Fare la spesa da Kathay

A Milano è il punto di riferimento per quello che una volta si sarebbe detto "cibo etnico", ma che oggi è solo un'altra sfumatura dell'identità culinaria, tra Estremo Oriente, India e America.

17 Maggio 2019

Passeggiando a Chinatown, il nuovo quartiere milanese dello street food, sorpasserete confusionarie drogherie asiatiche e sfavillanti negozi dalle etichette bilingui. Poi, arrivati in via Canonica 54, vi fermerete davanti alle luminose vetrine di barattoli e lattine e all’insegna rossa di Kathay, la stessa di quando aprì nel 1989 come alimentari di quartiere. In 30 anni ha cambiato sede, ampliato clientela e offerta – che ora conta 10mila prodotti da mezzo mondo: oltre a Cina, Giappone e Corea, anche Filippine, Medio Oriente, India e America Latina – e si è trasformato nel più fornito food market di Milano, forse d’Italia. I suoi 1.000 metri quadri su due piani offrono frutta e ortaggi freschi; spezie e alimentari; bevande, dai tè agli alcolici, e surgelati.

Vende anche casalinghi come vasellame e statue indù, cosmetici biologici e libri di cucina orientale. È qui che incontrerete – tra lattine di cocco sciroppato, cassette di okra, condimenti dominicani e preparati di soba – le famiglie della nuova Milano, in cerca dei sapori di una casa lontana o appena inventata.

Il vino finlandese è quasi pronto

Il cambiamento climatico ha portato la coltivazione della vite in un Paese in cui, fino a pochissimi anni fa, era considerata impossibile. Tra battaglie legali e vita nei campi, i viticoltori finlandesi si preparano per la vendemmia. E per il mercato.

Le canzoni del disamore sono importanti quanto le canzoni dell’amore

Come scegliamo le "breakup songs" per cullare la fine di una relazione? Una breve guida sentimentale firmata dall'autrice di Le ragioni del disamore , appena uscito per Nottetempo.