Davanti alla foga con cui alcuni spettatori si stanno accanendo sul film, Nolan ha semplicemente risposto che fa tutto «parte del gioco».
Nonostante le innumerevoli critiche e stroncature, Michael è diventato il primo biopic nella storia del cinema a incassare un miliardo al botteghino mondiale
371,8 milioni di dollari negli Stati Uniti e in Canada, 629,8 milioni nel resto del mondo: mai nessun biopic ha incassato così tanto.
Michael, il biopic su Michael Jackson diretto da Antoine Fuqua, ha superato il miliardo di dollari di incasso al botteghino mondiale, il primo biopic a raggiungere questo traguardo nella storia del cinema. Secondo gli ultimi dati, la pellicola ha raccolto 371,8 milioni di dollari negli Stati Uniti e in Canada e 629,8 milioni nel resto del mondo, per un totale di 1,001 miliardi di dollari. Per Lionsgate, la principale delle quattro società di produzione che hanno finanziato il film, si tratta del primo miliardo di sempre, una rivincita notevole considerato il fatto che Michael era stato rifiutato e snobbato da quasi tutto il resto della concorrenza.
Un trionfo che negli Stati Uniti ha portato a una rinnovata Jacksonmania, una specie di viaggio nel tempo, indietro fino agli anni ’80. Entri in un negozio di scarpe e alla radio c’è Billie Jean. Cambi stazione, parte Thriller. Migliaia di persone improvvisano eventi nelle piazze, nei parchi, per strada in cui ballano la coreografia di Smooth Criminal. La curiosità, il mistero e l’ossessivo, quanto facilmente memorizzabile, sound del Re del Pop ha spinto il pubblico a ignorare in blocco il magro 38 per cento di “freschezza” del film certificato su Rotten Tomatoes e il misero 39 per cento di recensioni positive raccolte da Metacritic. Gran parte del merito di questo vero e proprio miracolo a Hollywood va a Jaafar Jackson, il nipote di Michael, figlio di Jermaine Jackson, che ha debuttato come attore affrontando un ruolo difficilissimo, in una produzione accidentata, con attorno una immensa pressione mediatica. Per riuscire a muoversi, parlare e ballare esattamente come lo zio, Jaafar si è sottoposto a un allenamento durato ben due anni. Giornate intere passate a provare coreografie con storici collaboratori di Michael pur di replicare al millimetro ogni singolo passo, movenza e inclinazione vocale. Tuttavia, chi si aspettava di vedere raccontata tutta la vita della popstar è rimasto spiazzato: il film infatti si interrompe abbastanza bruscamente, subito dopo il tragico incidente avvenuto durante le riprese di uno spot Pepsi del 1984, durante i capelli di Michael presero fuoco a causa di un guasto alle luci sul set. Quello spaventoso momento segnò l’inizio della sua dipendenza dagli antidolorifici e della serie di interventi chirurgici che negli anni successivi trasformarono le sue fattezze.
Una scelta che ha lasciato fuori tutto quello che è venuto dopo nella vita di Jackson, comprese le gravi vicende giudiziarie di cui ancora oggi si continua a discutere. Una scelta che ha acceso dibattiti e scatenato litigi sui forum e sui social, nonostante la garanzia da parte dei produttori che un altro film sarebbe arrivato a completare il racconto dell’epopea di Jackson, comprese le accuse di molestie su minori, Con il 30 per cento delle riprese del sequel già completate e la produzione pronta a tornare sul set tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027, la vera sfida per il regista Antoine Fuqua sarà gestire il delicatissimo passaggio narrativo in cui si raccontano le vicende degli anni Novanta e l’era di Dangerous.