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02:59 venerdì 9 gennaio 2026
X è diventato il sito che produce e pubblica più deepfake pornografici di tutta internet Grazie soprattutto all'AI Grok, che ogni ora sforna circa 7 mila immagini porno, usando anche foto di persone vere, senza il loro consenso.
Su Disney+ arriveranno brevi video in formato verticale per gli spettatori che non vogliono vedere film né serie ma solo fare doomscrolling L'obiettivo dichiarato è quello di conquistare il pubblico il cui unico intrattenimento sono i contenuti che trovano a caso sui social.
I fan di Stranger Things si sono convinti che sarebbe uscito un altro episodio della serie e l’hanno cercato su Netflix fino a far crashare la piattaforma Episodio che ovviamente non è mai esistito, nonostante un teoria nata tra Reddit e TikTok abbia convinto migliaia di persone del contrario.
Al funerale di Brigitte Bardot c’era anche Marine Le Pen La leader del Rassemblement National era tra i pochissimi politici invitati alla cerimonia, tenutasi mercoledì 7 gennaio a Saint-Tropez.
Durante un raid a Minneapolis gli agenti dell’Ice hanno ucciso una donna che stava scappando e il sindaco ha detto che è meglio per loro se ora «si tolgono dalle palle» «Sparite. Non vi vogliamo qui», ha detto Jacob Frey dopo l'omicidio della 37enne Renee Nicole Macklin Good.
I manifestanti iraniani hanno inventato un nuovo coro per augurare la morte all’Ayatollah Khamenei Un coro abbastanza esplicito, anche: si parla dell'anno nuovo, di sangue e di cosa si meriterebbe il capo della Repubblica islamica.
La tuta indossata da Maduro mentre veniva sequestrato dagli americani è diventata uno dei capi più desiderati del momento Lo certificano i meme, ma anche Google Trend, che nel weekend ha riscontrato un’impennata di ricerche collegate al completo di Nike Tech.
Un collettivo di registi indipendenti ha fatto un film su Mark Fisher che verrà presentato anche a Milano S'intitola We Are Making a Film About Mark Fisher, mescola documentario, performance e finzione per provare a spiegare chi è stato Mark Fisher.

L’app che mappa gli homeless di New York

16 Ottobre 2015

David Fox è un programmatore che ha studiato filosofia e informatica alla Binghamton University, Stato di New York. Lo scorso 5 agosto Fox ha lanciato NYC Map the Homeless, un’app che permette di caricare foto dei senzatetto che si trovano per le strade della Grande Mela, accompagnate dal tag della loro posizione. In altri termini, l’app serve a geotaggare i senzatetto. Il successo avuto dall’idea – 200 mila download in pochi mesi – ha generato diversi dibattiti. Per Fox il suo scopo è nobile: «l’app vuole di aiutare i senzatetto incoraggiando le persone a non passare semplicemente oltre».

A raccontare la vicenda di Map the Homeless è The Awl, sottolineando alcune delle criticità principali dell’app. La privacy, ad esempio, dato che sui suoi server sono state caricate più di 15 mila foto di sconosciuti. Alle accuse di Lindsey Davis, direttore del reparto crisi del Coalition for the Homeless, ha criticato Fox sostenendo che la sua creazione «rende più difficile» il lavoro dei volontari, Lo startupper ha risposto dicendo che «questa gente dorme per strada, non credo sia produttivo preoccuparsi per la privacy in occasioni del genere».

Homelessness At Highest Level In NYC Since Great Depression

A dispetto dell’idea originaria di Fox, l’utilizzo dell’app è stato variegato, come dimostrano alcuni tag utilizzati dagli utenti per insultare i mendicanti. Il che ha portato molti ad interrogarsi sull’effettiva utilità dell’applicazione. Ed Mullins, presidente della Sergeant’s Benevolent Association (una divisione della polizia di New York), ha inviato una nota a tutti gli account di Map the Homeless spiegando come un buon utilizzo del mezzo serva non a umiliare gli homeless, quanto piuttosto a mettere sotto gli occhi di tutti il cattivo operato dell’amministrazione cittadina, incapace di aiutare adeguatamente quella che sta diventando una fetta importante della sua popolazione (arrivata al 7% durante l’amministrazione De Blasio).

Fox, che recentemente ha aggiunto una funzione di “clustering” all’app che permette di passare in rassegna determinate aree, ha inoltre dichiarato a The Awl: «So che tanta gente può utilizzare l’app per offendere queste persone, ma grazie a questa siamo già stati capaci di mettere in contatto diversi senzatetto con case di accoglienza. È un piccolo risultato, ma importante».

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