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Lo scrittore Kamel Daoud era stato invitato alla Milanesiana ma non potrà partecipare perché in Italia rischia l’arresto
A causa di Urì, romanzo con cui ha vinto il premio Goncourt e che uscirà in Italia il 17 giugno.
L’incontro con lo scrittore e giornalista franco-algerino Kamel Daoud, vincitore del Premio Goncourt e uno degli autori più attesi in questa edizione della Milanesiana, la manifestazione ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi, avrebbe dovuto tenersi il 16 giugno a Pavia. A una settimana dall’incontro, però, si sta parlando della sua decisione di rinunciare al suo viaggio in Italia, e soprattutto del motivo della sua rinuncia: in Italia lo scrittore rischierebbe di essere arrestato.
C’è infatti un mandato di cattura internazionale contro di lui, emesso dall’Interpol su richiesta di un tribunale algerino. Le autorità algerine lo accusano di aver violato una legge che impedisce di parlare pubblicamente dei traumi della guerra civile degli anni ’90, tema centrale del libro con cui ha vinto il premio Goncourt, Urì, messo al bando in Algeria.
Le autorità algerine accusano Daoud di aver violato la “Carta per la riconciliazione nazionale”, che vieta di “strumentalizzare le ferite della tragedia nazionale per attentare alle istituzioni della Repubblica”. La protagonista del libro, infatti, una giovane donna sopravvissuta a un attacco islamista, incarna le ferite fisiche (una cicatrice sul collo e le corde vocali distrutte) e psicologiche del conflitto.
Lo scrittore, tra l’altro, è stato anche accusato di essersi ispirato a donna reale in cura da sua moglie psichiatra, donna che però, pare, avrebbe negato il suo consenso. Gallimard ha commentato queste accuse parlando di violente campagne diffamatorie contro l’autore. Daoud parteciperà lo stesso alla Milanesiana, ma in collegamento video: leggerà un testo inedito e parlerà con il pubblico da remoto. Elisabetta Sgarbi ha definito l’accaduto «una sconfitta». Urì sarà pubblicato in Italia il 17 giugno da La nave di Teseo.
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