Per Antonio Guterres, nell'epoca delle crisi climatica il Pil non può più essere l'unico strumento per misurare il progresso e il benessere.
Le compagnie aeree stanno cancellando i voli verso Cuba perché sull’isola non c’è abbastanza carburante per fare rifornimento e ripartire
C'entra l'embargo degli Stati Uniti e la crisi in Venezuela, la situazione è talmente grave che già a marzo Cuba potrebbe non avere più benzina.
Alcune delle principali compagnie aeree internazionali hanno iniziato a cancellare voli per Cuba a causa della scarsità di carburante per aerei sull’isola, che rende impossibile garantire il rifornimento necessario per il viaggio di ritorno. A riportare la notizia è il New York Times, citando il caso di Air Canada, che nelle ultime settimane ha sospeso numerose tratte verso l’Avana e altre destinazioni cubane. La compagnia di bandiera canadese ha anche provveduto a inviare aerei vuoti sull’isola, pronti a rimpatriare i turisti ancora lì, in attesa di capire se si uscirà dall’impasse. Il problema non riguarda la domanda di passeggeri, ma l’impossibilità logistica di assicurare il rifornimento di carburante per aerei negli aeroporti cubani. Le compagnie hanno anche valutato l’ipotesi di far atterrare gli aerei con carburante sufficiente anche per il rientro: si tratta però di una soluzione costosa e non sempre praticabile, soprattutto per i voli a lungo raggio. Restano per ora in funzione le rotte a medio raggio, come per esempio i voli da e per Miami, perché il velivolo riesce a completare andata e ritorno con il solo rifornimento alla partenza.
La carenza di carburante è l’ennesimo effetto della crisi energetica che colpisce Cuba da mesi e che è stata aggravata dall’attacco statunitense al Venezuela. Donald Trump non ha fatto mistero di voler mettere sotto pressione il governo cubano proprio strozzandone l’economia, di cui il turismo rimane un comparto fondamentale. Una volta catturato l’ex presidente Maduro e preso il controllo del settore petrolifero venezuelano, la prima mossa di Trump è stata proprio quella d’interrompere l’invio di petrolio a Cuba, che con i propri giacimenti può far fronte solo al 40 per cento del suo fabbisogno di carburante. Troppo poco per mantenere i consumi dei velivoli con cui arrivano i turisti da tutto il mondo e in particolare dal Canada, che è la prima nazione per numero di turisti che visitano Cuba ogni anno. Si preannuncia dunque un colpo durissimo per il settore turistico cubano, uno dei pochi ancora in grado di portare valuta nel Paese, aggravando l’isolamento già marcato dell’isola.
Il presidente cubano Miguel Díaz-Canel ha detto di non essere un’idealista e di essere consapevole che Cuba dovrà affrontare un momento molto difficile, dando il via a una serie di provvedimenti all’insegna dell’austerità volti a risparmiare più energia e carburante possibili, in attesa di soluzioni. Secondo gli esperti, però, allo stato attuale della situazione Cuba rimarrà senza benzina già a fine marzo. Cuba non ha mai creato una riserva di petrolio per far fronte a momenti di carenza come quello che si appresta ad affrontare, potendo contare sul supporto e sostegno del Venezuela in campo energetico.