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04:42 giovedì 5 febbraio 2026
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Non se lo aspettava nessuno ma quest’anno agli Emmy è andato tutto per il verso giusto

Adolescence, The Pitt, Hacks, The Studio, Severance: tutte le serie più amate e discusse dell'anno hanno vinto.

15 Settembre 2025

Durante una premiazione come quella degli Emmy può capitare davvero di tutto: anche una serata in cui tutto va per il verso giusto. 

Gli Emmy di quest’anno infatti hanno azzeccato praticamente tutto, dallo show in sé alla selezione di vincitori. A condurre c’era Stephen Colbert, il conduttore del The Late Show ancora fresco di cancellazione da parte di Cbs (si dice per pressioni politiche, ma anche per gli scarsi risultati d’ascolti). Accolto con una standing ovation, forse alleggerito dalla pressione di dover dimostrare alcunché, Colbert ha condotto con ironia elegante e ottimo ritmo una serata punteggiata dai tradizionali discorsi commossi e un po’ troppo lunghi, nonostante un apposito contatore decurtasse fondi per un’organizzazione di beneficienza ogni volta che qualcuno sforava.

Non sono mancati i contenuti politici. Javier Bardem si è presentato con la keffiah al collo sul red carpet, invocando libertà per la Palestina e chiedendo la fine del blocco agli aiuti umanitari e del genocidio nella Striscia di Gaza. A portare le stesse istanze sul palco, chiedendo libertà per la Palestina e condannando i raid dell’Ice negli Stati Uniti, ci ha pensato anche l’attrice Hannah Einbinder, premiata per il suo ruolo da non protagonista in Hacks: «È mio obbligo, come ebrea, distinguere gli ebrei dallo stato di Israele. La nostra religione e la nostra cultura sono un’istituzione così importante e così antica, davvero diverse separata da questo Stato etnonazionalista.»

Per quanto riguarda le serie premiate, gli Emmy hanno indovinato un’ottima combinazione di sorprese e conferme, a partire dai tre vincitori nelle categorie principali. Come da previsioni, Adolescence ha sbancato nelle categorie come Miglior miniserie dell’anno, segnando una storica vittoria per il giovanissimo Owen Cooper, che interpreta il ragazzino protagonista della vicenda. A soli 15 anni, è il più giovane attore ad aver mai vinto un Emmy. 

In campo comedy, anche qui come da previsioni, è stata una serata perfetta per Seth Rogen, protagonista e creatore di The Studio. La serie sul dietro le quinte folle e romantico di Hollywood ha vinto 13 statuette ed è stata la più premiata della stagione, permettendo a Apple TV+ di entrare nel club delle “big” della tv insieme a Netflix e Hbo, che continua a guidare la classifica dell’emittente con più vittorie dell’edizione. Apple la tallona al secondo posto, anche grazie alla spinta di Severanceesplosa in popolarità tra la prima e la seconda stagione. La serie ha visto premiati gli interpreti Britt Lower e Tramell Tillman, quest’ultimo primo attore afroamericano a vincere nella categoria Miglior attore non protagonista in una serie drammatica, per il ruolo del responsabile del piano degli scissi Seth Milchick. 

Apple TV+ ha mancato la storica doppietta nelle categorie comedy e drama perché Severance è stata battuta dalla nuova hit di Hbo The Pitt. Il medical drama creato dal team di ER che ha segnato ascolti da record negli Stati Uniti ha trionfato come Miglior serie drammatica, portando alla vittoria anche Noah Wyle. L’attore, che venne nominato per cinque anni di fila, senza mai vincere, ai tempi di ER per il ruolo del dottor Carter, ha portato a casa la sua prima, storica statuetta, subito dedicata ai lavoratori del settore sanitario, rivolgendo un pensiero a quanti erano di turno proprio in quel momento. 

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