Nello stesso posto pubblicato su X un anno fa aveva detto che avrebbe pubblicato tutta la sua nuova musica su LinkedIn.
Anche la famiglia Soros ha vissuto il suo Succession
Chissà se c’entra il finale di Succession, chissà se George Soros è uno di quei capitani d’impresa che hanno tratto dall’epopea della famiglia Roy – e, ovviamente, del patriarca Logan – una lezione personale. Certo il tempismo è sospetto: a un paio di settimane dal finale di Succession, ecco che Soros annuncia di aver scelto l’uomo che lo sostituirà alla guida di Open Society Foundations: per la sorpresa di quasi nessuno, alla fine l’azienda di famiglia resta, appunto, in famiglia e il successore di George sarà il figlio Alexander. «Se l’è meritata», ha detto Soros Sr. della nomina di Soros Jr., ignorando i commenti di quelli che gli ricordavano che più volte in passato aveva detto che per la guida di Osf non avrebbe scelto nessuno dei suoi figli.
Ora, Alexander sarà alla guida di una delle più grandi organizzazioni filantropiche del mondo. A questa “promozione” Alexander arriva dopo sei anni da vicepresidente di Osf, un periodo durante il quale si è fatto la reputazione di uomo più interessato alla politica – una descrizione che lui stesso ha confermato in passato – che all’economia e alla finanza. La decisione di nominarlo presidente sarebbe arrivata nello scorso dicembre, e nel frattempo Alexander avrebbe già preso alcune decisioni riguardanti il futuro della fondazione. In un’intervista recentemente concessa al Wall Street Journal, per esempio, ha confermato di voler continuare a sostenere le campagne elettorali di diversi politici del Partito democratico americano.
Great to catch up with Madame Vice President, @KamalaHarris! pic.twitter.com/857S5lvuv6
— Alex Soros (@AlexanderSoros) June 6, 2023
«Aumenteremo il nostro impegno a difesa del diritto di voto e delle libertà personali in America e continueremo a sostenere le lotte democratiche all’estero», ha spiegato Alexander. «Vorrei tanto che la politica si potesse fare senza soldi, ma finché gli altri useranno i soldi per sostenere le cause in cui credono, noi continueremo a fare la stessa cosa». A conferma di queste parole, in questi giorni Alexander ha fatto la prima uscita pubblica da capo di Osf: una foto in compagnia della vice presidente degli Stati Uniti, Kamala Harris.
La bodyguard ha rimproverato una bimba che si era avvicinata alla cantante. Poi si è scoperto che la bimba è figlia di persone molto famose e con molti follower sui social.
«La convinzione che si debba curare tutti, indipendentemente da etnia o nazionalità, è ciò in cui crediamo anche noi», ha detto il presidente di MSF, spiegando la scelta del nuovo ambasciatore.
Tutti quelli che non sono impallinati di alieni, invece, dicono che è solo un altro tentativo di Trump di distrarre l'opinione pubblica dagli Epstein Files.