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C’è una casetta che è rimasta miracolosamente intatta nell’inondazione in Nepal e nessuno sta riuscendo a spiegare come sia stato possibile L'hanno ribattezzata "casa miracolosa" e le hanno dato un pin tutto suo su Google Maps, dove ora è classificata come "a prova di alluvione".
A 80 anni Paul Schrader ha provato l’ayahuasca e gli è piaciuta così tanto che ha deciso di farci un film Dopo otto trip consecutivi (otto!) e un mese in Costa Rica, Schrader ha capito che dall'esperienza era necessario trarre un film.
Anne Carson ha scritto un bellissimo saggio per dire che ama follemente Rosalía È così innamorata che ne perdona anche i difetti: ad esempio non sembra del tutto convinta dei testi delle sue canzoni, ma, ci tiene a specificare, lei «non è certo la giudice migliore».
La strana, stranissima storia che ha portato un collettivo antifascista italiano nella lista delle organizzazioni terroristiche degli Stati Uniti L'A/I Collective, che fornisce servizi internet anonimi, da adesso è considerata un'organizzazione terroristica di sinistra, accusata di sostenere la cosiddetta "rete antifa".
Una delle cose più belle scritte da Gloria Steinem è un capitolo del suo memoir in cui racconta che divenne femminista grazie a sua madre, che femminista non aveva mai potuto essere Un testo che si può leggere gratuitamente sul sito del Guardian, uno dei tantissimi lasciti della giornalista, scrittrice e attivista.
Se un adolescente vi dovesse dare del “poliestere”, sappiate che vi sta insultando pesantemente Polyester è il nuovo improperio preferito dei ragazzini: si usa per le persone che conducono una vita "finta" e superficiale. Ma anche per chi fa video brutti.
Tom Hardy ha pubblicato un album rap e la cosa sorprendente è che non è per niente male Si intitola Czarface Meets Frankie Pulitzer: quindici tracce con Inspectah Deck dei Wu-Tang Clan e 7L & Esoteric, più Busta Rhymes, Method Man ed El-P.
Putin ha deciso che da ora in poi le aziende che non sanno difendersi dagli attacchi dei droni ucraini verranno nazionalizzate E sarà lui (ovviamente) a decidere chi gestirà l'azienda, e come, dopo l'avvenuta nazionalizzazione.

I ricci rischiano di sparire dai mari della Sicilia a causa degli spaghetti

28 Novembre 2023

Il Dipartimento di Scienze della terra e del mare dell’università di Palermo ha coordinato un progetto chiamato Monitoring Paracentrotus – Mopa, occhio ai ricci per analizzare i fondali di cinque aree protette della Sicilia. Dall’analisi sono emersi dei dati piuttosto preoccupanti: nei tre mesi del progetto i ricercatori non sono riusciti a trovare nessun riccio. Paola Gianguzzi, la responsabile scientifica dello studio ha detto che i nuovi numeri sono sconfortanti e ha spiegato che in casi come questi, dove la popolazione di una specie non può essere definita sana, sarebbe necessario un “fermo biologico”, un’interruzione della pesca, di almeno tre anni. Il fermo a cui fa riferimento Gianguzzi è legato al disegno di legge presentato dal deputato Nello Di Pasquale per bloccare la pesca dei pesci, riporta il Corriere.

Gli spaghetti ai ricci di mare sono uno dei piatti più amati e popolari in Sicilia, soprattutto tra i turisti, e farne completamente a meno per tre anni sarebbe economicamente difficile per i pescatori e i ristoratori. Il proprietario di un ristorante di Palermo ha commentato la situazione con il Guardian: se da un lato comprende la necessità di proteggere la specie, dall’altro smettere servire gli spaghetti ai ricci di mare sarebbe un duro colpo per il suo locale. Quando sono nel menù, vende almeno 40 piatti al giorno, spiega. Attraverso questo studio, però, l’università di Palermo ha evidenziato un altro dato allarmante: i pescatori in possesso della licenza di pesca dei ricci in tutta la Sicilia sono 12.

Il responsabile della Cooperativa ricerche ecologiche ed ambientali Marco Toccacelli ha confermato che la specie è sottoposta a un’intensa pesca abusiva, che rende necessario oggi l’aggiornamento del piano di gestione risalente al 2019. Uno chef di Menfi ha poi spiegato al Guardian che i ristoratori italiani non potrebbero mai acquistare ricci d’importazione, che hanno costi proibitivi. Mentre gli esemplari della Norvegia e del Giappone vengono venduti anche a 250 euro per 100 grammi, quelli italiani costano ai locali italiani appena 7-10 euro per la stessa quantità. Dei rischi che corrono i ricci di mare, comunque, è a conoscenza anche la Fao, che aveva già analizzato in un rapporto le conseguenze di inquinamento e cambiamento climatico.

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