E non solo: per il film, che uscirà nelle sale il 3 marzo e sarà su Netflix a partire dal 20, ha scritto anche due canzoni inedite.
Il nuovo film di Tom Ford è già uno dei più attesi del 2026, per tantissime e buonissime ragioni
Un progetto che sembra quasi troppo bello per essere vero: l'adattamento di uno dei più amati romanzi di Ann Rice, un cast incredibile, Adele che fa l'esordio da attrice.
Dopo A Sigle Man e Animali notturni, Tom Ford sembrava aver abbandonato definitivamente il suo “secondo lavoro” da regista. A sorpresa, invece, dopo dieci anni di silenzio, lo stilista ha fatto sapere di essere al lavoro sul suo terzo lungometraggio. A rivelare la notizia è stato Deadline, che in esclusiva ha svelato che Ford ha deciso di tornare sul set per adattare il romanzo Un grido fino al cielo di Ann Rice.
Una scelta audace che ha già mandato in visibilio i fan, per moltissime e buonissime ragioni. A partire dalla fonte letteraria: Un grido fino al cielo è uno dei best seller di Anne Rice, un romanzo ambientato nel XVIII, nel mondo della musica classica, in Italia, tra Venezia e Napoli. A fare da sfondo a una vicenda d’intrighi di potere e competizione tra musicisti è il Conservatorio di Napoli, dove s’incontrano un maestro di musica castrato che ha perso la propria voce e tentato per questo il suicidio e un giovane cantante con una potente voce da soprano che diventa suo allievo.
A generare entusiasmi è anche l’incredibile cast che Ford ha messo assieme, capitanato da Nicholas Hoult e Aaron Taylor‑Johnson (che tornano a lavorare con Ford dopo, rispettivamente, A Single Man e Animali notturni), a cui si uniscono colleghi del calibro di Colin Firth (che di A Single Man era il protagonista), Mark Strong, Ciarán Hinds, Paul Bettany, Hunter Schafer e Lux Pascal. Il film sarà inoltre il debutto della cantante inglese Adele nel mondo della recitazione.
Il cantante ci parla di ricordi e piaceri, musica e traguardi, Sanremo 2026 e il Sanremo di Pippo Baudo. L’ultimo disco, Casa Paradiso, con i primi concerti giovanili, imitando gli Oasis, fino al nuovo tour nei palazzetti. La maturità e la famiglia con un certo sapersi godere la vita, le amicizie, i piaceri più semplici.
Dei Lumiere e dei cimiteri della Galizia, del teatro e della danza, del corpo e di psicologia della Gestalt: di tutto questo, e ovviamente di cinema, abbiamo parlato con il regista di uno dei film più amati, odiati, premiati e discussi dell'ultimo anno.
Il 19 febbraio 2016 moriva a Milano uno dei più grandi pensatori italiani. Dieci anni dopo, tutti cercano di appropriarsi di lui: destra e sinistra, apocalittici e integrati, intellettuali e populisti. Dimostrando, tutti, di non averlo capito.