumere gli ingegneri I dirigenti hanno ammesso di aver sopravvalutato l'AI e sottovalutato l'intuito e l'esperienza degli ingegneri.
I membri del nuovo governo di Gaza non possono entrare a Gaza perché Netanyahu glielo vieta Sono 13 palestinesi riuniti nel Comitato Nazionale per l'Amministrazione di Gaza che da gennaio sono bloccati al Cairo su ordine del Primo ministro israeliano.
Four Tet ha fatto uscire un nuovo album ma non se ne è accorto nessuno perché l’ha firmato con uno pseudonimo illeggibile e inscrivibile Se volete trovarlo sulle piattaforme musicali, dovete cercare: ʅ͡͡͡͡͡͡͡͡͡͡͡⣎⡇ꉺლ༽இ•̛)ྀ◞ ༎ຶ ༽ৣৢ؞ৢ؞ؖ ꉺლ.

Le memorie del primo designer di Apple

13 Settembre 2013

Il prossimo 9 ottobre Hartmut Esslinger, il primo storico designer di Apple e stretto collaboratore di Steve Jobs, presenterà alla Fiera di Francoforte un libro contenente le sue memorie. L’opera autobiografica si intitola, eloquentemente, Keep it simple. Esslinger arrivò ad Apple nel 1982 – prima aveva curato l’immagine di oltre 100 prodotti per la Sony – mettendo la firma su un contratto di un milione di dollari l’anno e dando la stura all’innovazione che ha portato la Mela a dov’è oggi.

Nel suo libro, il designer tedesco-americano racconta che l’azienda di Cupertino in origine non era niente di simile a quella odierna: i designer della società riportavano agli ingegneri del software e c’era una diffusa insofferenza nei confronti del fondatore, Steve Jobs (che nel 1985 era stato costretto a lasciare il suo posto, ripreso soltanto un decennio dopo).

Le memorie di Esslinger contengono anche rivelazioni che raccontano la genesi dell’odierno brand della mela morsa: all’inizio della sua partnership col teutonico, Jobs intuì che la ricercatezza del design poteva contribuire a rafforzare Apple più di qualunque strategia di marketing o promozione. Dalla presentazione del Macintosh SE, nel 1987, il design Snow White di Esslinger diventò il marchio di fabbrica di un brand capace di stabilire un legame forte tra i software e l’aspetto degli hardware che produceva.

Già nel 1982 Steve Jobs aveva pensato a un «computer simile a un libro», un antesignano degli odierni tablet, in un progetto che non venne mai discusso approfonditamente per i limiti tecnologici dell’epoca e, ciononostante, fu la prima pietra del sentiero che ha portato al successo planetario di prodotti come iPhone e iPad.

Oggi, tuttavia, Esslinger non sembra altrettanto entusiasta degli affari di Cupertino. In un’intervista rilasciata a Quartz ha dichiarato che la Apple di oggi gli ricorda la Sony degli anni Ottanta: il visionario fondatore è stato sostituito da dei leader che non sanno andare oltre la rifinitura e l’incremento del profitto. Con le parole del designer: «Quando puoi copiare qualcosa, non è più abbastanza smart. Penso che Apple abbia raggiunto una sorta di saturazione. la curva [dell’innovazione] era molto ripida sette-otto anni fa […] ma ora il mio iPhone è così pieno che sto cancellando applicazioni.» Perché? «Because I want to keep it simple», ovviamente.
 

Nella foto: Un prototipo di palmare di Apple. Nel 1982 la tecnologia non permise di realizzare il «computer-libro» che aveva in mente Jobs.

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