Hype ↓
03:41 mercoledì 25 febbraio 2026
Uscirà un film su Colazione da Tiffany e a interpretare Audrey Hepburn sarà Lily Collins La protagonista di Emily in Paris, abbastanza a sorpresa, è stata preferita a Rooney Mara e ad Ariana Grande.
Secondo un report dell’Onu, sono 606 i migranti morti nel Mediterraneo soltanto nei primi due mesi del 2026 Per l'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni si tratta del peggior inizio di anno da quando si è iniziato a tenere traccia di queste tragedie.
Tra le ultime aggiunte alla prestigiosissima Criterion Collection c’è anche KPop Demon Hunters Sarà contento Park Chan-wook, che ha detto di essere anche lui un grande appassionato di KPop Demon Hunters.
C’è un sito che digitalizza vecchie musicassette trovate per caso in tutto il mondo Si chiama Intertapes e ogni musicassetta viene catalogata non solo per la musica o le registrazioni che contiene ma anche per la grafica e i colori.
La bandiera di One Piece è arrivata anche a Sanremo grazie a Tommaso Paradiso Il cantante è un fan sfegatato del manga di Eiichiro Oda e ha deciso di portarsi questa sua passione anche sul green carpet dell'Ariston.
Il Vaticano ha annunciato che le messe nella basilica di San Pietro avranno una traduzione simultanea in 60 lingue fatta dall’AI L'AI in questione si chiama Lara e verrà presentata in occasione dei festeggiamenti per i 400 anni della Basilica.
Durante i festeggiamenti per il 30esimo anniversario della serie è stato annunciato un nuovo anime di Evangelion Nuova serie di cui non si sa assolutamente niente, ma questo non ha impedito alla macchina dell'hype di entrare in funzione.
Alla cerimonia di chiusura dei Giochi Olimpici di Milano Cortina, Ilia Malinin si è esibito indossando dei jeans Balmain da 1100 dollari Il pezzo era abbinato a una felpa del rapper NF: nel suo insieme, il look sembrava suggerire una riflessione sulla salute mentale nello sport.

Il figlio di Gabriel Garcia Marquez ha scritto un memoir su suo padre e sua madre

26 Luglio 2021

Come ha scritto Miguel Salazar sul New York Times, riportando le parole del figlio di García Márquez, per il grande scrittore messicano la parte peggiore dell’esperienza della morte è stata l’impossibilità di scriverne: per la prima volta nella sua vita, negli ultimi anni della sua esistenza, García Márquez si è trovato davanti a un evento che non poteva tradurre con la scrittura. «La memoria è il mio strumento e la mia materia prima. Non posso lavorare senza di lei, aiutami», ripeteva a suo figlio Rodrigo Garcia lamentandosi della demenza senile che gli rubava i ricordi. Secondo molte persone a lui vicine lo scrittore soffriva di Alzheimer, ma la moglie Mercedes Barcha ha sempre negato, affermando pubblicamente che i problemi di memoria del marito erano quelli fisiologici delle persone anziane. García Márquez è morto il 17 aprile 2014 all’età di 87 anni in una clinica di Città del Messico, e con lui è sparito tutto quello che non ha potuto raccontare. Suo figlio Rodrigo Garcia, regista televisivo e cinematografico, ha voluto in qualche modo rispondere alle ultime preoccupazioni del padre e ha scritto un toccante memoir sugli ultimi giorni dei suoi genitori, Addio a Gabo e Mercedes. La madre, Mercedes Barcha, è morta a Città del Messico nel 2020.

Attraverso una collezione di frammenti – tanti capitoli brevissimi – il libro fornisce un ritratto intimo dello scrittore come non è mai stato visto da nessuno: smemorato, frustrato, abbattuto. Incapace di scrivere o riconoscere volti familiari, García Márquez perde continuamente il filo della conversazione. A un certo punto inizia a rileggere i suoi libri – cosa che non aveva mai fatto – e dopo averli finiti è sorpreso di incontrare la sua faccia sulla copertina. La malattia non riesce però a privarlo del suo umorismo, almeno all’inizio. Secondo quanto raccontato dal figlio, un giorno se ne esce con questa battuta: «Sto perdendo la memoria, ma fortunatamente continuo a dimenticarmi che la sto perdendo».

Secondo Miguel Salazar, anche se è in gran parte composto da aneddoti sulla vita di García Márquez, i momenti più interessanti di Addio a Gabo e Mercedes sono quelli in cui Rodrigo Garcia è spinto a riflettere su se stesso e a fare i conti con le sue insicurezze. Nel corso della stesura del memoir, si rende conto che il muro che i suoi genitori hanno costruito intorno alle loro vite private si è esteso, in parte, anche a lui. «Nel fondo della mia mente c’è la preoccupazione che forse non li ho conosciuti abbastanza bene».

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