Hype ↓
11:14 mercoledì 4 febbraio 2026
Mehdi Mahmoudian, lo sceneggiatore candidato all’Oscar per Un semplice incidente, è stato arrestato in Iran per aver firmato una lettera contro l’Ayatollah Assieme a lui sono stati arrestati altri due firmatari: al momento non si hanno notizie di nessuno dei tre.
È uscita la prima campagna di Dario Vitale per Versace, che è anche l’ultima A firmare le immagini sono Steven Meisel, la fotografa messicana Tania Franco Klein e l'artista Frank Lebon. L'ispirazione, abbastanza evidente, è Richard Avedon.
Su YouTube è disponibile gratuitamente Forma e sostanza, un bellissimo documentario che racconta tutta la storia dei CSI Tutto merito del regista Cristiano Lucidi, che il film lo ha ideato, narrato, montato e anche caricato sul suo canale YouTube.
Meryl Streep interpreterà Joni Mitchell nel biopic sulla cantautrice diretto da Cameron Crowe Potrebbe non essere l'unica interprete, però: secondo le indiscrezioni, nel film, sempre nella parte di Joni Mitchell, ci sarà anche Anya Taylor-Joy.
Dagli Epstein Files è spuntata una inquietante intervista a Epstein che non si sa da chi sia stata fatta, quando e perché A un certo punto l'intervistatore chiede a un interdetto Epstein: «Lei è il diavolo in persona?». E lui risponde pure.
Quello che sta succedendo a Piazza Italia non è affatto una novità nel mondo della moda Per il brand di fast fashion è scattato il provvedimento di amministrazione giudiziaria, come già successo in altri celebri casi.
A Milano verrà aperto un nuovo museo dedicato a Gio Ponti Aprirà all’interno dell’ADI Design Museum, in piazza Compasso d'Oro 1, entro la fine del 2026.
L’Onu è in una grave crisi economica perché tantissimi Stati membri sono in ritardo con il pagamento della quota d’iscrizione La situazione è talmente grave che nella sede di Ginevra gli ascensori sono stati spenti e il riscaldamento ridotto al minimo.

Come photoshoppare i funerali di Kim Jong Il

30 Dicembre 2011

Pare che una delle immagini del funerale di stato di Kim Jong Il, il dittatore nordcoreano, sia stata ritoccata al computer dall’agenzia di stampa del regime comunista. Lo ha scoperto “Lens” il blog fotografico del New York Times. Dal giorno della celebrazione di Jong Il sono circolate soprattutto due foto, scattate da fotografi diversi e molto simili tra di loro.

Qui di seguito possiamo vedere l’immagine della Associated Press.

Associated Press via Kyodo News

E qui quella pubblicata dalla North Korean Central News Agency, agenzia di stampa ufficiale del regime.

North Korean Central News Agency via European Pressphoto Agency

Le due immagini sono state scattate a pochi secondi di distanza (come prova la posizione delle macchine) ma presentano alcune differenze sulla posizione degli spettatori sulla destra, rimpiazzati da neve candida copiata-e-incollata per coprire il vuoto di persone. L’Ap se ne accorta accostando le due fotografie, come in questo fotomontaggio, che rende evidente le modifiche di regime ma non è stata l’unica a farlo. Anche Reuters e AFP avevano pubblicato il documento precisando dei pesanti dubbi che lo staff aveva sulla integrità fotografica.

Il perché di modifiche simili? La simmetria e la regolarità. Lo ha spiegato la National Public Radio statunitense, ricordando come l’iconografia comunista (dall’Urss in poi) si sia sempre basata sulla grandezza degli eventi e la loro regolarità al limite della perfezione. Quel gruppetto di persone sulla sinistra, quindi, “rovinavano” la grande parata funebre, altrimenti perfetta. Per questo è stato eliminato dal quadro. E per lo stesso motivo la foto di regime presenta più persone, sempre sulla sinistra: per creare una folla dalla forma regolare e ordinata.

Articoli Suggeriti
Social Media Manager

Leggi anche ↓
Social Media Manager

Ripensare tutto

Le storie, le interviste, i personaggi del nuovo numero di Rivista Studio.

Il surreale identikit di uno degli autori dell’attentato a Darya Dugina diffuso dai servizi segreti russi

La Nasa è riuscita a registrare il rumore emesso da un buco nero

Un algoritmo per salvare il mondo

Come funziona Jigsaw, la divisione (poco conosciuta) di Google che sta cercando di mettere la potenza di calcolo digitale del motore di ricerca al servizio della democrazia, contro disinformazione, manipolazioni elettorali, radicalizzazioni e abusi.