Cultura | Fotografia

Guido Guidi in Veneto, nei non-luoghi della pianura

In Veneto 1984-89, uscito per Mack, raccoglie il lavoro del fotografo su una periferia che è insieme urbana e rurale.

di Davide Coppo

Meno male che c’è Mack, la giovane casa editrice londinese di arte e fotografia, a valorizzare nel panorama internazionale fotografi come Guido Guidi, trattati con meno attenzione del dovuto in Italia. Nel 2018 uscì Per strada, tre volumetti che documentano la via Emilia dalla Lombardia all’Adriatico. A giugno 2019 usciva In Sardegna, di nuovo un trittico su due viaggi separati da anni che paiono secoli, uno nel 1974, l’altro nel 2011. A ottobre 2019 è invece il turno di In Veneto 1984-89, in cui Guidi esplora il Veneto centrale, lontano dalle bellezze veneziane o palladiane, per concentrarsi sulle periferie un tempo rurali e oggi trasformate in urban sprawl cresciuti negli anni senza un indirizzo urbanistico o architettonico preciso, come crepe disordinate, o muschi o funghi, allargandosi fuori dai corpi di Padova, Vicenza, Treviso. I panorami di queste zone, una volta campagna e ora non più – eppure non ancora città – non riescono a trovare una precisa identità, e sfumano in una caratterizzazione anonima e omologata, come non-luoghi della pianura. A proposito della sua attenzione per i margini, Guidi spiegava nel 2018 ad Artribune: «Sono nato in campagna. Mi piace anche la città, ma mi è sempre piaciuto lavorare e stare fuori dal centro. Sono interessato, come ho già detto, al vernacolare. Ha intuito su questo la mia cultura in ambito architettonico, di matrice organica, che è di per sé lontana dal concetto di centralità».

Sempre in tema di viaggi e strade, Guidi partecipa anche all’importante Viaggio in Italia, curato da Luigi Ghirri nel 1984. Proprio Ghirri, anche lui pubblicato da Mack, è per Guidi un’amicizia e un’influenza, ma i due non devono essere sovrapposti: si conoscono nel 1977, si frequentano e lavorano insieme, eppure lo sguardo di Guidi rimane distaccato da quello dell’altro emiliano, mantenendosi più campagnolo, più sporco, meno concettuale. Guidi non è veneto – nasce a Cesena, nel 1941 – ma con il Veneto ha da sempre un rapporto molto stretto: studia allo Iuav di Venezia dal 1959, qui allaccia rapporti stretti con Carlo Scarpa, Bruno Zevi, Giancarlo De Carlo, Luigi Veronesi, Italo Zannier, Ignazio Gardella, poi di nuovo ci insegna. Le immagini di In Veneto 1984-89 rappresentano il suo primo lavoro interamente scattato in grande formato, con una Deardor 8X10. Il 19 ottobre inaugurerà anche una mostra (breve: rimarrà aperta no al 17 novembre) legata al libro. Si può visitare al Museo Casa Giorgione di Castelfranco Veneto.

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