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Stasera La chimera di Alice Rohrwacher arriva per la prima volta in tv, su Rai 3 Un film d'autore per festeggiare l'apertura della Mostra del Cinema di Venezia 2025.
Emma Stone, che in Bugonia interpreta una donna accusata di essere un alieno, crede nell’esistenza degli alieni E ha spiegato anche perché: lo ha capito guardando la serie Cosmos di Carl Sagan.
Miley Cyrus è diventata la prima celebrity a fare da testimonial a Maison Margiela La campagna scattata da Paolo Roversi è una rivoluzione nella storia del brand.
Andrea Laszlo De Simone ha rivelato la data d’uscita e la copertina del suo nuovo album, Una lunghissima ombra Lo ha fatto con un post su Instagram in cui ha pubblicato anche la tracklist completa del disco.
Il Van Gogh Museum di Amsterdam rischia la chiusura a causa di lavori di ristrutturazione troppo costosi Lo dice il museo stesso: servono 121 milioni di euro per mettere a posto la struttura. Il Van Gogh Museum pretende che a pagare sia il governo olandese. Il governo olandese non è d'accordo.
C’è grande attesa attorno a The Voice of Hind Rajab, il film che potrebbe essere la sorpresa di questa Mostra del cinema Per i nomi che lo producono, per il regista che lo dirige e soprattutto per la storia vera che racconta: quella di una bambina di 6 anni, morta a Gaza.
La stylist di Julia Roberts non vuole rivelare il brand del cardigan con la faccia di Luca Guadagnino Il misterioso cardigan indossato dall'attrice al suo arrivo a Venezia è già diventato l'oggetto del desiderio della Mostra del Cinema.
In Corea del Sud è stata approvata una legge che vieta l’uso dello smartphone a scuola a tutti gli studenti È una delle più restrittive del mondo ed è stata approvata dal Parlamento con una larga maggioranza bipartisan.

In Giappone è stato condannato a morte il famigerato “killer di Twitter”

Takahiro Shiraishi è stato riconosciuto colpevole degli omicidi di nove ragazze. Erano tre anni che nel Paese non veniva eseguita nessuna pena capitale.

27 Giugno 2025

La cronaca nera giapponese l’ha soprannominato il “killer di Twitter” durante il processo che ha portato alla sua condanna per nove omicidi nel 2020. Dopo tre anni in cui in Giappone la pena di morte non era stata applicata, il 34enne Takahiro Shiraishi è stato giustiziato poche ore fa: l’esecuzione è avvenuta per impiccagione. La difesa dell’assassino ha tentato di evitargli la pena capitale, chiedendo di condannarlo all’ergastolo.

Shiraishi approcciava online giovani donne d’età compresa tra i 16 e i 25 anni con tendenze suicidarie. Su Twitter l’uomo stringeva amicizia con queste ragazze, promettendo che si sarebbe suicidato con loro, salvo poi ucciderle in maniere incredibilmente violente. La tesi della difesa – le vittime avrebbero dato il loro consenso a essere uccise – è stata però rigettata, anche alla luce della grande angoscia suscitata nell’opinione pubblica dal caso giudiziario.

Forse è anche il clamore mediatico relativo dal “killer di Twitter” ad aver fatto crescere ulteriormente l’apprezzamento per la pena capitale in Giappone: oltre l’80 per cento della popolazione infatti è favorevole a giustiziare i condannati per omicidi particolarmente efferati, come rilevato da un sondaggio recente dell”Asahi Shinbun. Nel Paese l’unico metodo previsto per uccidere i condannati a morte è l’impiccagione: dal 2000 ad oggi sono stati giustiziati novantotto condannati a morte.

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