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14:59 lunedì 29 giugno 2026
Gli influencer non potranno vedere L’Odissea in anteprima perché per Universal le loro recensioni rischiano di danneggiare il film A quanto pare, le recensioni degli influencer sono state un problema per Disclosure Day e Universal non vuole ripetere l'errore.
Senza neanche accorgersene, l’Italia ha compiuto uno dei più grandi sforzi di riforestazione di sempre ed è diventata ufficialmente una “nazione forestale” Per la prima volta dal Medioevo, sul territorio ci sono più foreste che campi agricoli, dice l'Unione nazionale comuni comunità enti montani.
CAM Sugar ha svelato delle foto mai viste prima dello studio di Ennio Morricone Sono state mostrate nella conferenza stampa di presentazione del Festival Internazionale delle Colonne Sonore, organizzato da CAM Sugar e Triennale Milano.
C’è un gioco da tavolo in cui la missione è organizzare e compiere un attentato contro Mussolini Si intitola Attento al dvce! ed è un racconto delle «gesta di poche persone, spesso sole e mal organizzate ma colme di rabbia, coraggio e soprattutto di speranza in un mondo nuovo libero dal fascismo».
Si è scoperto che Peter Thiel ha fondato una società segreta in cui le persone più ricche e potenti del mondo si ritrovano per parlare di argomenti piuttosto strani Tra gli incontri organizzati da questo curioso club figurano "Fondiamo una setta" e "Come va la tua vita sessuale?".
Per combattere l’ondata di caldo, i cinema indipendenti di Parigi hanno lanciato il Cine-clim, cioè proiezioni gratuite nelle sale con l’aria condizionata nelle ore più calde della giornata Dalle 13 alle 16, un film gratis, in una sala fresca, con precedenza a under 25, over 65, donne e persone disabili.
L’Alligator Alcatraz di Trump non è durata neanche un anno e non è servita quasi a niente Inaugurata l'1 luglio dello scorso anno, è stata chiusa e sono già iniziati i lavori per smantellarla. Tenerla aperta è costato 1 milione di dollari al giorno.
L’ultimo, ridicolo risultato del sovranismo italiano è Emma, l’AI che dà solo risposte sbagliate e deliranti E stata chiusa cinque giorni dopo il lancio e dopo aver sbagliato a rispondere a letteralmente tutte le domande che le sono state fatte.

I ricci rischiano di sparire dai mari della Sicilia a causa degli spaghetti

28 Novembre 2023

Il Dipartimento di Scienze della terra e del mare dell’università di Palermo ha coordinato un progetto chiamato Monitoring Paracentrotus – Mopa, occhio ai ricci per analizzare i fondali di cinque aree protette della Sicilia. Dall’analisi sono emersi dei dati piuttosto preoccupanti: nei tre mesi del progetto i ricercatori non sono riusciti a trovare nessun riccio. Paola Gianguzzi, la responsabile scientifica dello studio ha detto che i nuovi numeri sono sconfortanti e ha spiegato che in casi come questi, dove la popolazione di una specie non può essere definita sana, sarebbe necessario un “fermo biologico”, un’interruzione della pesca, di almeno tre anni. Il fermo a cui fa riferimento Gianguzzi è legato al disegno di legge presentato dal deputato Nello Di Pasquale per bloccare la pesca dei pesci, riporta il Corriere.

Gli spaghetti ai ricci di mare sono uno dei piatti più amati e popolari in Sicilia, soprattutto tra i turisti, e farne completamente a meno per tre anni sarebbe economicamente difficile per i pescatori e i ristoratori. Il proprietario di un ristorante di Palermo ha commentato la situazione con il Guardian: se da un lato comprende la necessità di proteggere la specie, dall’altro smettere servire gli spaghetti ai ricci di mare sarebbe un duro colpo per il suo locale. Quando sono nel menù, vende almeno 40 piatti al giorno, spiega. Attraverso questo studio, però, l’università di Palermo ha evidenziato un altro dato allarmante: i pescatori in possesso della licenza di pesca dei ricci in tutta la Sicilia sono 12.

Il responsabile della Cooperativa ricerche ecologiche ed ambientali Marco Toccacelli ha confermato che la specie è sottoposta a un’intensa pesca abusiva, che rende necessario oggi l’aggiornamento del piano di gestione risalente al 2019. Uno chef di Menfi ha poi spiegato al Guardian che i ristoratori italiani non potrebbero mai acquistare ricci d’importazione, che hanno costi proibitivi. Mentre gli esemplari della Norvegia e del Giappone vengono venduti anche a 250 euro per 100 grammi, quelli italiani costano ai locali italiani appena 7-10 euro per la stessa quantità. Dei rischi che corrono i ricci di mare, comunque, è a conoscenza anche la Fao, che aveva già analizzato in un rapporto le conseguenze di inquinamento e cambiamento climatico.

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