Diretto dalla regista premio Oscar Laura Poitras e da Mark Obenhaus, il documentario racconta una leggenda del giornalismo americano ma è anche un viaggio nei cambiamenti del mestiere, tra redazioni vecchio stile, litigi con editori e nuove piattaforme.
Julian Barnes ha annunciato che il suo prossimo libro, Partenze, sarà anche l’ultimo
Il romanzo uscirà il 20 gennaio anche in Italia per Einaudi. Dopo questo non ce ne saranno altri, come confermato dallo stesso scrittore.
Domani, martedì 20 gennaio, uscirà anche in Italia, per Einaudi, l’ultimo libro di Julian Barnes, Partenze (in originale Departure(s), con la s tra parentesi). Ultimo in entrambi in sensi della parola: Barnes, infatti, ha confermato che dopo di questo non ce ne saranno altri perché «ho suonato tutte le canzoni che avevo in repertorio». In una lunga e bella intervista concessa al Telegraph, Barnes ha spiegato che non ha nessuna intenzione di smettere di scrivere: semplicemente, non pubblicherà più romanzi. «Non smetterò, d’altronde ho fatto il giornalista per tutta la vita, ero quello prima di essere un romanziere. Quindi continuerò a fare il giornalista, scriverò recensioni e cose del genere. Ma per quanto riguarda i libri, questo è l’ultimo».
Barnes ha 80 anni, 45 dei quali li ha passati a scrivere 15 romanzi e 10 libri di racconti e saggistica. Partenze, come si legge nella sinossi pubblicata sul sito di Einaudi, è «la storia di due amori, quello fra il giovane Stephen e la giovane Jean e quello fra il vecchio Stephen e la vecchia Jean. È la storia dell’anziano jack russell Jimmy, deliziosamente ignaro della propria caninità. Ed è la storia di uno scrittore di nome Julian, alle prese con gli scherzi della memoria, le fallacie del corpo, e quella speciale partenza a cui non segue alcun arrivo». Caroline Davies del Guardian ha descritto il romanzo come un «ibrido tra memoir, saggio e finzione che tiene assieme tanti dei temi cari a Barner, cioè memoria, amore, amicizia, invecchiamento e morte».
Sei anni fa, a Barnes è stato diagnosticata una rara forma di cancro al sangue, il cui avanzamento è riuscito a rallentare grazie alla chemioterapia. Della malattia, lo scrittore ha detto che «al momento, tra me e lei è un pareggio». Ha spiegato che l’unica cosa da fare è tenere a bada la malattia quanto più a lungo possibile, consapevole che «il mio organismo si indebolirà comunque. Ma ormai ci sono abituato».
Diretto dalla regista premio Oscar Laura Poitras e da Mark Obenhaus, il documentario racconta una leggenda del giornalismo americano ma è anche un viaggio nei cambiamenti del mestiere, tra redazioni vecchio stile, litigi con editori e nuove piattaforme.