A metà tra meme e manifesting, la faccia di Kris Jenner ha riempito i feed dei più popolari social cinesi, Weibo e RedNote su tutti.
Drake ha girato un lungometraggio in cui se ne va in giro per i luoghi di culto di Milano
C'è anche la Bocciofila Caccialanza di via Padova, dove incontra Sfera Ebbasta.
«Lo ricorderò fino alla morte», ha scritto Drake su Instagram condividendo un video dei suoi concerti (29 e 30 agosto, 1 e 2 settembre) all’Unipol Forum di Milano, la prima esibizione in Italia della sua carriera. Ma la celebrazione della nostra città non è ancora finita, perché oggi sul suo canale YouTube è apparso un lungo video dedicato proprio a Milano. Si chiama “Iceman Episode 3”, dura un’ora, 35 minuti e 55 secondi e segue il rapper di Toronto mentre se ne va in giro per i luoghi di culto della città: c’è il Castello Sforzesco, San Siro, il teatro Gerolamo, la Trattoria del Nuovo Macello, l’Aphopis Club, la Mère Ubu di Joan Mirò in via Senato, la Basilica di Santo Stefano Maggiore, Piazzale Loreto, via Padova e la Bocciofila Caccialanza, dove incontra Sfera Ebbasta.
Il video è il terzo episodio di Iceman, la serie di lungometraggi che Drake sta pubblicando per accompagnarci al nuovo disco. I primi due sono stati girati a Toronto e a Manchester. Nei video, caratterizzati dalla costante e inquietante presenza di burattini con le sembianze di Pinocchio che lo perseguitano, Drake sta anticipando un po’ di brani che troveremo nell’album, come i già pubblicati “What Did I Miss?” e “Which One” con Central Cee. L’episodio, in cui vengono lanciate ben 5 nuove canzoni tra cui una con Yeat, si conclude con Drake che si consegna ai tre Pinocchio e un tributo a Giorgio Armani.
Il sindaco è riuscito a rubare la scena anche a due stelle di Hollywood, a conferma del naturale carisma con cui si conduce sempre in tutte le uscite social.
La bodyguard ha rimproverato una bimba che si era avvicinata alla cantante. Poi si è scoperto che la bimba è figlia di persone molto famose e con molti follower sui social.
«La convinzione che si debba curare tutti, indipendentemente da etnia o nazionalità, è ciò in cui crediamo anche noi», ha detto il presidente di MSF, spiegando la scelta del nuovo ambasciatore.