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23:39 martedì 7 aprile 2026
L’anteprima mondiale della nuova stagione di Euphoria sarà al Coachella È la prima volta che al Coachella si tiene una prima di film o di una serie tv. L'appuntamento è per l'ultima notte del festival, per una proiezione sotto le stelle.
Grazie al Diavolo veste Prada 2, Anna Wintour è finita per la prima volta sulla copertina di Vogue assieme alla sua alter ego Miranda Priestly, cioè Meryl Streep Per l'occasione si è fatta intervistare da Greta Gerwig, mentre l'attuale direttrice di Vogue faceva da stenografa.
Dua Lipa sarà la curatrice di uno dei più importanti festival letterari d’Inghilterra, il London Literature Festival Dopo il successo del suo book club, la popstar sarà la guest curator della più longeva fiera del libro di Londra.
La Sydney Opera House ha pubblicato sul suo canale YouTube, integralmente e gratuitamente, il film-concerto di Thom Yorke È un concerto del novembre 2024 che finora si era potuto vedere solo live oppure per tre giorni al cinema nello scorso marzo. Adesso è disponibile per tutti.
L’ultimo post di Trump sulla crisi nello Stretto di Hormuz è così delirante che in molti iniziano a dirsi seriamente preoccupati della sua salute mentale Il Presidente si rivolge ai «crazy bastards» iraniani, minacciandoli di scatenare un «living in Hell» se non «open the fuckin’ Strait»: persino tra i Repubblicani inizia a esserci una certa inquietudine.
Le prevendite per Dune 3 sono andate sold out in poche ore nonostante manchino otto mesi all’uscita del film In una sala IMAX di Londra, dove il biglietto costa quasi 30 euro, tutti i 498 posti sono stati prenotati in appena due minuti.
L’Unicef ha pubblicato una guida per aiutare i genitori a spiegare la guerra ai bambini La guida spiega come parlarne ai più piccoli non "isolandoli" dalle notizie, ma aiutandoli a capire la situazione, in base alla loro età.
Il primo problema che gli astronauti della missione Artemis II hanno dovuto risolvete è stato il bagno rotto Lo Universal Waste Management System della navicella Orion ha avuto un problema poco dopo aver raggiunto l'orbita terrestre. Per fortuna, l'astronauta Cristina Koch è riuscita a ripararlo, autonominandosi «idraulica dello spazio».

La Cina ha un problema con Elon Musk nello spazio

28 Dicembre 2021

I satelliti di Starlink di SpaceX, l’azienda aerospaziale di Elon Musk, a quanto pare intralciano il traffico lassù tra le stelle. La Cina, in particolare, è assai infastidita dalla cosa, al punto da chiedere, come riporta il Guardian, l’intervento delle Nazioni Unite. Secondo i cinesi, quest’anno sono già due le collisioni sfiorate tra la stazione spaziale cinese e i satelliti Starlink, due incidenti mancati per un pelo che hanno portato la Cina a chiedere l’intervento ufficiale dell’Onu per ricordare agli Stati Uniti che esistono dei trattati che regolano i movimenti e la circolazione nello spazio.

«La Cina chiede al segretario generale delle Nazioni Unite di far arrivare le informazioni sopra citate a tutte le parti coinvolte nel Trattato sullo spazio extra-atmosferico», così i cinesi chiudono il report nel quale denunciano, davanti alla Commissione sull’uso pacifico dello spazio extra-atmosferico, di aver dovuto attuare misure per evitare la collisione una volta a luglio e un’altra a ottobre. In questo report la Cina ribadisce che i Paesi che hanno sottoscritto il Trattato devono assicurarsi che gli obblighi in esso indicati vengano rispettati sia dalle agenzie governative che dalle imprese private.

Secondo Jonathan McDowell, astrofisico dell’Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics, una buona parte di responsabilità nell’aumento delle collisioni aerospaziali è, in effetti, ascrivibile ai satelliti lanciati in orbita da SpaceX. Per costruire il “network” conosciuto con il nome di Starlink, l’azienda di Elon Musk ha già lanciato in orbita più di 1.600 satelliti e ha ricevuto dalla Federal Communications Commission statunitense l’autorizzazione a lanciarne fino a 12mila. L’aumento dei satelliti presenti nello spazio, la complessità e la velocità dei loro movimenti non poteva che portare a un aumento degli “incidenti”.

McDowell, però, precisa che la colpa di quanto succede nello spazio non è certo tutta di Elon Musk, di SpaceX e dei satelliti Starlink. La stessa Cina ha dato un grandissimo contributo all’aumento del traffico aerospaziale: «È giusto anche ricordare che la stessa stazione spaziale americana, negli ultimi dieci anni, ha dovuto spesso attuare manovre anti-collisione a causa dei tantissimi detriti rimasti nello spazio in seguito a un test militare cinese del 2007. I cinesi non sono innocenti, da questo punto di vista. Nella storia recente, l’evento che ha lasciato nello spazio più detriti è stato proprio quel test militare».

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