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Il biopic su Kate Moss è in realtà la storia del ritratto che Lucien Freud fece a Kate Moss S'intitola Moss & Freud e racconta la tormentata realizzazione del celebre ritratto Naked Portrait.
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La coppia formata da Cameron Winter e Olivia Rodrigo è un enigma che nemmeno i social riescono a risolvere Cosa unisce la principessa del pop gen alpha con il cantante dei Geese? In attesa di capire se facciano davvero coppia, internet non sembra farsene una ragione.
Lana Del Rey ha fatto una canzone per 007 ma non tutti hanno capito che si tratta del videogioco e non del film Molti sono ancora confusi da "First Light": la canzone più bondiana di Lana Del Rey, che sembra la intro di un film di 007 ma un film non ce l'ha.
Le persone che si sono accaparrate i biglietti per le prime proiezioni di Dune 3 li stanno rivendendo su eBay a migliaia di dollari Su eBay si trovano biglietti per gli spettacoli in IMAX venduti al 1500 per cento del prezzo originale.
Il libro fotografico con le ragazze che imbracciano armi che compare in The Drama esiste davvero (più o meno) Si intitola Chicks with Guns, lo ha fatto la fotografa Lindsay McCrum ed è uscito nel 2011. Ed è molto, molto simile a quello che si vede nel film.
La prima canzone dei Massive Attack dopo quasi dieci anni è un pezzo contro la guerra fatto assieme a Tom Waits Si chiama Boots on the ground e parla di disordini che stanno avvenendo negli Usa, mescolando liriche belliche a immagini grottesche.

Yuval Noah Harari ha detto che la sinistra mondiale non riesce a condannare Hamas

25 Ottobre 2023

In questi giorni in Israele si discute molto di una lettera aperta, firmata da novanta intellettuali e accademici, in cui si condanna «l’indifferenza» di una parte della sinistra americana ed europea davanti ai crimini di Hamas e si accusano i progressisti di tutto il mondo di una «profonda insensibilità morale» nei confronti delle vittime di quei crimini. Tra i firmatari della lettera, come riporta il Guardianc’è anche Yuval Noah Harari, che ha detto di essersi sentito distrutto, abbandonato e tradito da quelli che riteneva essere degli alleati politici, culturali e intellettuali. Harari ha spiegato anche che a sconvolgerlo non sono state soltanto le mancate condanne di Hamas ma anche le accuse rivolte allo Stato di Israele, ritenuto l’artefice della sua stessa disgrazia.

Harari ha anche rivelato che dei suoi familiari, uno zio e una zia, vivevano in uno dei kibbutz attaccati dai terroristi di Hamas lo scorso 7 ottobre. Si sono salvati solo perché sono riusciti a nascondersi in tempo e a sfuggire alla caccia casa per casa dei terroristi. Anche a causa dei racconti di quel giorno fatti da questi suoi familiari, Harari ha detto di non riuscire a spiegarsi come gli studenti di Harvard o i Socialisti Democratici d’America possano attribuire tutta la responsabilità di quanto accaduto a Israele. È per questo che ha deciso di firmare la lettera, per sottolineare il suo stupore di fronte alle prese di posizione di «persone di sinistra, che difendono l’uguaglianza, la libertà, la giustizia e il benessere, così pronte a dimostrarsi moralmente insensibili e politicamente sciagurate».

Harari non rinnega, in ogni caso, la sua personale opposizione al governo Netanyahu e non risparmia critiche durissime alla politica israeliana. Nell’ultimo anno si è speso molto e pubblicamente contro la riforma della giustizia proposta dal governo del suo Paese, accusandolo di portare avanti un progetto politico populista e reazionario. Ma nulla di tutto questo mette in discussione la necessità, che Harari ribadisce, di «disarmare» Hamas e di permettere ai cittadini di Gaza di liberarsi definitivamente dal giogo sia di Israele che, appunto, di Hamas. Harari si dice ancora convinto che non esista soluzione al conflitto israelo-palestinese che non preveda la libertà dei palestinesi. «Ma non c’è nessuna contraddizione tra questa opinione di ferma opposizione alla sottomissione e occupazione della Palestina da parte di Israele e un’altrettanto ferma condanna di brutali violenze ai danni di civili innocenti. Ogni persona di sinistra che voglia essere coerente con se stessa dovrebbe dirsi convinta di entrambe queste cose».

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