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17:36 venerdì 20 febbraio 2026
Il primo film di Joachim Trier si trova su YouTube ed è un video di lui da ragazzo che fa skate con gli amici A 16 anni il regista di The Worst Person in the World e di Sentimental Value era un quasi professionista dello skate.
Abbiamo tutti il cuore spezzato per la storia di Punch, il cucciolo di macaco abbandonato da sua madre e scacciato dal suo branco Lui e il suo orango peluche sono diventati gli animali più famosi e amati di internet, con milioni di persone che negli ultimi giorni hanno condiviso l'hashtag #HangInTherePunch.
La paura di essere sostituiti dall’AI è ufficialmente una malattia e adesso ha anche un nome, “disfunzione da sostituzione dell’AI” I sintomi possono essere ansia, insonnia, paranoia, perdita di identità e possono manifestarsi anche in assenza di altri disturbi psichiatrici.
L’esposto che ha portato all’arresto del principe Andrea lo ha fatto un gruppo di attivisti che vuole abolire la monarchia inglese Il presidente del gruppo, Graham Smith, ha presentato la denuncia il 9 febbraio. Dieci giorni dopo, l'ex principe è stato arrestato.
Si è scoperto che una casetta in mezzo alle montagne vicino a Barcellona è in realtà un’opera di Antoni Gaudì Giusto in tempo per la ricorrenza dei 100 anni dalla morte del grande architetto catalano.
Nel suo nuovo video Lana Del Rey “omaggia” Sylvia Plath con una scena in cui mette la testa nel forno Dandoci un indizio dei rimandi nascosti in Stove, il possibile titolo dell'album che dovrebbe uscire tra poco più di tre mesi.
Anche il Papa ha rifiutato l’invito a unirsi al Board of Peace di Donald Trump La Città del Vaticano ha ricevuto l'invito a unirsi al Board alla fine di gennaio, ma ha già reso note le sue intenzioni di declinare cortesemente.
Stephen Colbert ha detto che il suo editore, la Cbs, gli ha censurato un’intervista a un politico democratico per non far arrabbiare Trump Intervista che poi Colbert ha pubblicato sul canale YouTube del suo programma, aggirando il divieto che gli era stato imposto dalla rete.

I ricci rischiano di sparire dai mari della Sicilia a causa degli spaghetti

28 Novembre 2023

Il Dipartimento di Scienze della terra e del mare dell’università di Palermo ha coordinato un progetto chiamato Monitoring Paracentrotus – Mopa, occhio ai ricci per analizzare i fondali di cinque aree protette della Sicilia. Dall’analisi sono emersi dei dati piuttosto preoccupanti: nei tre mesi del progetto i ricercatori non sono riusciti a trovare nessun riccio. Paola Gianguzzi, la responsabile scientifica dello studio ha detto che i nuovi numeri sono sconfortanti e ha spiegato che in casi come questi, dove la popolazione di una specie non può essere definita sana, sarebbe necessario un “fermo biologico”, un’interruzione della pesca, di almeno tre anni. Il fermo a cui fa riferimento Gianguzzi è legato al disegno di legge presentato dal deputato Nello Di Pasquale per bloccare la pesca dei pesci, riporta il Corriere.

Gli spaghetti ai ricci di mare sono uno dei piatti più amati e popolari in Sicilia, soprattutto tra i turisti, e farne completamente a meno per tre anni sarebbe economicamente difficile per i pescatori e i ristoratori. Il proprietario di un ristorante di Palermo ha commentato la situazione con il Guardian: se da un lato comprende la necessità di proteggere la specie, dall’altro smettere servire gli spaghetti ai ricci di mare sarebbe un duro colpo per il suo locale. Quando sono nel menù, vende almeno 40 piatti al giorno, spiega. Attraverso questo studio, però, l’università di Palermo ha evidenziato un altro dato allarmante: i pescatori in possesso della licenza di pesca dei ricci in tutta la Sicilia sono 12.

Il responsabile della Cooperativa ricerche ecologiche ed ambientali Marco Toccacelli ha confermato che la specie è sottoposta a un’intensa pesca abusiva, che rende necessario oggi l’aggiornamento del piano di gestione risalente al 2019. Uno chef di Menfi ha poi spiegato al Guardian che i ristoratori italiani non potrebbero mai acquistare ricci d’importazione, che hanno costi proibitivi. Mentre gli esemplari della Norvegia e del Giappone vengono venduti anche a 250 euro per 100 grammi, quelli italiani costano ai locali italiani appena 7-10 euro per la stessa quantità. Dei rischi che corrono i ricci di mare, comunque, è a conoscenza anche la Fao, che aveva già analizzato in un rapporto le conseguenze di inquinamento e cambiamento climatico.

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