Uscito il 6 febbraio, nell'album non c'è nulla che si possa definire sbagliato ma non c'è neanche nulla che si possa definire rischioso. Ed è per questo che, secondo molti, è l'ennesima occasione persa. Forse l'ultima, per J. Cole.
Tra le ultime aggiunte alla prestigiosissima Criterion Collection c’è anche KPop Demon Hunters
Sarà contento Park Chan-wook, che ha detto di essere anche lui un grande appassionato di KPop Demon Hunters.
Dopo essere diventato il film più visto di sempre dell’intero catalogo Netflix e aver conquistato due candidature agli Oscar come Miglior film d’animazione e Miglior canzone originale per la hit “Golden”, KPop Demon Hunters ha raggiunto un altro traguardo cinematografico di rilievo. Il film, infatti, entrerà presto nella Criterion Collection, la collana statunitense di film in formato home video nota per le edizioni curate di classici e titoli contemporanei d’autore. Da tempo ormai entrare nella Criterion Collection è diventato sinonimo di qualità artistica, proprio per la selezione molto accurata e “cinefila” dei titoli presenti nel catalogo. Come riportato da Variety, il film animato prodotto da Sony e distribuito da Netflix avrà dunque questa nuova distribuzione in formato fisico con un’edizione speciale, insieme ad altre pellicole protagoniste dell’ultima stagione cinematografica: il Frankenstein di Guillermo Del Toro, Sentimental Value di Joaquim Trier e L’agente segreto di Kleber Mendonça Filho.
A fare notizia però non sono questi tre titoli, perfettamente in linea con le precedenti scelte della Criterion Collection, ma la decisione di inserire all’interno della stessa il film diretto da Maggie Kang e Chris Appelhans, che si rivolge a un target molto più giovane e mainstream di quello dei titoli solitamente inclusi nella Collezione. KPop Demon Hunters infatti racconta la lotta di tre cantanti K-Pop che utilizzano le loro hit globali e i loro affollatissimi concerti per difendere la terra dagli attacchi di un’orda di demoni malvagi. Un po’ anime alla Sailor Moon, un po’ musical dalle canzoni orecchiabilissime, il film è diventato un sorprendente e travolgente fenomeno globale dopo che Sony ha rinunciato a distribuirlo in sala, cedendolo a Netflix, che lo ha lanciato direttamente in streaming.
La decisione della Criterion Collection può essere letta come un segnale di apertura sia verso prodotti più pop, anche se non bisogna dimenticare come KPop Demon Hunters abbia tra i suoi estimatori grandi cineasti come Park Chan-wook. Un’altra possibile chiave di lettura è l’azione sempre più incisiva della collana di garantire la possibilità d’acquisto di una copia fisica dei film più meritevoli di Netflix a collezionisti e cinefili. È risaputo, infatti, che Netflix ha un atteggiamento piuttosto freddo verso il mercato dei formati fisici, tanto che buona parte del suo catalogo di titoli originali (serie e film) non è mai stato pubblicato in Dvd o Blu-Ray. Criterion Collection è tra le poche realtà del home video in grado di “convincere” il gigante dello streaming a concedere i diritti per la realizzazione di copie su supporto fisico, spesso per espressa volontà dei registi coinvolti (vedi per esempio Del Toro con il suo Frankenstein). A oggi solo una piccola parte dei film del catalogo Netflix vanta un’edizione home video: un grande cruccio per i collezionisti e per quanti vogliono possedere una copia dei loro film e serie preferiti.
Uscito il 6 febbraio, nell'album non c'è nulla che si possa definire sbagliato ma non c'è neanche nulla che si possa definire rischioso. Ed è per questo che, secondo molti, è l'ennesima occasione persa. Forse l'ultima, per J. Cole.
I numeri sono in crescita negli Usa, in UK e anche in Italia: c'entrano collezionismo e nostalgia, ma pure il desiderio di "possedere" la musica che si ama, soprattutto per i più giovani.
Il cast principale include anche Viggo Mortensen, Edward Norton e Javier Bardem, con Alejandro G. Iñárritu a fare da produttore esecutivo.
Analogico, passatista, efficace, molto ben fatto e un po' trombone: la Berlinale l’ha dominata chi ha tentato di dimostrare che si stava meglio quando si stava peggio e che i giovani di oggi sono la peggiore generazione di sempre.
In Spagna è stato uno dei film più visti e premiati del 2025, nonostante sia un film di genere che racconta una pagina di storia traumatica come quella del terrorismo indipendentista basco. Del film, del suo successo e del suo messaggio abbiamo parlato con la regista Arantxa Echevarria.